Il telescopio solare PoET (Paranal solar ESPRESSO Telescope), installato all’Osservatorio di Paranal dell’European Southern Observatory (ESO) nel deserto di Atacama, in Cile, ha effettuato le sue prime osservazioni. Questo momento, chiamato prima luce, segna l’inizio delle attività dello strumento, progettato per studiare il Sole con un obiettivo preciso: migliorare la ricerca di pianeti al di fuori del Sistema Solare.
Gli esopianeti vengono scoperti osservando la luce delle stelle. Piccole variazioni nello spettro, cioè nella luce scomposta nei suoi colori, possono indicare la presenza di un pianeta in orbita. La superficie delle stelle, però, non è stabile: macchie, brillamenti e altri fenomeni possono modificare la luce emessa. Questi cambiamenti creano un rumore che rende più difficile capire se il segnale osservato è davvero causato da un pianeta.
PoET nasce per aiutare a distinguere questi effetti. Invece di studiare direttamente stelle lontane, il telescopio osserva il Sole, che è la stella che conosciamo meglio. Analizzando come la sua attività modifica la luce, gli astronomi possono imparare a riconoscere e correggere gli stessi effetti nelle osservazioni di altre stelle.
Le prime osservazioni, effettuate all’inizio di aprile 2026, hanno dimostrato che il sistema funziona correttamente. PoET è in grado di raccogliere dati sia sull’intero disco solare sia su zone specifiche della sua superficie. Dopo una fase di test e ottimizzazione, inizieranno le osservazioni scientifiche.
PoET: studiare il Sole per cercare mondi lontani
PoET è stato progettato per osservare il Sole in modo molto preciso. Il telescopio principale, con uno specchio di 60 centimetri, può analizzare aree specifiche come le macchie solari. Un secondo telescopio, più piccolo, osserva invece tutto il disco del Sole contemporaneamente.
Questo approccio permette di confrontare ciò che accade in piccole regioni con il segnale complessivo della stella. In questo modo è possibile capire meglio come i fenomeni sulla superficie influenzano la luce che vediamo da lontano.
I dati raccolti vengono analizzati con ESPRESSO, uno spettrografo molto preciso installato sul Very Large Telescope (VLT). Di notte, ESPRESSO osserva stelle lontane per cercare esopianeti. Di giorno, grazie a PoET, viene utilizzato per studiare il Sole. Questo consente di sfruttare lo strumento in modo continuo e di collegare direttamente le osservazioni solari a quelle stellari.

Un passo avanti per trovare nuovi pianeti
PoET è stato sviluppato in Portogallo con il supporto dell’European Research Council, con contributi anche da Italia e Cile per la costruzione di alcune parti. Il telescopio è gestito da remoto dal Centro di Astrofisica dell’Università di Porto.
I primi test hanno confermato che lo strumento funziona come previsto. Nelle prossime settimane verrà ulteriormente calibrato prima di entrare nella fase operativa. I dati raccolti saranno poi resi disponibili alla comunità scientifica attraverso l’archivio dell’ESO.
L’obiettivo è rendere più affidabile la ricerca di esopianeti, soprattutto quelli piccoli e simili alla Terra. Capire meglio il comportamento del Sole aiuta infatti a interpretare con maggiore precisione la luce delle altre stelle, aumentando così le possibilità di individuare nuovi mondi nascosti nel rumore dei dati.











