• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Scoperti i più antichi detriti planetari nella Via Lattea

I ricercatori hanno identificato la nana bianca più antica della nostra Galassia inquinata dai residui di planetesimi in orbita, scoprendo così uno dei più antichi sistemi planetari rocciosi e ghiacciati nella Via Lattea.

Federico Palaia di Federico Palaia
Novembre 17, 2022
in Astronomia e astrofisica, Divulgazione, News, Scienza
Scoperti i più antichi detriti planetari nella Via Lattea

Illustrazione artistica delle due nane bianche circondate da detriti planetari. Credit: University of Warwick/Dr Mark Garlick.

Condividi su FacebookTweet

Il destino della maggior parte delle stelle, comprese quelle come il nostro Sole, è quello di diventare una nana bianca. Una nana bianca è una stella che dopo aver consumato tutto il suo combustibile e aver espulso i suoi strati più esterni subisce un processo di restringimento e raffreddamento. Durante queste fasi, i pianeti in orbita vengono distrutti e i loro detriti in alcuni casi vengono assorbiti dalla nana bianca.

Un team di astronomi in collaborazione con l’Università di Warwick, ha identificato la nana bianca più antica della nostra Galassia, inquinata dai residui di planetesimi in orbita, scoprendo così uno dei più antichi sistemi planetari rocciosi e ghiacciati nella Via Lattea.

Per condurre questo studio, il team ha studiato due insolite nane bianche rilevate dall’osservatorio spaziale GAIA dell’ESA. Entrambe le stelle individuate sono state inquinate da detriti planetari. In particolare, una nana bianca è risultata insolitamente blu, mentre l’altra è la più debole e rossa trovata fino ad oggi nei dintorni della Galassia.

ANNUNCIO

Due insolite nane bianche

Utilizzando i dati spettroscopici e fotometrici dell’osservatorio GAIA, del Dark Energy Survey e dello strumento X-Shooter dell’European Southern Observatory (ESO), il team ha stabilito che la stella “rossa” WDJ2147-4035 ha circa 10,7 miliardi anni, di cui 10,2 miliardi di anni trascorsi a raffreddarsi come una nana bianca. Analizzando lo spettro di WDJ2147-4035, il team ha scoperto la presenza di metalli, tra cui sodio, litio e potassio. Queste analisi rendono questa la nana bianca inquinata da metalli più antica scoperta finora.

La stella “blu” WDJ1922+0233 è leggermente più giovane di WDJ2147-4035. Questa nana bianca è stata inquinata da detriti planetari con una particolare composizione, simile alla crosta continentale terrestre. Il team ha concluso che il colore blu di WDJ1922+0233, nonostante la sua temperatura superficiale fredda, è causato dalla sua atmosfera stellare composta da elio e idrogeno.

L’ipotesi dei ricercatori è che i residui trovati nell’atmosfera della stella rossa WDJ2147-4035 provengano da un vecchio sistema planetario, sopravvissuto all’evoluzione della stella in una nana bianca. Gli astronomi hanno concluso che questi sono i resti del più antico sistema planetario situato attorno a una nana bianca appartenente alla Via Lattea. L’autrice principale e ricercatrice Abbigail Elms ha dichiarato:

Il 97% di tutte le stelle diventerà una nana bianca. Sono così onnipresenti in tutto l’Universo che è molto importante capirle. Formate dalle stelle più antiche della nostra galassia, le fredde nane bianche forniscono informazioni sulla formazione e l’evoluzione dei sistemi planetari. Stiamo trovando resti stellari che sono inquinati da pianeti un tempo simili alla Terra. È incredibile pensare che ciò sia accaduto più di dieci miliardi di anni fa e che quei pianeti siano morti molto prima che si formasse la Terra.

Nana bianca
Illustrazione artistica di una nana bianca. Credits: NASA/ESA

Le origini di questo antico sistema planetario

Gli astronomi possono utilizzare lo spettro della stella per determinare la velocità con cui i metalli individuati stanno entrando in profondità nei nuclei delle due nane bianche. Questo consente loro di guardare indietro nel tempo e determinarne la composizione originaria. Confrontando poi i dati ottenuti con gli oggetti celesti nel nostro Sistema Solare, è possibile scoprire come erano quei pianeti prima che la stella morisse e diventasse una nana bianca.

ANNUNCIO

Al riguardo, Elms spiega: “La stella rossa WDJ2147-4035 è misteriosa. I detriti planetari accumulati sono ricchi di litio e potassio, si presentano diversi da qualsiasi cosa osservata nel nostro Sistema Solare. Questa nana bianca è molto interessante per diversi fattori. La sua temperatura superficiale ultra-fredda, i metalli che la inquinano e la sua età sono fattori unici. Si tratta inoltre di una stella magnetica, un fenomeno insolito nelle stelle vecchie.”

Come il professor Pier-Emmanuel Tremblay dell’Università di Warwick ha dichiarato, quando queste stelle si formarono più di 10 miliardi di anni fa, l’Universo era meno ricco di metalli di quanto non lo sia ora. Le due nane bianche osservate forniscono quindi un’entusiasmante sguardo sulla formazione planetaria in un ambiente povero di metalli e ricco di gas: condizioni diverse rispetto a quelle in cui si è formato il Sistema Solare.

Lo studio, pubblicato in versione preprint sul sito dell’Università di Warwick , è disponibile qui.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: GalassiaNane bianchePlanetesimiSistema solareStelleVia lattea

Potrebbe interessarti anche questo:

La galassia nana che ospita FRB 20240304B, indicata dalla croce bianca, ripresa nel vicino infrarosso dalla camera NIRCam del telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, T. Nanayakkara (USYD)

Il James Webb ha identificato la galassia del lampo radio veloce più lontano mai osservato

Ottobre 9, 2026
Render del Mercury Planetary Orbiter di BepiColombo vicino a Mercurio. Credits: ESA/ATG medialab. Mercurio: NASA/JHUAPL/CIW

Lo strumento SIMBIO-SYS a bordo di BepiColombo ha ottenuto la sua prima luce nello spazio

Ottobre 6, 2026
JUICE mentre si avvicina alla Terra

La sonda europea JUICE si prepara a un altro sorvolo della Terra

Settembre 23, 2026
L'ammasso globulare Omega Centauri in un'immagine ottenuta dalla fotocamera WFI dell'Osservatorio La Silla. Credits: ESO

Il magnetismo potrebbe spiegare alcune anomalie chimiche negli ammassi globulari

Settembre 25, 2026
Render artistico della Parker Solar Probe quando è prossima alla sua minima distanza dalla superficie solare. Credits: NASA

La Parker Solar Probe ha superato il 29° perielio in orbita attorno al Sole, e la missione è estesa fino al 2029

Settembre 15, 2026
Pannelli solari e l'ombra del rover Zhurong sulla superficie di Marte per nel corso della missione Tianwen-1 nel 2021. Credits: CNSA

Prosegue lo sviluppo della missione cinese Tianwen-3, in vista del lancio verso Marte nel 2028

Settembre 8, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • flight 14 starship

    SpaceX punta a 456 lanci all’anno di Starship da Starbase, in Texas

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Più della metà dei segmenti dello specchio da 39 metri dell’Extremely Large Telescope è arrivata in Cile

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Perseverance ha superato Opportunity nel record di distanza percorsa su un altro mondo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Inaugurati a La Palma i quattro grandi telescopi LST di CTAO-Nord

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Ott 17
10:00 am - 6:00 pm

ESPLORAZIONI 2026

Vedi Calendario

Gli ultimi approfondimenti

Il Nancy Grace Roman Space Telescope incapsulato all'interno del Falcon Heavy che lo lancerà nello spazio il 30 agosto 2026.

Quando, dove e perché seguire il lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Agosto 29, 2026
Eclissi parziale di Luna

È in arrivo un’eclissi parziale di Luna, visibile anche dall’Italia: ecco come e quando osservarla

Agosto 26, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
ANNUNCIO


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162