• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Un altro candidato a buco nero di massa intermedia: il nucleo spoglio di una galassia

Un team di ricercatori ha studiato l'oggetto B023-G078 nella galassia di Andromeda. Si pensava fosse un ammasso globulare, invece sembra essere il nucleo spoglio di una galassia fatta a pezzi da Andromeda che ospita al suo centro un raro buco nero di massa intermedia.

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Gennaio 27, 2022
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Buco nero di massa intermedia

Rappresentazione artistica di un buco nero di massa intermedia. Credits: B. Kiziltan / T. Karacan.

Condividi su FacebookTweet

Nel corso degli anni, con l’evolversi della ricerca scientifica, gli astronomi hanno rilevato numerosi buchi neri di massa stellare e fino a 100 volte più grandi del Sole. Così come buchi neri supermassicci al centro delle galassie, milioni di volte più massicci della nostra stella. Tuttavia c’è un grande divario nel mezzo: restano ancora inosservati, con solo pochi sospettati all’appello, i buchi neri di massa intermedia.

Ora, all’interno dell’enorme ammasso stellare B023-G078 nella galassia di Andromeda i ricercatori hanno scoperto un buco nero diverso da tutti gli altri. Con centomila masse solari, potrebbe essere un ottimo candidato a buco nero di massa intermedia. Lo studio al riguardo è stato guidato dal ricercatore Renuka Pechetti della Liverpool John Morores University. Secondo la ricerca l’ammasso B023-G078 potrebbe non essere un ammasso globulare come si pensava, ma uno stripped nucleus, un nucleo spoglio di una galassia che è stata fatta a pezzi da Andromeda in passato.

“In precedenza, abbiamo trovato buchi neri all’interno di nuclei spogli che sono molto più grandi di questo. Sapevamo che dovevano esserci buchi neri più piccoli nei nuclei spogli di massa inferiore, ma non ci sono mai state prove dirette” spiega Pechetti. “Penso che da questo sia chiaro che abbiamo finalmente trovato uno di questi oggetti.”

ANNUNCIO
SupermassiveBlackHole_NasaJPL
Rappresentazione artistica di un buco nero supermassiccio al centro di una galassia. Credits: NASA/JPL-Caltech.

Un nucleo spoglio che ospita uno strano buco nero

I nuclei spogli sono resti di piccole galassie cadute in galassie più grandi, le cui stelle esterne sono state strappate via dalla violenta forza gravitazionale. Ciò che rimane è un nucleo molto denso e molto piccolo in orbita attorno alla galassia più grande. E al centro di quel nucleo, un buco nero. B023-G078 era noto come un ammasso globulare massiccio, un insieme di stelle distribuite in maniera sferica legate strettamente dalla gravità. Tuttavia la massa complessiva dell’oggetto, di ben 6,2 milioni di masse solari, aveva già insospettito gli scienziati.

“Sapevo che B023-G078 era uno degli oggetti più massicci di Andromeda e pensavo che potesse essere un candidato per un nucleo spoglio. Ma avevamo bisogno di dati per dimostrarlo” spiega Anil Seth, professore associato di astronomia alla Utah University e co-autore dello studio.

Le conferme nei dati osservativi

“Ci siamo rivolti a vari telescopi per ottenere più osservazioni per molti anni e le mie proposte sono sempre fallite” ha affermato Seth. “Quando abbiamo scoperto un buco nero supermassiccio all’interno di un nucleo spoglio nel 2014, l’Osservatorio Gemini ci ha dato la possibilità di andare a fondo a quest’idea”. Con i nuovi dati dell’Osservatorio Gemini e le immagini del telescopio spaziale Hubble, quindi, Pechetti, Seth e collaboratori hanno calcolato come la massa fosse distribuita all’interno di B023-G078, modellando il suo profilo di luce.

BH intermedio Andromeda
Immagine ad ampio campo di M31, la galassia di Andromeda. Il riquadro rosso mostra la posizione e l’immagine di B023-G78, ammasso stellare dove è stato trovato il buco nero di massa intermedia. Credits: Iván Éder, HST ACS/HRC

Un ammasso globulare ha un profilo di luce caratteristico, che ha la stessa forma vicino al centro come nelle regioni esterne. B023-G078 invece è diverso. Il profilo sembra appiattirsi spostandosi verso l’esterno. Anche la composizione chimica delle stelle cambia, con elementi più pesanti nelle stelle al centro rispetto a quelli vicino al bordo di quello che si credeva fosse un ammasso. Il motivo è il seguente, spiegato da Seth:

ANNUNCIO

Gli ammassi globulari sostanzialmente si formano allo stesso tempo. Al contrario, questi nuclei spogli possono incorrere in ripetuti episodi di formazione, in cui il gas cade nel centro della galassia e forma le stelle. E altri ammassi stellari possono essere trascinati al centro dalla gravità della galassia. È una specie di discarica per un mucchio di cose diverse… Quindi, le stelle nei nuclei spogli saranno anche chimicamente più complesse che negli ammassi globulari. Ed è quello che abbiamo visto in B023-G078.

Il possibile candidato a buco nero di massa intermedia

I ricercatori hanno utilizzato la distribuzione di massa dell’oggetto per prevedere la velocità con cui le stelle dovrebbero muoversi in una determinata posizione all’interno dell’ammasso, e l’hanno poi confrontata con i loro dati. Le stelle più veloci orbitavano attorno al centro: in un modello che non includeva alcun buco nero centrale, le stelle risultavano essere troppo lente rispetto ai dati osservativi. Invece, aggiungendo il buco nero le velocità delle stelle corrispondevano perfettamente ai dati. La presenza di un buco nero si aggiunge alle prove della natura di nucleo spogliato di B023-G078. E la cosa interessante è che si tratterebbe di un buco nero di massa intermedia.

“Le velocità stellari ci danno la prova diretta che c’è una specie di massa oscura proprio al centro” ha detto Pechetti. “È molto difficile per gli ammassi globulari formare grandi buchi neri. Ma se si trova in un nucleo spoglio, allora deve essere già presente un buco nero, lasciato come residuo della galassia più piccola che è caduta in quella più grande”.

Quanti nuclei spogli di galassie ci sono lì fuori?

La speranza dei ricercatori è di osservare altri nuclei spogli che potrebbero contenere buchi neri di massa intermedia. Saranno i prossimi studi a cercarli e, si augurano gli scienziati, a rilevarli. Infatti, se quello nell’ammasso di M31 non è un caso isolato, sarebbe l’opportunità di conoscere finalmente più informazioni sulle popolazioni di buchi neri diverse dai loro fratelli più piccoli e più grandi. E anche di tracciare le interazioni passate tra la materia che è andata a costituire le galassie, riuscendo forse finalmente a narrarne l’intera storia.

Lo studio completo, pubblicato su The Astrophysical Journal, è disponibile qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: ammasso stellareAndromedabuco nerobuco nero supermassicciogeminiHubblenucleo spoglio

Potrebbe interessarti anche questo:

Due immagini di Saturno ottenute da Hubble mostrano il decagono atmosferico attorno al Polo Sud, diventato progressivamente più evidente nelle osservazioni raccolte dal 2023. Credits: NASA, ESA, STScI, A. Sánchez-Lavega (University of the Basque Country), A. Simon (NASA-GSFC), M. Wong (UC Berkeley)

Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

Settembre 3, 2026
18 rivelatori del Roman Space Telescope (prodotti da Teledyne Space Imaging) montati su un’unità di test del piano focale, che fa parte del Wide Field Instrument. Credits: NASA/Chris Gunn

Dai CCD di Hubble ai rivelatori del Roman: come Teledyne Space Imaging realizza gli “occhi” delle missioni spaziali

Agosto 27, 2026
Panoramica in luce visibile che mostra la vasta quantità di stelle nella costellazione del Sagittario, in direzione del centro della Via Lattea. Credits: ESO and Digitized Sky Survey 2

Scoperta S301, la stella più veloce conosciuta nella Via Lattea

Agosto 19, 2026
Render artistico della collisione tra la galassia nana LKH e la giovane Via Lattea, 11.8 miliardi di anni fa. Credits: NASA, ESA, Joseph Olmsted (STScI)

Trovate con Hubble le tracce di una delle prime grandi fusioni della Via Lattea

Agosto 18, 2026
La galassia MXDFz4.4 osservata dal telescopio spaziale Hubble e dal telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, STScI, I. Goovaerts, M. Rafelski, A. Koekemoer (STScI)

Hubble ha osservato una galassia che potrebbe spiegare l’epoca della reionizzazione dell’Universo

Giugno 24, 2026
Ammasso di Pandora visto da Webb

Il James Webb ha osservato un buco nero supermassiccio nato prima della sua galassia

Maggio 28, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Paesi firmatari degli Accordi Artemis al 21 settembre 2026. Credits: NASA

    L’Albania è il 73esimo Paese a firmare gli Accordi Artemis

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Jared Isaacman conferma che due astronauti italiani andranno sulla superficie della Luna

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • SpaceX vuole 100 mila Starlink V3 in orbita ancora prima dei satelliti per l’IA

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA assegna a SpaceX tre nuove missioni con la Crew Dragon verso la ISS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 3
4:30 pm - 6:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162