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Trovata la fonte del più grande terremoto mai registrato su Marte

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Ottobre 18, 2023
in Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
Sismometro di Insight

Il sismosmetro del lander InSight, che quando era in funzione rivelava scosse sismiche sul Pianeta Rosso. Credits: NASA/JPL-Caltech

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Mercoledì 4 maggio 2022, il lander InSight della NASA ha registrato il terremoto più intenso mai avvertito sul Pianeta Rosso da quando lo stiamo studiando. Con una magnitudo terrestre di 4.7, ha causato vibrazioni che si sono propagate attraverso il pianeta per almeno sei ore.

Ora, un team globale di scienziati guidati dall’Università di Oxford ha finalmente scoperto la fonte. Lo studio, basato sui dati di diverse missioni spaziali, esclude che la causa del forte evento sismico sia stata l’impatto di un meteorite. Suggerisce invece che sia stato il risultato di enormi forze tettoniche all’interno della crosta di Marte.

E poiché sappiamo che il Pianeta Rosso non ha attualmente una geologia attiva come quella terrestre, il fatto che solo un anno e mezzo fa sia avvenuto un terremoto causato da forze tettoniche è un importante indizio nello studio dell’attività dinamica e della struttura di Marte.

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No, non è un impatto

Durante la sua permanenza su Marte, il lander InSight ha registrato almeno 8 eventi di martemoti (terremoti marziani) causati da impatti di meteoroidi. I due più grandi hanno formato crateri di circa 150 metri di diametro.

Questo evento sismico, soprannominato S1222a, è stato quindi studiato come un martemoto da impatto. E per confermare o smentire la sua natura, era necessario cercare un cratere. Che secondo le stime, doveva avere un diametro di almeno 300 metri.

Per sondare 144 milioni di chilometri quadrati di terreno, il responsabile dello studio Benjamin Fernando del Dipartimento di Fisica dell’Università di Oxford ha chiesto il contributo dell’ESA (Europa), della CNSA (Cina), dell’ISRO (India) e dell’UAE Space Agency (Emirati Arabi). Si ritiene che questa sia la prima volta che tutte le missioni in orbita attorno a Marte collaborano ad un unico progetto.

Le aree fotografate per lo studio
Le aree fotografate per lo studio. A) Dati degli strumenti THEMIS, HRSC, MoRIC. B) Dati di CTX, HiRISE, CaSSIS. C) Variazione della scala dei pixel con l’area. D) Le proiezioni della mappa di probabilità per S1222a sull’area. Credits: Fernando et al. 2023

Ogni gruppo ha esaminato i dati dei propri satelliti in orbita attorno a Marte per cercare un nuovo cratere o qualsiasi altro segno rivelatore di un impatto, ad esempio una nube di polvere apparsa nelle ore successive al martemoto. Dopo diversi mesi di ricerche, il team globale ha annunciato che non è stato trovato alcun cratere nuovo.

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Placche tettoniche ancora attive su Marte?

La conclusione, con un alto livello di sicurezza, che l’evento S1222a non è stato associato ad un evento di impatto, porta ad una sola altra spiegazione coerente con le osservazioni attuali, ovvero una fonte tettonica sotterranea.

I risultati iniziali suggeriscono la presenza di una faglia nella parte media della crosta, compatibile con un’origine dell’evento sismico compresa tra 18 e 28 km di profondità. Ulteriori studi sono comunque in corso, inclusa l’analisi dettagliata delle forme d’onda di S1222a e delle differenze tra essa e gli eventi di grande impatto da una prospettiva sismica. Il dottor Fernando ha spiegato:

Pensiamo ancora che oggi Marte non abbia alcuna tettonica a placche attiva, quindi questo evento è stato probabilmente causato dal rilascio di stress all’interno della crosta. Questi stress sono il risultato di miliardi di anni di evoluzione, compreso il raffreddamento e il restringimento di diverse parti del pianeta a ritmi diversi. Ancora non comprendiamo appieno il motivo per cui alcune parti del pianeta sembrano avere stress più elevati di altre, ma risultati come questi ci aiutano a indagare ulteriormente.

S1222a è stato uno degli ultimi eventi registrati da InSight prima che la NASA dichiarasse la fine della sua missione, nel dicembre 2022. Il team sta ora procedendo con le analisi, anche per sfruttare poi i risultati di questi studi nelle missioni future sulla Luna e sul satellite saturniano Titano.

Lo studio, pubblicato su Geophysical Research Letters, è reperibile qui.

Tags: InSightMartePianeta rossoTerremoti su marteTerremotoTettonica a placche

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