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Scoperti due nuovi esopianeti nella fascia abitabile, a 16 anni luce dal Sistema Solare

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Gennaio 29, 2023
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
GJ1002 e i suoi esopianeti

Rappresentazione artistica di GJ 1002 e i due esopianeti scoperti in orbita ad essa. Credits: Alejandro Suárez Mascareño and Inés Bonet (IAC)

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  • Grazie al metodo delle velocità radiali, sono stati scoperti due nuovi esopianeti nella zona abitabile della loro stella, a soli 16 anni luce dal Sistema Solare.
  • I due esopianeti orbitano attorno ad una nana rossa, una tipologia di stella caratterizzata nella sua giovinezza da intensi e pericolosi brillamenti.
  • Gli spettri che hanno permesso la scoperta sono stati ottenuti con i programmi di osservazione ESPRESSO e CARMENES.

Due nuovi esopianeti sono stati scoperti in orbita attorno ad una nana rossa, situata nella costellazione della Balena, a 16 anni luce dal Sistema Solare. Si tratta dei pianeti GJ 1002 b e c,  due mondi con una massa simile a quella terrestre individuati nella zona abitabile della loro stella. GJ 1002 b e c rientrano, insieme ad altri 10 pianeti, in una lista ristretta di mondi individuati nella zona abitabile della stella ospitante, con una dimensione inferiore a 1.5 volte quella della Terra e 5 volte meno massivi.

Individuare degli esopianeti, o pianeti al di fuori del Sistema Solare, nella zona abitabile di una stella è sempre qualcosa di emozionante. In questa regione infatti, l’acqua rimane ad una temperatura tale da poter essere mantenuta nella sua forma liquida sulla superficie del pianeta. Questa però non è una condizione che implica necessariamente l’abitabilità di un pianeta. Tra i fattori che incidono su questo aspetto, infatti, rientrano anche le caratteristiche della stella che ospita i neo scoperti GJ 1002 b e c.

Cosa significa vivere attorno ad una nana rossa?

Gliese 1002, anche chiamata GJ 1002, è classificata come nana rossa. Si tratta di una stella più piccola, più fredda e molto più longeva rispetto al Sole. Sebbene al momento GJ 1002 si trovi in uno stato di quiete, nella sua giovinezza era caratterizzato da continui flare, o brillamenti, come quelli che a volte si verificano nel Sole. Si tratta di eruzioni di materia molto violente in grado d’influenzare l’ambiente circostante.

Se in prossimità della stella orbitano dei pianeti, i frequenti brillamenti potrebbero spazzare via le atmosfere planetarie, sottraendo i pianeti della loro protezione contro la radiazione stellare. Questo potrebbe essere accaduto anche ai due esopianeti scoperti attorno a GJ 1002.

  • GJ 1002 b è il pianeta più vicino alla stella: percorre un’orbita in appena 10 giorni. La sua massa è leggermente superiore a quella della Terra.
  • GJ 1002 c è più lontano e massivo. Completa un’orbita attorno alla stella in 20 giorni e la sua massa è di un terzo maggiore a quella terrestre.

Sebbene la distanza dalla stella possa aver influito negativamente sull’atmosfera di questi due pianeti, non è da escludere un risultato positivo. I flare avvenuti durante la gioventù di Gliese 1002, infatti, potrebbero aver aiutato la formazione di una particolare tipologia di molecole sulla superficie del pianeta, utili alla formazione di forme di vita. Queste ipotesi andranno confermate in futuro partendo dallo studio delle atmosfere di questi due pianeti, se sono riuscite a sopravvivere alla irrequieta giovinezza di GJ 1002.

Esopianeti scoperti con il metodo delle velocità radiali

Il metodo utilizzato per la scoperta di GJ 1002 b e c è quello delle velocità radiali. Questo metodo si basa sul movimento della stella, influenzato dalla presenza di un altro corpo celeste nelle sue vicinanze. Gli spettrometri percepiscono questo movimento come uno spostamento delle linee dello spettro elettromagnetico della stella osservata.

Lo studio di queste variazioni permette d’individuare informazioni importanti sul corpo celeste che causa questi movimenti, come massa e periodo orbitale. Grazie a questa tecnica si è riusciti a identificare più di 1000 esopianeti.

Segnali planetari
Segnali planetari ottenuti con il metodo delle velocità radiali. A sinistra il segnale di GJ 1002 b, con un periodo di 10.35 giorni; a destra il segnale di GJ 1002 c, caratterizzato da un periodo più lungo di 20.2 giorni. Credits: A. Suárez Mascareño et al.

Per identificare i pianeti in orbita a GJ 1002 sono stati utilizzati gli spettrografi di due diversi programmi di osservazione: ESPRESSO, installato sul Very Large Telescope (VLT), e CARMENES, situato presso l’osservatorio di Calar Alto, in Spagna. Lo spostamento rilevato da questi due spettrografi è di circa 1.3 metri per secondo, equivalente ad un movimento di 4.8 km/h. Movimenti estremamente ridotti e difficili da rilevare, che dimostrano le grandi capacità di una collaborazione tra due strumenti d’avanguardia.

Lo studio, condotto dal ricercatore Alejandro Suárez Mascareño presso l’Università di La Laguna (Spagna), è stato accettato per la pubblicazione presso il giornale Astronomy & Astrophysics ed è disponibile qui.

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Tags: Esopianetinana rossavelocità radiali

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