• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Nuove informazioni sul sistema binario di asteroidi Didymos, dall’impatto di DART

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Luglio 31, 2024
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Immagine ad alta risoluzione dell'asteroide Dimorphos. Credits: Nasa/Johns Hopkins Apl

Immagine ad alta risoluzione dell'asteroide Dimorphos. Credits: Nasa/Johns Hopkins Apl

Condividi su FacebookTweet

Nel settembre 2022, per il primo test di difesa planetaria della storia, la missione DART (Double Asteroid Redirection Test) della NASA si è schiantata sulla piccola luna asteroide Dimorphos del sistema binario di asteroidi composto da Dimorphos e dal più grande Didymos.

Ora, dopo aver analizzato gli effetti dello schianto, il team scientifico della missione ha scoperto nuove informazioni sulle origini di questo sistema e sul motivo per cui la variazione dell’orbita di Dimorphos da parte di DART è stata così efficace.

Ieri, 30 luglio 2024, la rivista Nature Communications ha pubblicato un’edizione speciale a tema Planetary Defense, Space Debris and Near-Earth Objects contenente anche cinque articoli che analizzano le caratteristiche e la storia geologica dei due asteroidi Didymos e Dimorphos.

Coautori di tutti, e primi autori di due, i ricercatori italiani Alice Luchetti e Maurizio Pajola dell’Istituto Nazionale di AstroFisica (INAF) di Padova. Gli studi che hanno guidato si sono focalizzati rispettivamente sull’analisi delle fratture presenti nei massi dell’asteroide Dimorphos e sul processo di formazione dei due asteroidi.

Due asteroidi, uno il figlio dell’altro

Olivier Barnouin e Ronald-Louis Ballouz del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL) hanno guidato un articolo che ha analizzato la geologia di entrambi gli asteroidi e ha tratto conclusioni sui materiali della loro superficie e sulle proprietà interne.

Dalle immagini di DART e dal CubeSat LICIACube, fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e costruito da Argotec, il team ha osservato la topografia dell’asteroide più piccolo Dimorphos, che presentava massi di varie dimensioni. In confronto, l’asteroide più grande Didymos era più liscio a quote più basse, sebbene roccioso a quote più elevate, con più crateri di Dimorphos.

Gli autori hanno dedotto che Dimorphos probabilmente si è staccato da Didymos in un grande evento di distacco di massa.  Sulla base delle proprietà descritte da Barnouin e colleghi, il video seguente dimostra come la rotazione dell’asteroide Didymos potrebbe aver portato alla crescita della sua cresta equatoriale e alla formazione dell’asteroide più piccolo Dimorphos, visto orbitare attorno al primo verso la fine dell’animazione. Le particelle sono colorate in base alle loro velocità, con la scala mostrata in alto, insieme al periodo di spin in continuo cambiamento di Didymos. Credits: Università del Michigan/Yun Zhang e Johns Hopkins APL/Olivier Barnouin

https://science.nasa.gov/wp-content/uploads/2024/07/didymos-ridgeformation.mp4

Inoltre, sia Didymos che Dimorphos hanno caratteristiche superficiali deboli, il che ha portato il team a ipotizzare che Didymos abbia un’età superficiale 40-130 volte più vecchia di Dimorphos, con il primo stimato in 12.5 milioni di anni e il secondo inferiore a 300mila anni. La bassa resistenza superficiale di Dimorphos ha probabilmente contribuito all’impatto significativo di DART sulla sua orbita.

Due asteroidi, un genitore comune

Dalle immagini catturate da DART prima dell’impatto, Maurizio Pajola e il suo team hanno identificato tutti i massi visibili sulla superficie dell’asteroide primario Didymos, un totale di 169, e di Dimorphos, 4734, riuscendo a ricavarne le dimensioni.

Hanno studiato la loro distribuzione di taglia, contando quanti massi più grandi ci sono, e hanno collegato questa stima con diverse caratteristiche geologiche degli asteroidi. Hanno concluso che i due asteroidi si sono formati a seguito di un singolo evento di frammentazione, un impatto catastrofico di un asteroide padre.

I due corpi, quindi, sarebbero aggregati di frammenti rocciosi formatisi a seguito di questa distruzione di un unico genitore comune. La scoperta è stata confermata dalle simulazioni di impatti iperveloci svolte in laboratorio. E dall’identificazione di un masso di 16 metri su Dimorphos e di 93 metri su Didymos, dimensioni che equivalgono a circa un decimo di quella dell’asteroide su cui si trovano: massi così grandi non potrebbero essersi formati a seguito di impatti sulle superfici dei due corpi, che sarebbero rimasti disintegrati nello scontro.

Questa conclusione rafforza la teoria prevalente secondo cui alcuni sistemi di asteroidi binari derivano da resti dispersi di un asteroide primario più grande che si accumulano in una nuova piccola luna di asteroide.

Fratturazione e fatica termica

Alice Lucchetti e colleghi invece hanno scoperto che la fatica termica, ovvero il graduale indebolimento e la rottura di un materiale causati dal calore, potrebbe rapidamente rompere i massi sulla superficie di Dimorphos, generando linee di superficie e alterando le caratteristiche fisiche di questo tipo di asteroide più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza.

a) Mosaico ad alta risoluzione di Dimorphos in cui il riquadro rosa mostra l’area analizzata nell’articolo di Lucchetti e colleghi. b) Primo piano dell’immagine acquisita 1.818 s prima dell’impatto di DART, in cui sono visibili e identificabili le fratture dei massi. c) Fratture dei massi mappate da Lucchetti e colleghi. Il masso più grande della scena (6.62 m di diametro), Atabaque Saxum, presenta 6 fratture sulla sua superficie. Credits: Nasa/Johns Hopkins Apl
a) Mosaico ad alta risoluzione di Dimorphos in cui il riquadro rosa mostra l’area analizzata nell’articolo di Lucchetti e colleghi. b) Primo piano dell’immagine acquisita 1.818 s prima dell’impatto di DART, in cui sono visibili e identificabili le fratture dei massi. c) Fratture dei massi mappate da Lucchetti e colleghi. Il masso più grande della scena (6.62 m di diametro), Atabaque Saxum, presenta 6 fratture sulla sua superficie. Credits: Nasa/Johns Hopkins Apl

Infatti, tramite l’applicazione di un modello termofisico che ha determinato la variazione di temperatura fra giorno e notte sull’asteroide, gli autori sono stati in grado di affermare che il calore del Sole è effettivamente in grado di fratturare le rocce di Dimorphos. E, in particolare, che gli stress termici generano la formazione di fratture superficiali che si propagano più rapidamente nella direzione orizzontale al masso stesso rispetto a quella verticale.

Ciò avviene in un arco di tempo compreso tra 10mila e 100mila anni, e la missione DART è stata la prima osservazione di un simile fenomeno su questo tipo di asteroide, un asteroide di tipo S, silicatico. Lucchetti ha spiegato:

Capire come la fatica termica agisca su piccoli corpi di diversa composizione è importante non solo per avanzare la conoscenza riguardo la formazione ed evoluzione del Sistema Solare, ma anche nell’ambito della difesa planetaria. Per predire la risposta e l’efficacia di un impattore cinetico, come la sonda DART su Dimorphos, bisogna conoscere bene il comportamento dei massi presenti sulla superficie dell’asteroide.

Asteroidi deboli e più comuni del previsto

Supervisionato dalla ricercatrice Naomi Murdoch dell’ISAE-SUPAERO di Tolosa, Francia, e dai colleghi, un articolo guidato dagli studenti Jeanne Bigot e Pauline Lombardo ha determinato che la capacità portante di Didymos, ovvero la capacità della superficie di supportare carichi applicati, è almeno 1000 volte inferiore a quella della sabbia asciutta sulla Terra o del suolo lunare. Questo è considerato un parametro importante per comprendere e prevedere la risposta di una superficie, anche ai fini dello spostamento di un asteroide.

Colas Robin, anche lui dell’ISAE-SUPAERO, e coautori hanno analizzato i massi di superficie su Dimorphos, confrontandoli con quelli su altri asteroidi formati da macerie, tra cui Itokawa, Ryugu e Bennu. I ricercatori hanno scoperto che i massi condividevano caratteristiche simili, il che suggerisce che tutti questi tipi di asteroidi si sono formati e si sono evoluti in modo simile. Il team ha anche notato che la natura allungata dei massi attorno al sito di impatto DART implica che si siano probabilmente formati tramite l’elaborazione dell’impatto.

Queste ultime scoperte formano una panoramica più solida delle origini del sistema Didymos e contribuiscono alla comprensione di come si sono formati tali corpi planetari. In attesa della missione Hera dell’ESA, in partenza a ottobre 2024, che si prepara a rivisitare il sito di collisione di DART nel 2026 per analizzare da vicino tutte le conseguenze di questo primo test di difesa planetaria.

© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: asteroidiDARTDidymosDifesa planetariaDimorphosLICIACube

Potrebbe interessarti anche questo:

Questa immagine composita di Hubble mostra le nubi di detriti cs1 (2012) e cs2 (2023) attorno a Fomalhaut, formate da collisioni tra oggetti massicci; la stella è oscurata per evidenziare le strutture più deboli. Credits: NASA, ESA, P. Kalas (UC Berkeley), J. DePasquale (STScI)

Hubble ha osservato per la prima volta collisioni tra asteroidi in un sistema stellare vicino

Dicembre 19, 2025
L'espulsione di una nuvola di detriti dopo che la sonda DART della NASA si è schiantata sull'asteroide Dimorphos. L'immagine è stata creata dalle fotografie ravvicinate della fotocamera DRACO di DART. Credits: ESO/M. Kornmesser

Dimorphos: nuove simulazioni escludono i detriti come causa del cambiamento orbitale post-impatto

Ottobre 8, 2025
L'asteroide 2025 TF che l'1 ottobre 2025 ha sorvolato la Terra a circa 428 km di distanza. A sinistra, una foto dell'ESA Las Cumbres Observatory. A destra, una simulazione NASA della traiettoria. Credits: ESA/Las Cumbres Observatory/NASA/JPL/CNEOS

Un piccolo asteroide ha sorvolato la Terra a poco più di 400 km di distanza

Ottobre 6, 2025
Render artistico della missione RAMSES verso l'asteroide Apophis. Credits: ESA-Science Office

Possibile collaborazione tra ESA e JAXA per la missione RAMSES verso l’asteroide Apophis

Agosto 28, 2025
A sinistra, un render della sonda Hera. A destra, uno stacking di diverse riprese dell'asteroide (1126) Otero ottenute l'11 maggio 2025 quando la sonda si trovava a 2.8 milioni di km di distanza. Credits: ESA/Science Office, composizione Astrospace.it

La missione Hera ha osservato i suoi primi asteroidi, mentre è in viaggio verso Didymos

Agosto 6, 2025
Immagini dei detriti rilasciati dall'impatto di DART su Dimorphos scattate dal cubesat italiano LICIACube. Credits: NASA DART team/LICIACube

LICIACube ha mostrato che gli effetti dell’impatto DART su Dimorphos sono più complessi del previsto

Luglio 9, 2025
Attualmente in riproduzione

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162