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Un nuovo telescopio per la ricerca e tracciamento di asteroidi pericolosi

In Cile è stato finalmente attivato il nuovo telescopio TBT2, frutto della collaborazione tra ESO ed ESA. Col suo gemello in Spagna ricercherà potenziali asteroidi pericolosi, rappresentando insieme i precursori di una rete di telescopi automatizzata in arrivo nel prossimo futuro.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Maggio 6, 2021
in Astronomia e astrofisica, Divulgazione, Fisica, News, Scienza
Osservatorio di La Silla Cile

Nella cupola bianca in foto, situata presso l'Osservatorio di La Silla in Cile, si trova il Test-Bed Telescope 2, un nuovo cacciatore di asteroidi pericolosi.

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Dall’evento meteorico del 2013 a Chelyabinsk, in Russia, la minaccia di possibili impatti con gli asteroidi è diventata più reale. Lo sforzo della comunità scientifica di sondare lo spazio che ci circonda per identificare asteroidi pericolosi è enorme. In aiuto arriva un nuovo telescopio, grazie al quale sarà possibile raggiungere importanti obbiettivi. 

Un altro telescopio per la rilevazione dei NEO

Si chiama Test-Bed Telescope 2 (TBT2) ed è posizionato presso l’Osservatorio di La Silla in Cile. Il numero 2 che lo identifica è dovuto alla presenza di un telescopio gemello, in Spagna. Insieme avranno il compito di tracciare la posizione di oggetti celesti in rapido movimento. 

Diversamente da quello che si crede, gli asteroidi di grandi dimensioni sono già noti e studiati a fondo. Nella comunità scientifica, destano infatti meno preoccupazione di oggetti più piccoli dei quali non è nota la posizione e il comportamento. Qui entrano in gioco i gemelli TBT1 e TBT2 e la futura rete osservativa automatizzata. I telescopi non solo si occuperanno del censimento di oggetti di questo tipo, ma dimostreranno le capacità hardware e software della rete Flyeye, una serie di telescopi che scansioneranno il cielo in maniera autonoma. Il loro lavoro permetterà di definire un quadro completo dei Near-Earth Objects (NEO), letteralmente “oggetti vicino alla Terra”, e dei rischi che comportano. 

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Test-Bed Telescope 2
Foto che ritrae il Test-Bed Telescope 2 mentre viene posizionato nella sua cupola, nel deserto di Atacama. Credits: P. Sinclaire/ESO

Occhio di mosca

Come anticipato, TBT2 non si occuperà solo di catalogare oggetti in orbita vicino alla Terra. Sarà infatti, anche un trampolino di lancio per il primo telescopio Flyeye, così chiamato per la tecnica di osservazione ispirata a quella di una mosca. L’immagine viene suddivisa in 16 sottoimmagini più piccole per estendere il campo visivo complessivo. In questo modo il telescopio è in grado di analizzare una vasta area di cielo in una sola notte. La mattina seguente i dati sono controllati da un operatore e inviati al Minor Planet Center per essere studiati e comprendere l’orbita degli oggetti individuati e le possibili eventualità di scontro con la Terra. Flyeye è in grado di rilevare oggetti fino a 40 m di diametro, avvistandoli tre settimane prima di un potenziale impatto. Progettato e finanziato dall’ESA, ad occuparsi della costruzione di questo telescopio sarà l’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). Avrà sede infatti in Sicilia, vicino alla cima del monte Mufara, alto 1865 metri.

flyeye telescopi
Rappresentazione artistica del primo telescopio della rete Flyeye. Credits: ESA

International Asteroid Warning Network

ESO ed ESA sono coinvolte nell’International Asteroid Warning Network, il gruppo internazionale di organizzazioni dedite alla rilevazione e caratterizzazione dei potenziali oggetti pericolosi con orbita ravvicinata alla Terra. Di questi viene stilata la List Risk, che non comprende però gli oggetti di dimensioni minori caratterizzati da orbite più rapide. Questi saranno oggetto di studio dei gemelli Test-Bed Telescope e della rete Flyeye. Insieme potranno garantire un futuro più sicuro alla Terra… o perlomeno più monitorato!

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Tags: asteroidiESAESOFlyeyeNEOTelescopio

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