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Il simulatore di luce stellare che ricerca la vita intorno alle stelle della Via Lattea

I risultati dello Star Light Simulator, presentati all'Europlanet Science Congress (EPSC) 2022, suggeriscono che la vita potrebbe svilupparsi intorno a stelle diverse dal nostro Sole e produrre mondi ricchi di ossigeno e abitabili da organismi più complessi.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Settembre 23, 2022
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Credits: NASA

Credits: NASA

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Di recente un team di ricercatori italiani ha dimostrato sperimentalmente per la prima volta che i microrganismi possono fotosintetizzare utilizzando la luce dominata dagli infrarossi. È la luce emessa dal tipo di stella più comune della Via Lattea. Ora risultati dello Star Light Simulator, presentati all’Europlanet Science Congress (EPSC) 2022, suggeriscono che la vita potrebbe svilupparsi intorno a stelle diverse dal nostro Sole e produrre mondi ricchi di ossigeno e abitabili da organismi più complessi.

La maggior parte delle stelle della nostra Via Lattea sono di piccole dimensioni e basse temperature, note come nane rosse M. Sono più fredde e meno luminose del nostro Sole, ed emettono principalmente luce nell’infrarosso, con emissioni molto basse alle lunghezze d’onda visibili. A causa della loro abbondanza, sono stati trovati molti esopianeti intorno alle stelle nane di tipo M. Tuttavia, negli ultimi anni si è discusso molto se questi pianeti possano o meno supportare la vita.

Infografica EPSC
Le stelle nane di tipo M presentano una gamma di proprietà molto diverse rispetto alle stelle simili al Sole, con un impatto sul potenziale di vita dei pianeti che orbitano attorno a queste stelle. Credits: Thibaut Roger – Europlanet 2024 RI

Lo Star Light Simulator per comprendere le stelle

Il simulatore di luce stellare, costruito da una collaborazione di team dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dell’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie (IFN-CNR) e del Dipartimento di Biologia di Padova, può generare spettri elettromagnetici a diversi intervalli di luminosità per riprodurre la luce di qualsiasi stella. Per questa configurazione sperimentale, il team ha ricreato la luce emessa da una stella nana di tipo M insieme a una camera di simulazione atmosferica che riproduceva un ambiente planetario artificiale.

Star light simulator
Il simulatore di luce stellare (a sinistra) e illuminato (a destra) ha 25 canali in totale, che emettono luce da 365 nanometri (luce UV) a 940 nanometri (luce infrarossa). Credits: La Rocca et al.

La professoressa Nicoletta La Rocca, biologa dell’Università di Padova che ha guidato lo studio, ha spiegato:

Inizialmente ci siamo concentrati sui cianobatteri perché hanno una straordinaria capacità di resistere a tutti gli ambienti della Terra. Oltre alla nota capacità di sopravvivere alla luce del vicino infrarosso. Quando queste si sono acclimatate all’ambiente simulato, abbiamo esteso i nostri test ai muschi e a vari tipi di microalghe rosse e verdi.

Tutti gli esperimenti hanno avuto successo: tutti i microrganismi hanno dimostrato di essere in grado di crescere e fotosintetizzare sotto la luce delle nane di tipo M.

Poiché la vita come la conosciamo dipende dall’acqua liquida, questo è al momento uno dei criteri principali per considerare un esopianeta abitabile. Anche le forme di vita terrestri più complesse dipendono dall’ossigeno. Sulla Terra, i cianobatteri fotosintetizzanti hanno svolto un ruolo fondamentale nell’ossidazione della nostra atmosfera. La Rocca ha affermato a proposito: “I nuovi risultati sperimentali ampliano le nostre conoscenze sugli ambienti potenzialmente abitabili. E quindi su dove potremmo aspettarci di trovare un pianeta che ospita vita complessa”.

A questo link è disponibile l’abstract della pubblicazione, i cui risultati sono stati presentati nella rivista Life al numero speciale Frontiers in Extremophiles: from life at edges on Earth to space exploration.

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Tags: astrobiologiaBiologiacianobatteriEsopianetifotosintesiStar Light SimulatorVitavita extraterrestre

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