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Inizia la costruzione di due strumenti dell’ELT. Supereranno le prestazioni di Hubble e Webb

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 17, 2023
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
MICADO in costruzione

Lo strumento MICADO dell'ELT. Credits: ESO

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Sul Cerro Armazones in Cile prosegue la messa a punto dell’Extremely Large Telescope (ELT), il telescopio ottico di prossima generazione dello European Southern Observatory (ESO). Recentemente è iniziata la costruzione di due dei suoi quattro strumenti all’avanguardia: la camera MICADO e l’imager METIS.

Il Max Planck Institute for Astronomy è partner nel consorzio in entrambi gli strumenti, e ha appena iniziato a produrne i vari sottosistemi. Saranno pronti a essere installati sul telescopio entro la fine del decennio, tempo entro il quale è previsto anche l’inizio delle operazioni scientifiche dell’ELT.

Le caratteristiche dei due strumenti permetteranno loro di andare ben oltre le capacità dei migliori osservatori che abbiamo oggi, compresi il telescopio spaziale Hubble e il James Webb. MICADO, per esempio, avrà una risoluzione sei volte superiore a quella di Webb, sia dal punto di vista spettrale che spaziale.

La camera MICADO

MICADO (Multi-AO Imaging CAmera for Deep Observations) è una fotocamera che offrirà agli astronomi la possibilità di acquisire immagini a una profondità senza precedenti. Questo grazie alla combinazione del grande specchio primario dell’ELT, di ben 39 metri, e alla correzione per l’effetto sfocato dell’atmosfera che sarà fornito dal sistema di ottica adattiva MAORY.

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MICADO progettazione
Entrambe le immagini mostrano un anello di cella speculare per lo strumento MICADO. In alto: simulazione di fresatura; in basso: anello nella fresatrice dell’officina meccanica di precisione MPIA dopo la lavorazione. Credits: M. Nielbock (MPIA)

La camera avrà altissime prestazioni sia nella tecnica di imaging a diffrazione limitata, sia per quanto riguarda la spettroscopia a fenditura lunga nel range di lunghezze d’onda del vicino infrarosso. È stata progettata e costruita sotto la guida del Max Planck Institute for Extraterrestrial physics (MPE) da un consorzio di partner in Germania, Francia, Paesi Bassi, Austria, Italia e Finlandia.

Il MPIA fornisce la pre-ottica di MICADO, che guida la luce delle stelle dal telescopio all’ottica fredda della fotocamera, con una perdita minima di sensibilità e nitidezza dell’immagine. Inoltre, MPIA fornisce l’unità di calibrazione per tutte le modalità di osservazione scientifica standard.

L’imager METIS

METIS (Mid-infrared ElT Imager and Spectrograph) completerà le capacità di osservazione nell’infrarosso di ELT, coprendo la gamma del medio infrarosso.

Criostato METIS
Modello grafico del criostato contenente i principali componenti dello strumento METIS. Una volta completato, sarà uno dei primi strumenti scientifici dell’ELT. Credits: Consorzio METIS

Lo strumento offre imaging a diffrazione limitata, spettroscopia a fessura a medio/bassa risoluzione e coronagrafia per imaging ad alto contrasto a lunghezze d’onda comprese tra 3 e 13 micrometri, oltre che spettroscopia a campo integrale ad alta risoluzione tra 3 e 5 micrometri. È costruito da un consorzio europeo sotto la guida dell’istituto PI NOVA (Netherlands Research School for Astronomy) nei Paesi Bassi con dodici partner provenienti da Germania, Regno Unito, Francia, Svizzera, Belgio, Portogallo, Austria, Taiwan e Stati Uniti.

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Nel medio infrarosso, METIS utilizzerà appieno l’enorme specchio primario del telescopio per osservare nubi di gas e polvere e i centri delle galassie. Sarà anche in grado di verificare se i nostri vicini stellari più prossimi ospitano pianeti rocciosi. Si tratta di uno strumento estremamente complesso, con i massimi requisiti in termini di accuratezza e prestazioni.

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