• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Uno spazioplano per Pechino – Spazio d’Oriente

Il recente lancio di inizio settembre di uno spazioplano segreto da parte della Cina è il risultato di sforzi sparsi e variegati ma che sono continuati per oltre 30 anni.

Nicolò Bagno di Nicolò Bagno
Settembre 30, 2020
in Agenzie Spaziali, Approfondimento, Cina, Rubriche, Spazio d'Oriente
Spazioplano Cina

Separazione realizzata in una camera del vento del modello in scala di uno spazioplano cinese. Credits: CAAA (China Academy of Aerospace Aerodynamics).

Condividi su FacebookTweet

La Cina ha finalmente il suo spazioplano, probabilmente funzionate e forse molto simile all’americano X-37B. Il 4 settembre la Cina ha infatti lanciato in orbita il suo primo spazioplano, rientrato a terra dopo soli due giorni. Al di là dell’opacità del progetto, il risultato ottenuto da Pechino è molto importante per il programma spaziale cinese, tuttavia rimane molta incertezza sul fine ultimo di tale tecnologia.

Da una prospettiva squisitamente geopolitica ottenere uno spazioplano è significativo in quanto segna l’entrata della Cina in un ristrettissimo club. Questo avviene a pochi mesi da un altro evento degno di nota, ossia la prima missione interplanetaria verso Marte, Tianwen-1, di cui abbiamo parlato ampiamente qui.

Nei prossimi mesi sarà interessante seguire se a tutte queste mosse vi sarà una risposta formale da parte delle altre nazioni, magari con un aumento dei budget delle rispettive “space force”. In questo primo articolo della nuova stagione di Spazio d’Oriente cercheremo di ripercorre i passi storici dietro al primo spazioplano cinese, una storia fatta di incertezze, ripensamenti e tecnologie troppo acerbe. Oltre a questo proveremo a dare uno sguardo alle prossime mosse in questo settore, che sta per aprirsi a iniziative di tipo commerciale.

ANNUNCIO

Il piano 863, il primo tentativo

Il primo tentativo cinese di costruire uno spazioplano risale agli anni ottanta, un periodo nel quale ogni grande potenza economica aveva o stava sviluppando un proprio spazioplano partendo dall’idea dello space shuttle. Alla fine di questo decennio gli unici vecioli perfettamente funzionanti erano il già citato shuttle e il Buran sovietico, il quale però non divenne mai operativo a causa della cancellazione del progetto. Nello stesso periodo l’Europa inizio lo sviluppo di un proprio spazioplano chiamato “Hermes”, anche il Giappone si cimentò nella progettazione di uno spazioplano con “HOPE-X”. Entrambi questi progetti furono cancellati per motivi politici e di budget.

In questo contesto storico la Cina selezionò due prime idee di spazioplani da sviluppare nel piano 863, il cui numero: 86/3 rappresenta marzo 1986 nella lettura cinese delle date. In questa data ebbe infatti inizio il piano che includeva lo sviluppo di molteplici progetti ritenuti strategici dal governo cinese. Fra questi vi era un progetto identificato con 863-204 il cui obiettivo era creare il primo veicolo cinese per il trasporto umano nello spazio.

Inizialmente furono inviate 11 proposte, di queste 6 vennero selezionate dalla commissione di esperti del piano 863 per una fase di studio più avanzata. Di queste ben quattro erano spazioplani con diversi design, alcuni più simili allo shuttle ed altri decisamente avveniristici come H-2 e V-2. Al fine di non appesantire eccessivamente questo articolo, vi rimandiamo ad un altro in cui il lettore più curioso potrà trovare una descrizione approfondita di questi quattro spazioplani.

Spazioplano cinese

ANNUNCIO

Nel 1988 vennero accantonati i due precedentemente citati H-2 e V-2, più estremi in termini di design. Stessa sorte toccò nel 1990 anche agli altri due spazioplani più simili al design dello Shuttle americano. Interessante notare che uno dei due spazioplani non fu mai formalmente cancellato, ossia Tinjiao-1 che venne probabilmente dimenticato se non riprogettato per un altro programma come ad esempio Shenlong, di cui parleremo più avanti.

Alla fine dalla “competizione” interna a questo progetto vinse un approccio più tradizionale, ossia la capsula balistica che diventò poi il progetto 921 nel 1992, oggi nota come Shenzou. Tuttavia è bene osservare che il progetto 921 non rientrava nel piano 863 per un motivo squisitamente politico. Infatti l’allora presiedente Deng Xiaoping non fu convinto da nessuno dei progetti, a causa della loro natura a lungo termine. Pertanto erano inutili secondo le ambizioni più pragmatiche di Deng. Si stimavano 10 anni di sviluppo per una capsula balistica e oltre 25 per uno spazioplano.

Tuttavia all’alba del 1989 Deng iniziò a lasciare la scena politica cinese dimettendosi per prima cosa da presidente del comitato centrale militare. Grazie a questo, l’aeronautica dell’esercito di liberazione cinese promosse lo sviluppo di una capsula balistica, ufficialmente formalizzata nel 1992 con l’approvazione del primo ministro della Cina Li Peng.

Una roadmap verso Shenlong

Con l’avvento della Shenzou si conclude la prima stagione di attivo interesse negli spazioplani da parte della Cina o almeno questo sappiamo dalle informazioni note. Tuttavia nel 2006, all’IAC di Siviglia, apparve una roadmap della CALT (China Academy of Launch Vehicle Technology) nella quale si illustravano i prossimi passi verso nuovi spazioplani cinesi. Divisa in 3 grandi fasi, la roadmap presentava un primo veicolo come concettualmente simile allo shuttle pronto in 15 anni, tale proposta assomigliava molto a due nel piano 863: ossia Tianjiao-1 e Chang Cheng-1. Questo ipotetico veicolo sarebbe stato lanciato a bordo di un Lunga Marcia 5 che all’epoca della pubblicazione di questa roadmap era ancora in uno stato di sviluppo embrionale. Tuttavia oggi sembrerebbe che questa ipotesi temporaneamente scartata visto che il LM-5 ha recentemente lanciato un’altra capsula per il trasporto umano di tipo balistico, strategica per le ambizioni lunari e LEO di Pechino.

Nel secondo step della roadmap si sarebbe arrivati ad un veicolo composto di due stadi in cui sia il decollo che l’atterraggio sarebbero stati fatti in posizione orizzontale, quindi simile all’H-2. L’ultimo passo sarebbe stato il raggiungimento di un cosiddetto e molto ambizioso SSTO (single stage to orbit), ossia un unico veicolo senza stadi che avrebbe compiuto rientro e decollo in posizione orizzontale.

Questa roadmap ravvivava un chiaro e nuovo interesse verso gli spazioplani da parte di Pechino, tuttavia ad oggi non è possibile dire con certezza se sia attivamente proseguita o semplicemente accantonata. Nonostante l’incertezza, c’è un progetto decisamente più concreto che potrebbe rientrare nella roadmap proposta nel 2006: Shenlong. Traducibile come “drago divino”, Shenlong è essenzialmente noto per una sua foto circolata nel 2007 in cui è posto sotto ad un’ala di un bombardiere Xian H6.

Spazioplano Cina Shenlong
Il primo prototipo dello spazioplano Shenlong sotto il bombardiere Xian H6. Credits: Space.com

Il modello in questa foto era sicuramente un dimostratore tecnologico, tuttavia destò molto interesse la maturità di tale progetto, che rappresentava il primo vero sviluppo fisico di uno spazioplano cinese. In questo caso Shenlong era decisamente più modesto delle proposte nel piano 863 avvicinandosi molto ad un X-37B in termini di design e dimensioni. Oltre a questo, diverse voci segnalarono che tra 2010 e 2011 si svolsero diversi test suborbitali e atmosferici dello Shenlong, tuttavia non è mai stato confermato da nessuna analisi e fonte attendibile. Ad oggi lo stato di tale progetto rimane avvolto nel mistero. Possiamo quindi dire che l’ormai  famoso spazioplano lanciato questo mese potrebbe tranquillamente essere la prima versione orbitale di Shenlong.

Lo stato delle ricerca attuale

All’alba del 2020 si pensava che la Cina stesse abbandonando lo sviluppo di uno spaziolano, tuttavia i fatti hanno smentito questa ipotesi. La tesi della rinuncia era abbastanza condivisa visti i recenti interessi di Pechino nei cosiddetti VTVL (vertical take off vertical landing) ossia quei veicoli il cui lancio e rientro avviene verticale. Tale interesse deriva dalla scia di successi ottenuti da SpaceX con il Falcon 9, che ha sicuramente influenzato l’industria aerospaziale americana e presto anche quella europea.

Nel 2019 emerse invece un video della CASC in cui in una galleria del vento avveniva il distacco in un modello in scala di uno spazioplano a due stadi. Anche in questo caso non è per nulla chiaro se tale modello rientri in un progetto concreto in fase di sviluppo oppure sia solo un concept di natura meramente accademica.

Spazioplano cinese Cina
Animazione della separazione del modello in scala dello spazioplano cinese, rilasciata nel 2011. Credits: CAAA (China Academy of Aerospace Aerodynamics).

Con il lancio di uno spazioplano lo scorso mese Pechino ha finalmente raggiunto un primo risultato concreto nello sviluppo di questo genere di veicolo. Come abbiamo visto, il lavoro dietro a questo risultato è frutto di una lunga e travagliata ricerca che è passata da design molto eccentrici, ai più collaudati. Nonostante tutto questo percorso non è però ancora chiaro quale spazioplano è stato lanciato ad inizio settembre. La corsa di Pechino per gli spazioplani è però solo all’alba e sicuramente verrà seguita sempre con maggiore attenzione. Speriamo di poterne sapere presto di più.

Spazio D’Oriente viene pubblicato ogni Martedì sera ed è una rubrica progettata e scritta da Nicolò Bagno.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: CinaSpazio d'orienteSpazioplanox-37B

Potrebbe interessarti anche questo:

Render della missione sino-europea SMILE. Credits: ESA

La missione sino-europea SMILE ha iniziato le operazioni scientifiche

Ottobre 2, 2026
Pannelli solari e l'ombra del rover Zhurong sulla superficie di Marte per nel corso della missione Tianwen-1 nel 2021. Credits: CNSA

Prosegue lo sviluppo della missione cinese Tianwen-3, in vista del lancio verso Marte nel 2028

Settembre 8, 2026
Il lato nascosto della Luna e la Terra lontana, fotografate dal modulo di servizio della missione cinese Chang'e 5 nel 2014. Credits: Chinese Academy of Sciences

La Cina sta preparando una costellazione di 30 CubeSat per studiare lo spazio tra la Terra e la Luna

Settembre 7, 2026
Lancio inaugurale del Pallas-1

La startup cinese Galactic Energy ha lanciato con successo il suo nuovo razzo Pallas-1 al primo tentativo

Settembre 1, 2026
Il lancio della missione Chang’e 7 verso la Luna è rinviato

Il lancio della missione Chang’e 7 verso la Luna è rinviato

Agosto 24, 2026
Il primo stadio dello Zhuque-3 di LandSpace, rientrato con successo a terra dopo il lancio orbitale del 19 agosto 2026. Credits: LandSpace

Landspace recupera con successo il primo stadio dello Zhuque-3. Ora la Cina ha due razzi riutilizzabili

Agosto 19, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • starship starlink

    Oltre mille manovre evasive al giorno per i satelliti Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Ecco le prime immagini della Terra acquisite dai satelliti Eaglet II della costellazione italiana IRIDE

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Entro il 2026 saranno completati i 931 segmenti dello specchio primario dell’ELT

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX verso una rete mobile Starlink

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162