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Osservato un pianeta in formazione mentre scolpisce il disco attorno a una giovane stella

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Luglio 21, 2025
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
L'immagine a sinistra, scattata con il Very Large Telescope, mostra un possibile pianeta che nasce intorno alla giovane stella HD 135344B, a 440 anni luce da qui. A destra, una combinazione di osservazioni precedenti scattate con lo strumento SPHERE presso il VLT e il radiotelescopio ALMA. Credits: ESO/F. Maio et al. /T. Stolker et al. / ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/N. van der Marel et al.

L'immagine a sinistra, scattata con il Very Large Telescope, mostra un possibile pianeta che nasce intorno alla giovane stella HD 135344B, a 440 anni luce da qui. A destra, una combinazione di osservazioni precedenti scattate con lo strumento SPHERE presso il VLT e il radiotelescopio ALMA. Credits: ESO/F. Maio et al. /T. Stolker et al. / ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/N. van der Marel et al.

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Per la prima volta, gli astronomi potrebbero aver immortalato un pianeta mentre si forma, scavando nel gas e nella polvere un disegno a spirale attorno alla sua stella madre. La scoperta è stata resa possibile grazie alle osservazioni del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO, e in particolare del suo nuovo strumento ERIS (Enhanced Resolution Imager and Spectrograph).

Il team di ricerca, a guida italiana, ha individuato un oggetto massiccio, circa due volte più grande di Giove, annidato proprio alla base di uno dei bracci a spirale del disco che circonda la giovane stella HD 135344B, a circa 440 anni luce dalla Terra. È la prima volta che si trova un potenziale protopianeta esattamente dove la teoria ne prevede l’influenza, rendendo l’osservazione un potenziale punto di svolta nello studio della formazione planetaria.

L’autore principale dello studio è Francesco Maio, dottorando presso l’Università di Firenze che lavora all’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, centro INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). A proposito della ricerca, ha affermato:

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Non potremo mai assistere alla formazione della Terra, ma qui, intorno a una giovane stella a 440 anni luce di distanza da noi, potremmo trovarci davanti alla nascita di un pianeta in tempo reale.

Un secondo studio, sempre grazie a ERIS, ha individuato un altro candidato compagno (forse un pianeta, forse una nana bruna) attorno a una stella ancora più giovane, V960 Mon. Anche in questo caso, le osservazioni rivelano strutture a spirale e materia in fase di frammentazione, segni inequivocabili dei processi che portano alla nascita di nuovi mondi.

Un pianeta scolpisce il disco: il caso di HD 135344B

Le immagini ottenute con ERIS hanno rivelato qualcosa di mai osservato prima: un oggetto compatto e luminoso, immerso nelle polveri del disco protoplanetario che circonda la stella HD 135344B, sembra essere la causa diretta delle spettacolari strutture a spirale.

Immagine dello strumento ERIS montato sul Very Large Telescope, che mostra un disco a spirale attorno alla giovane stella HD 135344B e un pianeta candidato che starebbe scolpendo le caratteristiche a spirale nel disco. Il cerchio centrale corrisponde al coronagrafo. Credits: ESO/F. Maio et al.
Immagine dello strumento ERIS montato sul Very Large Telescope, che mostra un disco a spirale attorno alla giovane stella HD 135344B e un pianeta candidato che starebbe scolpendo le caratteristiche a spirale nel disco. Il cerchio centrale corrisponde al coronagrafo. Credits: ESO/F. Maio et al.

Finora, i modelli teorici avevano ipotizzato che tali spirali fossero prodotte da pianeti neonati in orbita, ma nessuno era riuscito a catturare un segnale diretto da uno di questi oggetti. La rilevazione di luce propria da parte del candidato protopianeta cambia le carte in tavola: per la prima volta, non si osservano solo le “impronte” del passaggio di un pianeta, ma si vede direttamente il suo bagliore attraverso le polveri.

Il pianeta, grande circa il doppio di Giove, orbita a una distanza dalla stella madre paragonabile a quella di Nettuno dal nostro Sole. I bracci a spirale nel disco erano già stati rivelati in precedenza da un altro gruppo di astronomi nel 2016 utilizzando SPHERE (Spectro-Polarimetric High-contrast Exoplanet REsearch), sempre installato sul VLT. Tuttavia, nessuna delle osservazioni di questo sistema aveva trovato finora alcuna prova della formazione di un pianeta all’interno del disco, prima d’ora.

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Un compagno anche per la stella V960 Mon?

Un secondo sistema osservato con ERIS ha offerto un’altra preziosa finestra sulla formazione planetaria. La giovane stella V960 Mon, osservata in precedenza con il radiotelescopio ALMA e lo strumento SPHERE, mostra bracci a spirale ben definiti e segni di instabilità gravitazionale: un processo durante il quale porzioni del disco si condensano, potenzialmente dando origine a pianeti o oggetti più massicci.

Questa immagine dello strumento ERIS installato sul Very Large Telescope mostra un possibile compagno in orbita attorno alla giovane stella V960 Mon. Credits: ESO/A. Dasgupta/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Weber et al.
Questa immagine dello strumento ERIS installato sul Very Large Telescope mostra un possibile compagno in orbita attorno alla giovane stella V960 Mon. Credits: ESO/A. Dasgupta/ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/Weber et al.

Il nuovo studio, guidato da Anuroop Dasgupta e con co-autore Maio, ha individuato un oggetto luminoso molto vicino a uno dei bracci a spirale, un potenziale “compagno” della stella, ancora non classificato. Potrebbe trattarsi di un pianeta in formazione, oppure di una nana bruna: un oggetto intermedio, troppo grande per essere un pianeta, ma troppo piccolo per accendere le reazioni nucleari tipiche delle stelle.

Se confermata, questa scoperta rappresenterebbe il primo caso noto di formazione per instabilità gravitazionale, un meccanismo diverso da quello di accrescimento solitamente ipotizzato. La presenza di questo frammento compatto, infatti, supporta l’idea che, in alcuni ambienti particolarmente densi e giovani, i pianeti non nascano lentamente per aggregazione di materia, ma possano collassare rapidamente da porzioni instabili del disco.

Il lavoro su V960 Mon apre così nuovi interrogativi sulla varietà dei percorsi che portano alla nascita di mondi, evidenziando l’importanza di osservare direttamente i dischi nelle prime fasi evolutive. Con strumenti come ERIS, gli astronomi stanno entrando in una vera e propria nuova era della planetologia osservativa.

Gli studi di riferimento:

  • Unveiling a protoplanet candidate embedded in the HD 135344B disk with VLT/ERIS, Maio et al. 2025
  • VLT/ERIS observations of the V960 Mon system: a dust-embedded substellar object formed by gravitational instability, Dasgupta et al. 2025
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Tags: disco protoplanetarioErisesopianetaformazione planetariapianetapianeti extrasolariSPHEREVLT

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