La missione Hera dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha completato con successo un importante aggiornamento del software di bordo, mentre si trova a circa 140 milioni di km dalla Terra.
L’operazione, durata oltre due settimane, prepara la sonda alla fase più delicata della missione: l’arrivo, previsto per ottobre 2026, al sistema di asteroidi formato da Didymos e Dimorphos, dove studierà da vicino gli effetti dell’impatto della missione DART della NASA.
L’aggiornamento ha introdotto le funzionalità che Hera utilizzerà durante le operazioni intorno agli asteroidi, tra cui i sistemi di navigazione autonoma e le comunicazioni con i due CubeSat che verranno rilasciati dopo l’arrivo.
Un aggiornamento nello spazio profondo
Aggiornare il software di un veicolo spaziale è sempre un’operazione delicata, ma farlo quando la sonda si trova nello spazio profondo è ancora più complesso. Le istruzioni vengono inviate dalla Terra attraverso grandi antenne di comunicazione e impiegano quasi otto minuti per raggiungere Hera.
Una volta trasferito il nuovo software, il team di controllo ha dovuto riavviare completamente il computer di bordo per due volte, verificando che entrambi i processori ridondanti della sonda ripartissero correttamente. Durante tutta l’operazione gli ingegneri hanno monitorato costantemente la telemetria, pronti a intervenire in caso di anomalie, ma il riavvio è avvenuto senza problemi.
Prima dell’invio, il nuovo software era stato sottoposto a una lunga campagna di test presso il centro di controllo ESOC dell’ESA e su una replica funzionale della sonda realizzata da OHB. Le simulazioni hanno riprodotto le operazioni attorno agli asteroidi e le comunicazioni con i CubeSat, verificando il comportamento dei sistemi autonomi in tutte le fasi della missione.

Tutto pronto per l’arrivo a Dimorphos
Con questo aggiornamento, Hera entra nella cosiddetta asteroid phase, la fase della missione dedicata alle osservazioni ravvicinate del sistema formato dagli asteroidi Didymos e Dimorphos.
Lanciata nell’ottobre 2024, Hera è la prima missione europea dedicata alla difesa planetaria. Il suo obiettivo è raggiungere Dimorphos, l’asteroide colpito dalla missione DART nel settembre 2022 per modificare deliberatamente la sua orbita attorno a Didymos.
Anche se l’impatto ha dimostrato che la traiettoria dell’asteroide è stata effettivamente modificata, resta ancora da capire come sia cambiata la sua struttura e quali effetti abbia prodotto la collisione sulla sua superficie. Hera realizzerà un’indagine dettagliata del cratere lasciato dall’impatto, misurerà con precisione la massa e la composizione di Dimorphos e raccoglierà i dati necessari per trasformare l’esperimento di DART in una tecnica di difesa planetaria pienamente compresa, e utilizzabile in futuro qualora (ma speriamo non accada…) un asteroide rappresentasse una minaccia per la Terra.











