Gli astronomi potrebbero aver individuato la prima esoluna mai scoperta al di fuori del Sistema Solare. Il candidato è stato scoperto nel sistema CD-35 2722 grazie alle osservazioni del Very Large Telescope (VLT) dell’European Southern Observatory (ESO).
La particolarità della scoperta è che questo oggetto non orbita attorno a un pianeta come accade per le lune del Sistema Solare, ma attorno a una nana bruna, un corpo celeste con una massa intermedia tra quella di un pianeta gigante e quella di una stella. A sua volta, la nana bruna orbita attorno alla stella CD-35 2722, che possiede circa metà della massa del Sole.
Secondo lo studio, pubblicato su Nature, il nuovo oggetto ha una massa almeno pari a quella di Giove, mentre la nana bruna supera le 30 masse gioviane. Questa configurazione rende difficile stabilire se si possa parlare davvero di una luna oppure di un pianeta. Anche se è sufficientemente massiccio da essere considerato un pianeta, infatti, l’oggetto non orbita direttamente attorno a una stella, ma attorno a un altro corpo che le gira intorno!
Finora sono stati scoperti oltre 6000 esopianeti, ma nessuna esoluna è stata ancora confermata con certezza. Per questo motivo, gli astronomi considerano questa osservazione uno dei candidati più solidi mai individuati finora.
Un sistema che sfida le definizioni
Nel Sistema Solare distinguere pianeti, stelle e lune è relativamente semplice: i pianeti orbitano attorno al Sole e i loro satelliti orbitano attorno ai pianeti. Il sistema CD-35 2722 non segue però questo schema: al centro si trova una stella giovane, e intorno a essa orbita una nana bruna, un oggetto troppo massiccio per essere classificato come pianeta ma non abbastanza da innescare la fusione nucleare e diventare una stella. È attorno a questa nana bruna che gli astronomi hanno individuato il nuovo candidato esosatellite.
Questa configurazione rende difficile applicare le definizioni usate nel Sistema Solare. Gli autori dello studio preferiscono infatti parlare di esosatellite, ma riconoscono che il termine esoluna è probabilmente il più intuitivo, anche se l’oggetto è molto diverso dalle lune che conosciamo. Si tratta infatti di un gigante gassoso con una massa almeno pari a quella di Giove, ben lontano dai piccoli satelliti rocciosi come la Luna o Europa.
“Essendo il terzo elemento in questo sistema, vorremmo chiamarlo luna, anche se non assomiglia per niente alle piccole lune rocciose che abbiamo nel nostro sistema” ha affermato Kevin Hoy, studente dell’ESO in Cile e primo autore dello studio.
La scoperta suggerisce, ancora una volta, che la varietà dei sistemi planetari potrebbe essere ancora più ampia di quanto immaginato, e che le categorie utilizzate per descriverli potrebbero non essere sempre sufficienti.
Come è stata individuata, e perché è importante?
Per individuare il candidato esosatellite, il team guidato da Kevin Hoy ha utilizzato lo strumento CRIRES+ installato sul Very Large Telescope. Gli astronomi hanno applicato il metodo della velocità radiale, lo stesso che ha portato alla scoperta del primo esopianeta attorno a una stella simile al Sole.
Invece di osservare direttamente il nuovo oggetto, hanno misurato le piccole oscillazioni della nana bruna causate dalla sua attrazione gravitazionale. L’analisi indica che il segnale è compatibile con la presenza di un corpo in orbita, fornendo quella che gli autori definiscono la prova più convincente ottenuta finora dell’esistenza di un’esoluna.
Se confermata da osservazioni future, questa scoperta aprirebbe una nuova fase nella ricerca di satelliti naturali oltre il Sistema Solare. Oltre a individuare nuovi oggetti, infatti, queste osservazioni aiuteranno a capire come si formano pianeti, nane brune e loro satelliti in ambienti molto diversi dal nostro.
Un contributo importante arriverà anche dal futuro Extremely Large Telescope (ELT) dell’ESO che, grazie al suo specchio da 39 metri, permetterà di cercare esolune più piccole e di studiarne le proprietà con una precisione mai raggiunta prima.










