Il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA è rientrato nell’atmosfera terrestre mercoledì 4 novembre, quasi 22 anni dopo il lancio. Secondo la conferma della U.S. Space Force, il rientro è avvenuto alle 13:39 italiane sopra la regione di Sumatra Settentrionale, in Indonesia, a circa 3.4 gradi di latitudine nord e 98.6 gradi di longitudine est. La NASA si aspettava che gran parte del telescopio bruciasse durante la discesa, ma alcuni componenti potrebbero essere sopravvissuti.
Il 20 ottobre Swift aveva fatto la sua ultima osservazione e la NASA aveva dichiarato conclusa la sua missione scientifica. Il telescopio era sceso sotto i 275 km di quota, dove l’attrito atmosferico gli impediva di puntare con stabilità i suoi obiettivi. Senza propulsori, Swift non poteva compensare la perdita di quota, accelerata negli ultimi anni dall’intensa attività solare, che espande gli strati alti dell’atmosfera.
Il tentativo di innalzarne l’orbita con il veicolo robotico LINK di Katalyst Space Technologies non era andato a buon fine: il veicolo aveva avuto problemi di controllo dell’assetto ed era rientrato nell’atmosfera a fine settembre.
22 anni di esplosioni cosmiche
Swift era stato lanciato il 20 novembre 2004 per studiare i lampi di raggi gamma, le esplosioni più potenti dell’Universo, con una missione prevista di due anni. Il suo punto di forza era la velocità: individuava un lampo, ne comunicava la posizione agli altri osservatori e in circa un minuto puntava verso di esso i suoi telescopi a raggi X e ultravioletti, prima che il bagliore residuo svanisse. Così, nel 2005, ha permesso di osservare per la prima volta il bagliore residuo di un lampo gamma breve, confermando che questi eventi nascono probabilmente dalla fusione di due stelle di neutroni.
Con il tempo, il telescopio è diventato uno strumento molto versatile, usato per studiare galassie attive alimentate da buchi neri supermassicci, brillamenti stellari, supernove e persino comete e asteroidi del Sistema Solare. I suoi dati hanno contribuito a circa 7000 articoli scientifici, e il suo archivio pubblico, di circa 12 terabyte, resterà a disposizione degli astronomi.
Il team di Swift sta completando la fase di chiusura della missione, con il catalogo definitivo dei dati e un ultimo bando per la loro analisi, con scadenza a gennaio 2027.











