• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La NASA ha selezionato il Falcon Heavy per il lancio del telescopio Nancy Grace Roman

SpaceX lancerà il telescopio spaziale Nancy Grace Roman nel 2026 per la cifra di 255 milioni di dollari

Nicolò Bagno di Nicolò Bagno
Luglio 21, 2022
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, NASA, News, Prossimo lancio SpaceX, Space economy, SpaceX
Render del telescopio spaziale Nancy Grace Roman

Rappresentazione artistica del telescopio spaziale Nancy Grace Roman. Credit: NASA

Condividi su FacebookTweet

La NASA ha annunciato il 19 luglio di avere scelto il Falcon Heavy di SpaceX per l’importante lancio del telescopio spaziale Nancy Grace Roman. Il lancio è fissato per ottobre 2026, e il contratto ha un valore di 255 milioni di dollari. Ciò porta a oltre due miliardi di dollari il totale delle commesse per il vettore pesante dell’azienda di Elon Musk

Il lancio del Roman si aggiunge ad altre due importanti missioni affidate al Falcon Heavy e strategiche per la NASA. Ossia Europa Clipper, la sonda per l’esplorazione dell’omonimo satellite mediceo e i moduli PPE e HALO. Questi sono rispettivamente il modulo propulsivo e il primo elemento abitativo della futura stazione lunare Gateway, il primo passo per il ritorno della NASA sulla Luna.

Il telescopio era precedentemente noto con il nome WFIRST, e si tratta del prossimo grande osservatorio spaziale a cui l’agenzia americana sta lavorando. Come per il nuovo James Webb, le cui prime immagini sono state rivelate da poco, anche il Roman osserverà l’universo nella banda dell’infrarosso.

Un nuovo telescopio

Con una massa di 4200 kg, il 50% in meno di quella dello storico Hubble, ma con uno specchio della stessa dimensione, il Roman Space Telescope è un importante complemento alle osservazioni dei presenti e futuri telescopi spaziali. Conservando la stessa risoluzione di Hubble, gli astronomi stimano che il Roman osserverà porzioni di spazio 100 volte maggiori del suo predecessore degli anni 90.

Obbiettivi delle osservazioni del nuovo telescopio NASA sono le galassie, l’ambiente intergalattico e lo studio dell’energia oscura. Quest’ultima sarà studiata in parallelo da un altro nuovo telescopio spaziale sviluppato dall’ESA, Euclid.

Confronto telescopi
Confronto tra i principali osservatori spaziali nella banda infrarossa. Credit: astrospace.it

Un telescopio nato dall’intelligence

Il progetto del telescopio Roman nasce dopo che nel 2012 la NRO, l’agenzia spaziale d’intelligence americana, donò alla NASA due satelliti inutilizzati per l’osservazione terrestre ad altissima risoluzione. Costruiti negli anni 90, i due satelliti hanno un design simile ad Hubble e presentano uno specchio dello stesso diametro di 2.4m. Notevole è anche la riduzione della massa, un quarto rispetto a quella del predecessore del Roman Space Telescope.

La NRO decise nel 2011 che i satelliti in questione erano obsoleti per gli obbiettivi dell’agenzia e che la cessione alla NASA era la migliore opportunità per utilizzarli. Da allora la NASA ha iniziato lo studio ed i lavori per adattare uno dei due satellite alle esigenze scientifiche, in particolare lo sviluppo dei due strumenti del telescopio: Wide-Field Instrument (WFI) e Coronagraphic Instrument (CGI). Un ulteriore lavoro è stato reso necessario anche dall’orbita di destinazione dell’osservatorio ovvero il punto lagrangiano L2. Un ambiente differente dall’orbita bassa terrestre e lo steso utilizzato oggi dal James Webb.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: Falcon HeavyNancy Grace RomanNasaSpaceX

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico della stella TRAPPIST-1 e di due esopianeti che ci transitano di fronte. Credits: NASA, ESA, and G. Bacon (STScI)

La NASA applica l’IA ai dati del telescopio spaziale TESS per cercare nuovi esopianeti

Gennaio 23, 2026
Immagine scattata dalla missione Solar Orbiter poco prima del brillamento M7.7 del 30 settembre 2024 che ha osservato da vicino nel dettaglio. Credits: ESA & NASA/Solar Orbiter/EUI Team

Solar Orbiter ha osservato il processo che dà origine ai brillamenti solari

Gennaio 21, 2026

Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

Gennaio 17, 2026
La capsula Dragon Endeavour delloa missione Crew-11 dopo lo splashdown al largo della California, il 15 gennaio 2026.

Rientrati con successo gli astronauti di Crew-11, di cui uno con un problema medico

Gennaio 15, 2026

Inizia la preparazione di Artemis II

Gennaio 15, 2026
Render Artistico del Carruthers Geocorona Observatory al punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Credits: NASA’s Conceptual Imaging Lab/Jonathan North

Le missioni IMAP e Carruthers Geocorona Observatory della NASA hanno raggiunto il punto lagrangiano L1

Gennaio 13, 2026
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162