• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Nuovi risultati sui buchi neri primordiali, ma la domanda resta: come sono cresciuti così tanto in così poco tempo?

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Giugno 17, 2024
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
Rappresentazione artistica di uno dei buchi neri supermassicci attivi più antichi mai scoperti, a più di 13 miliardi di anni luce di distanza. Credits: NOIRLab/NSF/AURA/J. da Silva

Rappresentazione artistica di uno dei buchi neri supermassicci attivi più antichi mai scoperti, a più di 13 miliardi di anni luce di distanza. Credits: NOIRLab/NSF/AURA/J. da Silva

Condividi su FacebookTweet

I primi buchi neri supermassicci conosciuti al centro delle galassie, che noi osserviamo entro il primo miliardo di anni dell’Universo, hanno masse sorprendentemente grandi. Troppo, per essere così giovani: come si sono accresciuti così tanto in poche centinaia di milioni di anni?

Questa domanda attualmente non ha risposta. Sono state avanzate delle ipotesi, alcune più probabili di altre. Tutte devono comunque tener conto del fatto che la crescita di un buco nero non può essere arbitrariamente veloce: la materia che attrae forma un “disco di accrescimento” vorticoso, caldo e luminoso attorno, generando un quasar, che è tra gli oggetti astronomici più luminosi dell’intero cosmo. Ma questa luminosità limita la quantità di materia che può cadere sul buco nero: la luce esercita una pressione che può impedire la caduta di ulteriore materia. Allora come possono esistere buchi neri molto giovani con masse pari a 10 miliardi di masse solari?

Utilizzando il telescopio spaziale James Webb, gli astronomi hanno esaminato uno dei buchi neri più distanti conosciuti nell’Universo. I risultati indicano che sembra “nutrirsi” più o meno nello stesso modo dei suoi parenti più recenti, fornendo nuovi indizi su come avviene la crescita di questi oggetti ai primordi del cosmo. E soprattutto, escludendo che una risposta alle domande precedenti sia semplicemente che i meccanismi di accrescimento fossero diversi da quelli che vediamo nei buchi neri supermassicci meno antichi.

ANNUNCIO

Osservando uno dei primi buchi neri: uguale a tanti altri

Per misurare gli spettri dei buchi neri supermassicci lontani, lo strumento MIRI (Mid InfraRed Instrument) del James Webb è 4000 volte più sensibile di qualsiasi strumento precedente. Nel 2019 il consorzio europeo MIRI ha deciso di utilizzare parte del tempo dedicato alle osservazioni per testare le capacità dello strumento per osservare quello che allora era il quasar più distante conosciuto, denominato J1120+0641.

Immagine di J1120+0641, un quasar molto distante alimentato da un buco nero con una massa due miliardi di volte quella del Sole, creata da immagini tratte da rilevamenti effettuati sia dalla Sloan Digital Sky Survey che dall'UKIRT Infrared Deep Sky Survey . Il quasar appare come un debole punto rosso vicino al centro. Lo vediamo com'era appena 770 milioni di anni dopo il Big Bang. Credits: ESO/UKIDSS/SDSS
Immagine di J1120+0641, un quasar molto distante alimentato da un buco nero con una massa due miliardi di volte quella del Sole, creata da immagini tratte da rilevamenti effettuati sia dalla Sloan Digital Sky Survey che dall’UKIRT Infrared Deep Sky Survey . Il quasar appare come un debole punto rosso vicino al centro. Lo vediamo com’era appena 770 milioni di anni dopo il Big Bang. Credits: ESO/UKIDSS/SDSS

Le osservazioni sono state effettuate nel gennaio 2023, durante il primo ciclo di osservazioni di Webb (quando ormai J1120+0641 aveva perso il primato di quasar più distante), e sono durate circa due ore e mezza. Costituiscono il primo studio nel medio infrarosso di un quasar nel periodo dell’alba cosmica, appena 770 milioni di anni dopo il Big Bang.

A guidarne l’analisi è stata la ricercatrice Sarah Bosman del Max Planck Institute for Astronomy (MPIA), membro del consorzio europeo MIRI. Le osservazioni consistono in una serie di spettri del quasar, che ci danno una serie di informazioni.

  • La forma complessiva dello spettro, detta continuum, codifica le proprietà di un grande toro di polvere che circonda il disco di accrescimento dei quasar. Questo toro è ciò che “alimenta” il buco nero, e per J1120+0641 sembra avere le stesse caratteristiche delle sue controparti più moderne.
  • La parte dello spettro con lunghezze d’onda più corte, dominata dalle emissioni provenienti dal disco di accrescimento stesso, mostra che per noi osservatori distanti, la luce del quasar non è attenuata da polvere più del normale.
  • La regione delle lunghezze d’onda più larghe invece, dove grumi di gas orbitano attorno al buco nero a velocità prossime a quella della luce, sembra ancora una volta assolutamente normale.

Per quasi tutte le proprietà che si possono dedurre dallo spettro, J1120+0641 non è diverso dai quasar di epoche successive. L’unica differenza è una temperatura della polvere leggermente più alta, circa un centinaio di Kelvin in più rispetto ai 1300 K riscontrati per la polvere più calda nei quasar meno distanti.

ANNUNCIO

Le implicazioni

“Nel complesso, le nuove osservazioni non fanno altro che aumentare il mistero: i primi quasar erano sorprendentemente normali” ha affermato Bosman. “Non importa in quale lunghezza d’onda li osserviamo, i quasar sono quasi identici in tutte le epoche dell’Universo”.

Quindi non solo i buchi neri supermassicci, ma anche i loro meccanismi di crescita e “alimentazione” erano apparentemente già maturi in quel periodo, quando l’Universo aveva solo il 5% della sua età attuale. Ciò che i risultati implicano è:

  1. Non è la crescita rapida dei buchi neri primordiali la risposta al mistero.
  2. Anche la soluzione secondo cui semplicemente stiamo sopravvalutando le masse dei buchi neri a causa della polvere aggiuntiva non è possibile.

Escludendo queste ipotesi, i risultati comunque supportano fortemente l’idea che i buchi neri supermassicci abbiano avuto masse considerevoli fin dall’inizio, ovvero che siano nati da “semi” di grandi dimensioni. I buchi neri supermassicci primordiali infatti non si sono formati dai resti delle prime stelle, ma sono comunque diventati massicci molto velocemente. Devono essersi formati presto e con masse iniziali di almeno centomila masse solari, possibilmente attraverso il collasso di massicce nubi di gas.

© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: buco nerobuco nero supermassiccioJames WebbJames Webb Space Telescopeuniversouniverso primordiale

Potrebbe interessarti anche questo:

Panoramica in luce visibile che mostra la vasta quantità di stelle nella costellazione del Sagittario, in direzione del centro della Via Lattea. Credits: ESO and Digitized Sky Survey 2

Scoperta S301, la stella più veloce conosciuta nella Via Lattea

Agosto 19, 2026
Il sistema di Nettuno visto nel vicino infrarosso dal James Webb nel 2022. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI

Le piccole lune di Nettuno potrebbero conservare i resti del sistema distrutto dalla cattura di Tritone

Agosto 17, 2026
Gruppo di galassie soprannominato Copeland Septet, nella costellazione del Leone, osservato nelle immagini utilizzate per costruire la grande mappa del cielo dei DESI Legacy Imaging Surveys. Credits: DESI Legacy Imaging Surveys/LBNL/DOE & KPNO/CTIO/NOIRLab/NSF/AURA

Pubblicata la più grande mappa 2D dell’Universo. Contiene quasi 4 miliardi di oggetti

Agosto 11, 2026
Galassia a spirale WISEA J123635.56+621424.2, soprannominata "Saguaro". Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, Pierluigi Rinaldi (Steward Observatory)

I Little Red Dots potrebbero essere una fase dell’evoluzione di alcuni buchi neri supermassicci

Luglio 30, 2026
La galassia nana Sextans A osservata dal James Webb. Combinando le osservazioni del telescopio con modelli teorici, il team ha ricostruito la popolazione di stelle evolute della galassia e identificato le principali sorgenti di polvere cosmica in un ambiente che riproduce le condizioni delle prime galassie dell’universo. Credits: NASA/ESA/CSA/STScI, Janice Lee (NoirLab)

Il James Webb ha trovato le stelle che producevano polvere cosmica nell’Universo primordiale

Luglio 21, 2026
Questo collage mostra 15 dei 31 quasar scoperti dal telescopio spaziale Euclid nell'Universo primordiale. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA

Euclid scopre i quasar più antichi mai osservati nell’Universo

Luglio 6, 2026
Attualmente in riproduzione

Lo Zhuque-3 è atterrato con successo: ora la Cina ha DUE razzi riutilizzabili

Lo Zhuque-3 è atterrato con successo: ora la Cina ha DUE razzi riutilizzabili

00:13:17

Ecco la Guida completa ai razzi Falcon: grande annuncio!

00:08:54

Come funziona una Eclissi di Sole?

00:17:00

Luca Parmitano ci spiega Artemis III: Tutto quello che devi sapere

00:19:28

SpaceX si quota in Borsa! Cosa succederà davvero? Tutto quello che devi sapere!

00:28:57

L'esplosione del New Glenn cambia tutto? Cosa succede al Programma Artemis?

00:16:10

STARSHIP V3 sta arrivando! Ecco tutti i miglioramenti e modifiche rispetto alla V2

00:25:34

Le polemiche, la scienza e gli astronauti di Artemis II: Tutto quello che devi sapere parte 2

00:21:57

ARTEMIS II: Tutto quello che devi sapere sul viaggio verso la Luna: parte 1

00:26:06

Una nuova base lunare per il programma Artemis al posto del Lunar Gateway

00:12:37

La STORIA COMPLETA dell'atterraggio su TITANO: mai l'Umanità è andata così lontano

00:17:21

Nuove missioni, flyby e cosa succederà nel Sistema Solare nel 2026!

00:15:40

Ecco le cose più interessanti da aspettare nella space economy del 2026

00:11:49

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Siamo pronti per i RAZZI NUCLEARI? (Il futuro oltre Starship)

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

Come scegliere il tuo PRIMO Telescopio (Senza sbagliare)

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

[Rinviato] Il 7 marzo si parte per la Luna (?). Aggiornamenti sul WDR e sui prossimi step

00:09:19

Artemis II: Cos'è successo il quarto giorno di missione?

01:11:13

La Cina ha recuperato un razzo orbitale con una rete! La spiegazione completa.

00:15:58

Il telescopio spaziale ROMAN cambierà l'astrofisica?

00:18:29
ANNUNCIO

I più letti

  • Render della separazione tra il modulo di trasferimento e i due orbiter della missione BepiColombo. Credits: ESA/ATG medialab, NASA/JPL

    BepiColombo si prepara all’arrivo a Mercurio: il 3 settembre si separerà dal modulo di trasferimento

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Due strumenti della sonda New Horizons potrebbero essere spenti per mancanza di fondi

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Hubble ha osservato un decagono attorno al Polo Sud di Saturno. Ecco cosa sappiamo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Tutto pronto per il lancio dei satelliti FLEX e Sentinel 3C con Vega-C

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Set 10
9:00 pm - 11:00 pm

Presentazione “La Guida completa ai razzi Falcon”

Set 23
Settembre 23 @ 9:30 am - Settembre 25 @ 6:30 pm

BEX (Beyond Exploration Expo)

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162