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Nysa potrebbe essere il primo asteroide a tre lobi mai osservato, e ha anche una luna

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Luglio 31, 2026
in Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
L'asteroide (44) Nysa osservato dal Large Binocular Telescope il 21 marzo 2026. Credtis: Large Binocular Telescope/Very Large Telescope/Minker et al. 2026

L'asteroide (44) Nysa osservato dal Large Binocular Telescope il 21 marzo 2026. Credtis: Large Binocular Telescope/Very Large Telescope/Minker et al. 2026

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L’asteroide (44) Nysa, uno dei più grandi e luminosi della Fascia Principale di asteroidi tra Marte e Giove, potrebbe essere il primo corpo del Sistema Solare finora osservato con una struttura composta da tre lobi. La scoperta è emersa dalle immagini a più alta risoluzione mai ottenute dell’asteroide, realizzate grazie alle osservazioni combinate del Large Binocular Telescope in Arizona (con lo strumento italiano Shark-Vis, di proprietà anche dell’INAF) e del Very Large Telescope dell’ESO in Cile (con lo strumento Sphere/Zimpol), utilizzando sistemi di ottica adattiva e tecniche avanzate di elaborazione delle immagini.

Fino a oggi Nysa era stato interpretato come un possibile asteroide a due lobi, una configurazione comune per i piccoli corpi del Sistema Solare. Le nuove osservazioni mostrano invece una forma molto più complessa, con due profonde strozzature che potrebbero separare tre componenti distinte.

Secondo i ricercatori, Nysa potrebbe essere un contact trinary, cioè un oggetto formato da tre corpi rimasti uniti dopo una lenta aggregazione, oppure un singolo asteroide profondamente deformato da un’antica collisione.

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Le stesse immagini hanno anche rivelato una piccola luna di circa 1 km di diametro, provvisoriamente denominata S/2026 (44) 1, in orbita ad almeno 170 km dall’asteroide. Questa luna è stata osservata durante due campagne osservative indipendenti, permettendo agli astronomi di iniziare a ricostruirne l’orbita, che in futuro consentirà di determinare con precisione massa e densità di Nysa.

L’asteroide (44) Nysa osservato con lo strumento Shark-Vis del Large Binocular Telescope il 15 febbraio 2026. La minuscola luna dell’asteroide, S/2026 (44) 1, è indicata da una freccia rosa. Credits: Lowell Observatory
L’asteroide (44) Nysa osservato con lo strumento Shark-Vis del Large Binocular Telescope il 15 febbraio 2026. La minuscola luna dell’asteroide, S/2026 (44) 1, è indicata da una freccia rosa. Credits: Lowell Observatory

Un fossile del Sistema Solare primordiale

Oltre alla sua forma insolita, Nysa è uno degli asteroidi più interessanti della Fascia Principale per la sua composizione. Appartiene infatti agli asteroidi di tipo E, ricchi del minerale enstatite e poveri di ferro, una classe rara che potrebbe conservare caratteristiche dei materiali presenti nel Sistema Solare interno durante le sue prime fasi di formazione, circa 4.5 miliardi di anni fa.

Comprendere come si sia formato Nysa potrebbe quindi aiutare a ricostruire i processi che hanno portato alla nascita dei pianeti rocciosi, compresa la Terra. Secondo i ricercatori, questo oggetto potrebbe essersi formato dall’unione di tre frammenti prodotti da una collisione avvenuta a bassa velocità, oppure rappresentare il residuo deformato di un impatto molto più violento con un oggetto di grandi dimensioni.

Per distinguere tra queste ipotesi saranno fondamentali le future osservazioni della piccola luna appena scoperta. Misurandone con precisione il periodo orbitale sarà infatti possibile ricavare la massa e la densità di Nysa e confrontarle con i modelli di formazione. Se la struttura trilobata verrà confermata, Nysa rappresenterà il primo esempio conosciuto di questa particolare configurazione. E ci offrirà una nuova finestra sui processi che hanno modellato gli asteroidi nelle prime fasi della storia del Sistema solare.

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Lo studio, accettato per la pubblicazione sulla rivista Astronomy & Astrophysics, è reperibile qui in versione pre-print.

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Tags: AsteroideFascia principaleSistema solareVLT

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