Il 26 maggio 2026, alle 20:00 italiane, la NASA ha tenuto una conferenza stampa di aggiornamento sui suoi piani futuri per l’esplorazione lunare, in particolare per fare una serie di annunci in merito alla costruzione della base permanente sulla superficie della Luna, la Moon Base.
Alla conferenza erano presenti l’amministratore NASA Jared Isaacman, l’amministratore associato per l’Exploration Systems Development Mission Directorate della NASA Lori Glaze, e il capo del programma della base lunare della NASA, Carlos García-Galán.
Isaacman ha annunciato che nei prossimi mesi, entro la fine del 2026, ci saranno tre Moon Base missions, come sono state rinominate missioni del programma CLPS già programmate. La Moon Base 1 sarà la missione del lander Blue Moon Mk1 di Blue Origin, prevista attualmente per l’autunno 2026, che porterà sulla Luna due payload scientifici e dimostrerà capacità critiche per l’atterraggio e le operazioni di superficie.
La seconda missione, Moon Base 2, sarà quella del lander Griffin-1 di Astrobotic, che trasporterà sulla superficie lunare il rover FLIP sviluppato da Astrolab. La missione sarà focalizzata sulle tecnologie di mobilità e supporto logistico necessarie per le future attività umane sulla Luna, con particolare attenzione alle operazioni di trasporto e alla resistenza dei sistemi in ambiente lunare.
Moon Base 3 sarà invece la missione IM-3 di Intuitive Machines, basata sul lander Nova-C 3. A bordo saranno presenti i primi payload scientifici sviluppati da università statunitensi e internazionali, e anche un payload dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Secondo quanto dichiarato durante la conferenza, sia Moon Base 2 sia Moon Base 3 dovrebbero essere lanciate prima della fine del 2026.
Isaacman ha anche annunciato il lancio del nuovo sito ufficiale dedicato alla Moon Base, che fungerà da hub centrale per aggiornamenti sulle missioni, video, immagini e approfondimenti tecnici.
García-Galán ha invece ricordato le tre fasi della costruzione della base lunare, riassunte nell’infografica seguente. Durante la prima fase sono previsti 21 allunaggi tra lander, droni e rover.

I primi due LTV e i primi droni lunari
Nel corso della conferenza, Carlos García-Galán ha annunciato l’assegnazione del contratto CLPS-LTV a Blue Origin, che si occuperà del trasporto dei Lunar Terrain Vehicles (LTV) verso la superficie lunare utilizzando i lander Blue Moon Mk1.
Poi, ha annunciato l’assegnazione di due contratti per la costruzione dei rover del programma LTV:
- Il primo ad Astrolab, che fornirà un rover lunare basato sul modello FLEX, progettato per operazioni sia con equipaggio sia senza equipaggio.
- Il secondo a Lunar Outpost, che fornirà il rover Pegasus, una versione evoluta e modificata del precedente concept Eagle.

Poi, Carlos García-Galán ha parlato del progetto Moonfall, che punta a portare sulla Luna dei lander sonda, capaci di volare per diversi km sopra la superficie lunare, e così spostarsi. García-Galán ha spiegato che la NASA intende testare tecnologie progettate per consentire ai sistemi lunari di resistere anche alle estreme temperature della notte lunare, che saranno fondamentali per garantire operazioni di lunga durata sulla superficie della Luna. Questi lander-droni serviranno anche alla ricognizione di futuri siti di atterraggio, grazie a strumenti capaci di mappare il terreno con una risoluzione dell’ordine dei centimetri.
Il programma dei lander Moonfall è guidato dal JPL ed è stato anche annunciato che è stata selezionata Firefly Aerospace per trasportare il primo drone Moonfall verso la Luna. Il veicolo Elytra dell’azienda trasporterà in futuro fino a quattro droni Moonfall, che verranno rilasciati direttamente in orbita lunare prima di iniziare le operazioni sulla superficie.
García-Galán ha inoltre annunciato che la NASA sta ufficialmente accettando proposte per il programma CLPS 2.0 fino al 30 giugno 2026. L’Agenzia prevede di annunciare le aziende selezionate all’inizio dell’autunno o entro la fine dell’estate 2026.
García-Galán ha poi spiegato che la NASA sta iniziando a definire in maniera più concreta gli obiettivi principali della futura Moon Base, distinguendo tra priorità a breve termine e obiettivi strategici a lungo termine per la presenza permanente dell’umanità sulla Luna.









