L’11 marzo 2026 Blue Origin ha annunciato su X di essere al lavoro, insieme al Jet Propulsion Laboratory della NASA, su un concept di missione per la difesa planetaria chiamato NEO Hunter. Con questo progetto intende studiare come utilizzare la piattaforma spaziale Blue Ring per intercettare e deviare asteroidi appartenenti alla popolazione dei Near-Earth Objects (NEO), oggetti la cui orbita può avvicinarsi a quella terrestre.
Il concept, ha spiegato Blue Origin, ha l’obiettivo di testare diverse tecniche di deviazione degli asteroidi in un’unica missione. L’idea è sviluppare un sistema flessibile che possa essere utilizzato in futuro per proteggere la Terra da possibili impatti. Negli ultimi anni la difesa planetaria è infatti diventata un tema sempre più concreto per le agenzie spaziali, soprattutto dopo la dimostrazione della tecnica dell’impatto cinetico da parte della missione DART della NASA nel 2022.
NEO Hunter inizierebbe con una fase di caratterizzazione dell’asteroide. La sonda rilascerebbe infatti alcuni CubeSat per studiare l’oggetto da vicino e raccogliere dati sulla sua forma, sulla rotazione, sulla massa e sulla composizione. Queste informazioni sono fondamentali per capire come l’asteroide potrebbe reagire a una manovra di deviazione. Gli asteroidi possono infatti avere strutture molto diverse: alcuni sono blocchi rocciosi relativamente compatti, mentre altri sono aggregati di frammenti tenuti insieme dalla gravità. Conoscere queste proprietà permette di scegliere la strategia più adatta per modificarne la traiettoria.
I metodi di deviazione
NEO Hunter prevede la possibilità di utilizzare più tecniche per modificare l’orbita dell’asteroide. Una delle opzioni è la ion beam deflection, cioè la deviazione tramite fascio ionico. In questo scenario la sonda si posizionerebbe vicino all’asteroide e utilizzerebbe i propri propulsori ionici per inviare un flusso di particelle verso la sua superficie. La spinta esercitata è molto piccola, ma continua nel tempo, e può quindi modificare lentamente la traiettoria dell’oggetto.
Un’altra possibilità è l’utilizzo di un impatto cinetico, come ha fatto DART con l’asteroide Dimorphos. In questo caso la sonda verrebbe indirizzata su una traiettoria di collisione con l’asteroide, trasferendo quantità di moto al momento dell’impatto e alterandone l’orbita. Nel concept la sonda avrebbe una massa di circa 5300 chilogrammi e potrebbe colpire l’asteroide a una velocità di circa 10 km/s. Il veicolo includerebbe anche una camera, pensata per documentare gli ultimi momenti prima dell’impatto e raccogliere dati scientifici sulla collisione, come la camera Draco di DART.
La piattaforma Blue Ring
Il concept di questa missione si basa sul trasportatore Blue Ring, sviluppato da Blue Origin. Blue Ring è stato concepito come una piattaforma multi-missione, capace di trasportare satelliti, strumenti scientifici o altri veicoli spaziali verso destinazioni diverse, oltre a fornire servizi come comunicazioni, gestione dell’energia e propulsione. Questa architettura modulare permetterebbe al veicolo di svolgere anche funzioni di trasferimento orbitale, supporto a missioni scientifiche o dimostrazioni tecnologiche.
Sono infatti già varie le missioni e applicazioni che Blue Origin ha annunciato per Blue Ring, comprese missioni marziane e lunari. Nel caso di NEO Hunter, Blue Ring verrebbe utilizzato come piattaforma principale della missione: da qui potrebbero essere rilasciati i CubeSat per la caratterizzazione dell’asteroide e verrebbero eseguite le eventuali manovre di deviazione.
Secondo Blue Origin, piattaforme commerciali come Blue Ring potrebbero essere utilizzate anche per missioni scientifiche e di difesa planetaria, permettendo di testare tecnologie e architetture di missione con costi più contenuti rispetto a missioni sviluppate interamente su misura.











