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L’ESA annuncia i cinque razzi europei che saranno finanziati nell’European Launcher Challenge

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Luglio 8, 2025
in Agenzie Spaziali, ESA, Esplorazione spaziale, News
L’ESA annuncia i cinque razzi europei che saranno finanziati nell’European Launcher Challenge
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L’Agenzia Spaziale Europea ha completato la prima fase dell’European Launcher Challenge, programma nato per sostenere lo sviluppo di nuovi lanciatori europei e rafforzare la competitività del settore spaziale europeo. Dopo una valutazione tecnica e commerciale, ESA ha pre-selezionato cinque aziende:

  • Isar Aerospace (Germania),
  • Maiaspace (Francia),
  • Orbital Express Launch, Orbex (UK),
  • Payload Aerospace (Spagna)
  • Rocket Factory Augsburg (Germania).

Il programma prevede contratti fino a un massimo di 169 milioni di euro per ogni azienda, distribuiti per finanziare sia servizi di lancio per missioni europee (dell’Agenzia Spaziale Europea) nel periodo 2026-2030 e per continuare lo sviluppo, compreso un volo di prova.

Le cinque aziende selezionate dall’ESA

La tedesca Isar Aerospace è attualmente una delle aziende con un progetto in stato più avanzato. E’ attualmente l’unica, con il razzo Spectrum, ad aver eseguito un volo di prova di un lanciatore orbitale, svoltosi a metà marzo, anche se concluso con un parziale fallimento. Spectrum è progettato per portare fino a 1000 kg in orbita bassa terrestre. L’azienda ha raccolto recentemente 150 milioni di Euro in nuovi finanziamenti per puntare al primo lancio orbitale entro il 2025 e aumentare la produzione.

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Rocket Factory Augsburg, sempre tedesca, sta sviluppando RFA One, un lanciatore modulare con capacità intorno ai 1300 kg in orbita bassa. Dopo alcuni test statici e ritardi legati a problemi tecnici, punta al primo lancio da SaxaVord, nel Regno Unito, entro il prossimo anno. RFA ha dichiarato che i finanziamenti ricevuti da questo programma serviranno anche per iniziare lo sviluppo del RFA One Block 2, che avrà una capacità di lancio maggiore, ma del quale ancora si conoscono pochi dettagli.

Maiaspace, controllata francese di ArianeGroup, sta sviluppando una tecnologia riutilizzabile, anche per ridurre i costi di accesso allo spazio. Il progetto prevede un lanciatore capace di trasportare fino a 1.5 tonnellate, con un primo volo di dimostrazione pianificato per il 2026 (inizialmente senza riutilizzo). L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza europea dai vettori americani.

Orbital Express Launch, conosciuta anche come Orbex, è una startup con sede in Scozia, sta sviluppando Prime, un microlanciatore progettato per immettere in orbita bassa carichi fino a circa 180 kg, puntando a missioni dedicate per piccoli satelliti e CubeSat. Prime utilizza bio-propellenti a basse emissioni di carbonio e un sistema di recupero del primo stadio parziale. L’azienda ha completato diversi test statici del motore principale presso il sito di test in Scozia e prevede il primo lancio orbitale dal Sutherland Spaceport, lo spazioporto britannico in costruzione nelle Highlands, entro la fine del 2025.

PLD Space invece sta costruendo Miura 5, dopo aver lanciato con successo già nel 2023 il razzo Miura 1 suborbitale. Stanno anche già progettando i prossimi Miura Next, previsti per la fine del decennio. Anche il Miura 5 sarà parzialmente riutilizzabile, con una tecnica simile a quella pensata da Rocket Lab per il razzo Electron, cioè con l’ausilio di un paracadute sul primo stadio e un recupero direttamente in mare.

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Verso CM25

Nei prossimi mesi, ESA condurrà una fase di dialogo con le cinque aziende e gli Stati membri coinvolti. L’obiettivo è definire i dettagli tecnici e finanziari del programma in vista del Consiglio Ministeriale CM25, previsto a novembre 2025. Solo dopo il CM25 partirà la seconda fase del bando, riservata ai Challenger pre-selezionati. I contratti definitivi daranno il via alla realizzazione operativa dei lanciatori europei di nuova generazione.

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Tags: ESAIsarOrbexPLD SpaceRFA

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