Il telescopio spaziale SPHEREx della NASA ha recentemente catturato le sue prime immagini di test, segnando un passo significativo verso l’inizio delle operazioni scientifiche previste per la fine di aprile.
Queste immagini, sebbene non ancora calibrate per l’analisi scientifica, offrono una promettente anteprima delle capacità osservative di SPHEREx. Ogni esposizione contiene circa 100 mila sorgenti luminose, tra stelle e galassie, evidenziando l’ampio campo visivo del telescopio, che copre un’area circa 20 volte più ampia della Luna piena.
SPHEREx, acronimo di Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization and Ices Explorer, è progettato per rilevare la luce infrarossa, invisibile all’occhio umano. È stato lanciato l’11 marzo 2025 (il 12 marzo per l’Italia) a bordo di un Falcon 9. Le prime immagini di test sono state ottenute il 27 marzo e pubblicate dalla NASA l’1 aprile.
Le prime immagini di test
Per produrre le prime immagini, il team SPHEREx ha utilizzato una tecnica di codifica cromatica che associa a ciascuna lunghezza d’onda dell’infrarosso un colore visibile. Questo approccio consente di visualizzare in maniera comprensibile ciò che normalmente sarebbe invisibile all’occhio umano. L’infrarosso è infatti cruciale per osservare oggetti celesti molto distanti o nascosti da polveri cosmiche, ma non può essere percepito direttamente.
L’osservatorio è dotato di sei rilevatori, ognuno dei quali acquisisce la luce in 17 bande spettrali distinte, coprendo in totale 102 bande dell’infrarosso. Ogni immagine ottenuta da SPHEREx è quindi un vero e proprio data cube, in cui ogni punto del cielo non è rappresentato da un solo valore di luminosità, ma da uno spettro dettagliato che descrive come varia la luce raccolta a seconda della lunghezza d’onda.
Questa suddivisione in bande consente agli scienziati di effettuare un’analisi spettroscopica estesa a tutto il cielo: dallo spettro raccolto, è possibile ricavare la composizione chimica degli oggetti osservati, la loro temperatura, e la distanza a cui si trovano.

La missione SPHEREx
Mentre telescopi spaziali come Hubble e James Webb sono stati progettati per osservare nel dettaglio piccole regioni dello spazio, SPHEREx ha una vista molto più ampia.
L’osservatorio mapperà l’intero cielo celeste quattro volte durante la sua missione principale di due anni. In particolare, l’osservatorio raccoglierà dati su oltre 450 milioni di galassie e più di 100 milioni di stelle nella Via Lattea. Tra gli obbiettivi, esplorare le origini dell’Universo e cercare ingredienti fondamentali per la vita, come l’acqua, nelle regioni di formazione stellare.
SPHEREx eseguirà una mappatura completa del cielo ogni sei mesi, utilizzando tecnologie adattate da satelliti terrestri e veicoli spaziali interplanetari. L’osservatorio creerà una mappa del cielo in 102 diverse bande cromatiche, superando di gran lunga la risoluzione cromatica delle precedenti mappe all-sky. Inoltre, identificherà obiettivi per studi più dettagliati da parte di future missioni.
Con l’inizio delle operazioni scientifiche previsto per la fine di aprile, la comunità astronomica attende con interesse i dati che SPHEREx fornirà, contribuendo a una comprensione più profonda della storia e dell’evoluzione dell’Universo.
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