• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Una nuova teoria per i dischi circumstellari

Un team di ricerca del Max Planck Institute ha individuato un meccanismo in grado di spiegare molte delle proprietà osservate nei dischi circumstellari di transizione. Tra gli ingredienti di questo processo ci sono anche i raggi X emessi dalla stella centrale.

Chiara De Piccoli di Chiara De Piccoli
Novembre 5, 2021
in Astronomia e astrofisica, Divulgazione, News, Scienza
Dischi circumstellari

Fotografie di diversi dischi circumstellari osservati, all'interno dei quali si stanno formando dei pianeti.

Condividi su FacebookTweet

I dischi circumstellari sono noti per essere il serbatoio di alimentazione dei pianeti. Essi nascono infatti dall’aggregazione della polvere e del gas che costituiscono il disco. Ma le componenti di queste strutture sono anche nutrimento per la stella attorno a cui si trovano. Sebbene negli ultimi anni, l’evoluzione di un disco circumstellare sia stata a grandi linee compresa, identificare il processo fisico dettagliato rimane un grande sfida.

Presso il Max Planck Institute for Astronomy (MPIA), un gruppo di ricerca ha proposto un nuovo modello teorico per spiegare la transizione da disco circumstellare a sistema planetario “pulito”, chiarendo alcuni passaggi apparentemente contraddittori. Intuitivamente, infatti, non è semplice spiegare come la presenza di un gap all’interno del disco giustifichi un continuo e lento accrescimento della stella centrale.

Come si forma un gap nel disco?

Con attività di accrescimento si intende il processo che alimenta la stella centrale con gas e polvere del disco che la circonda. La parte più esterna della struttura anulare rifornisce quella interna del materiale ceduto alla stella. La maggior parte dei dischi osservati grazie all’arrivo di potenti telescopi, sono caratterizzati da dei gap, regioni svuotate da gas e polveri. Per questa caratteristica vengono riconosciuti come dischi di transizione. Nella nuova teoria sviluppata dagli astronomi del MPIA, a creare questi vuoti non contribuisce solo la formazione planetaria, ma anche l’emissione di raggi X dalla stella centrale.

La radiazione emessa colpisce e scalda la superficie del disco, determinando la formazione di un vento solare che ne espelle le particelle allora ionizzate. Questo processo è noto col nome di fotoevaporazione. Una volta che il flusso di particelle espulse tramite il vento stellare è maggiore rispetto a quello proveniente dalle regioni esterne, inizia ad aprirsi un buco nel disco. Questo dovrebbe implicare la fine del rifornimento della parte interna del disco e la sua veloce dissolvenza, determinando la fine dell’accrescimento della stella. Ma non è ciò che si osserva sperimentalmente.

schema evoluzione disco di transizione
Visione schematica dell’evoluzione di un disco di transizione attorno a una stella di tipo solare. L’emissione a raggi X ionizza il gas del disco, che attraverso il processo di fotoevaporazione, viene disperso nello spazio esterno. A seguito di questo fenomeno, di forma un gap tra la parte interna del disco e quella esterna. Questa regione è nota col nome “zona morta” (dead zone) ed evita che il materiale che costituisce il disco finisca rapidamente nella stella centrale. Il processo descritto rende la sua evoluzione più longeva, aumentando inoltre l’attività di accrescimento della stella. Crediti: MPIA

L’influenza della dead zone

Per spiegare questa contraddizione è necessario individuare un processo che rallenti il flusso di particelle verso la stella centrale, rendendo più longeva la parte interna del disco. I ricercatori hanno preso in considerazione quella che viene chiamata dead zone, “zona morta”. Si tratta di una regione stabile del disco circumstellare dove il moto casuale del gas è ridotto rispetto alle altre costituenti del disco. L’attrito tra le particelle diventa trascurabile, permettendo la stabilizzazione della loro orbita.

L’influenza di questa regione è stata studiata attraverso delle simulazioni, eseguite da Matías Gárate, principale autore dello studio e scienziato presso il MPIA, e dai suoi collaboratori. Il modello di disco costruito tiene in considerazione l’emissione a raggi X della stella e diverse condizioni iniziali per la dead zone.

“Eravamo emozionati quando abbiamo visto i risultati. La grande maggioranza dei dischi di transizione simulati con un’ampia gamma di dimensioni del gap ha mantenuto rilevabile il flusso di accrescimento verso stelle di tipo solare.”

Commenta Gárate rispetto ai risultati ottenuti che dimostrano come la presenza della dead zone risulta fondamentale all’interno del processo di evoluzione.

I numeri non tornano

L’esito positivo e sorprendete delle simulazioni condotte porta con sé alcuni difetti. Infatti, sebbene i risultati qualitativamente corrispondono a ciò che i telescopi hanno osservato, le quantità sono ben diverse. Dalle osservazioni infatti, la percentuale di dischi di transizione in cui l’attività di accrescimento è terminata è pari al 3%. Tuttavia secondo le simulazioni, questo numero è dieci volte maggiore.

Questa discrepanza potrebbe essere dovuta a due fattori. Il primo, dalla visione semplificata delle simulazioni rispetto alla realtà. Infatti non tutti i possibili meccanismi di evoluzione del disco sono stati presi in considerazione. Il secondo invece, è relativo alle conclusioni tratte dalle osservazioni: potrebbero esserci più dischi senza accrescimento rispetto a quelli precedentemente teorizzati.

Alcuni enigmi rimangono

Lo studio sull’attività di accrescimento condotto dai ricercatori del MPIA si è focalizzato sul ruolo del gas. Tuttavia, le osservazioni dei dischi circumstellari sono state possibili grazie alla visualizzazione della distribuzione della polvere nelle lunghezze d’onda del millimetro. Questi grani si dispongono in strutture anulari attorno alla stella, formando dei dischi concentrici. L’immagine sintetica prodotta dalle simulazioni rappresenta un disco interno separato da un gap da un disco più esterno, similmente a quello osservato nelle immagini reali dei dischi di transizione.

confronto tra disco osservato e simulato
Confronto della distribuzione della polvere tra il disco di transizione CIDA1, osservato dall’interferometro ALMA (lunghezza d’onda 0.9mm), a sinistra, e l’immagine ottenuta dalle simulazioni compiute da Matías Gárate e i suoi collaboratori, a destra. Crediti: Pinilla et al./Gárate et al./MPIA

L’unico dettaglio a non tornare è la luminosità della polvere. Quella della distribuzione ottenuta al computer è più debole rispetto a quella reale. Probabilmente il disco sintetico possiede meno polvere rispetto alla realtà. Come spiega Gárate, questa discrepanza potrebbe derivare dal fatto che nel modello utilizzato non è stato considerato il processo di formazione dei pianeti.

Sebbene quindi, questa nuova teoria rappresenti un importante passo avanti nella comprensione dell’evoluzione dei dischi circumstellari, ci sono ancora degli enigmi da risolvere che il gruppo di ricerca continuerà a esplorare.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook, sul nostro canale Youtube e ovviamente anche su Instagram. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: ALMAdead zonedischi circumstellariEsopianetiformazione planetariafotoevaporazioneraggi Xsimulazioni

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del buco nero supermassiccio al centro della galassia NGC 3783, che emette venti ultra-veloci. Credits: ESA

Un buco nero supermassiccio ha generato venti velocissimi dopo un lampo di raggi X

Dicembre 9, 2025
La galassia Y1, cerchiata in rosso, vista con il telescopio spaziale James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, J. Diego (Instituto de Física de Cantabria, Spain), J. D’Silva (U. Western Australia), A. Koekemoer (STScI), J. Summers & R. Windhorst (ASU), and H. Yan (U. Missouri)

Trovata una galassia nell’Universo primordiale che forma stelle a un ritmo molto elevato

Novembre 18, 2025
Rappresentazione artistica dell'esoluna di un pianeta che orbita attorno a una stella di tipo M, una nana rossa. Credits: BeEarthling/Wikimedia Commons

Le esolune di pianeti rocciosi in orbita attorno alle nane rosse non sopravvivono a lungo

Novembre 11, 2025
Rappresentazione artistica di un disco di polvere e gas che circonda il giovane esopianeta CT Cha b, a 625 anni luce dalla Terra. I dati spettroscopici del James Webb suggeriscono che il disco contiene le materie prime per la formazione di una luna. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, G. Cugno (University of Zürich, NCCR PlanetS), S. Grant (Carnegie Institution for Science), J, Olmsted (STScI), L. Hustak (STScI)

Il James Webb ha trovato un disco che potrebbe formare lune attorno a un giovane esopianeta

Settembre 29, 2025
Render artistico della varietà di esopianeti scoperti nella nostra Galassia. Credits: NASA’s Goddard Space Flight Center

Il numero di pianeti extrasolari finora confermati dalla NASA ha superato i 6000

Settembre 19, 2025
Credits: UniBE / NCCR PlanetS. Illustrazione: Thibaut Roger

Un modello di intelligenza artificiale per accelerare la scoperta di nuovi esopianeti

Settembre 9, 2025
Attualmente in riproduzione

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

Tutte le missioni lunari a cui sta lavorando l'Italia

00:26:20

La nuova manovra DYNAMIC BANKING di Starship spiegata!

00:16:52

Cosa sta succedendo alla NASA e ad Artemis? Chi avrà il primo allunaggio?

00:15:38

Dopo HALO e il Lunar Gateway: il futuro lunare spiegato da chi ci lavora

00:17:39

Il James Webb sta veramente rivoluzionando l’astrofisica?

00:17:09

Perché non siamo più tornati sulla Luna dopo Apollo 11?

00:15:39

Ecco come le onde gravitazionali stanno cambiando l'astrofisica!

00:15:55

Cosa sono e da dove provengono gli OGGETTI INTERSTELLARI come 3I/Atlas?

00:16:39

Un mese da record per Rocket Lab. La Cina affronta una crisi dei lanci spaziali - Launchpad

00:09:33

L'esplosione di Starship S36 cambia tutto?

00:11:19

Abbiamo visto da vicino HALO: il primo modulo del Lunar Gateway

00:18:34

Yuri Gagarin, il semi Dio che ha sfidato lo spazio – La vera storia di Vostok 1

00:11:41

La storia completa del lander che ha portato l'ITALIA sulla Luna

00:22:58

SpaceX può arrivare su Marte nel 2026? Aggiornamenti da Starship e Starbase

00:11:08

Euclid inizia la creazione del più grande Atlante cosmico della storia - Le nuove immagini spiegate

00:11:18

Diretta allunaggio Blue Ghost e LuGRE

03:00:24

Diretta ottavo volo di test di Starship - Lancio rinviato!

02:21:37

Il 2025 di Starship. Cosa aspettarci fra lanci, test e progressi a Starbase

00:14:32

BE-4 o Raptor? Ecco come funzionano i due motori di Blue Origin e SpaceX

00:15:12

La storia di Europa Clipper: alla ricerca di vita aliena intorno a Giove

00:21:59

I sette telescopi spaziali e terrestri più attesi nei prossimi dieci anni

00:20:14

Com'è andato il settimo volo (ed esplosione) di Starship? Un'analisi preliminare

00:08:43

Verso la Luna, e oltre - I progressi di Starship

00:10:37

La nuova analisi ambientale di Starbase e il settimo volo di Starship

00:08:56

La storia del Dream Chaser, il nuovo spazioplano americano pronto al lancio

00:20:05

Speciale elezioni americane - Questa settimana nello spazio 39

01:37:52

La storia di Ariane 6, il nuovo razzo pesante europeo. Sarà l'ultimo?

00:21:44

Polaris Dawn: la storia della più incredibile missione spaziale privata di sempre.

00:17:51

Sesto lancio di test Starship - Diretta

04:33:33

Che fine hanno fatto i lanciatori europei? Analisi di una crisi in corso

00:17:14

Come è andato il quarto volo di Starship? Una dettagliata analisi.

00:11:34

La storia di Starliner: l'ultima capsula spaziale che costruirà Boeing?

00:23:54

La Cina può veramente portare un astronauta sulla Luna prima del programma Artemis?

00:13:00

Come funziona un razzo a propulsione termica nucleare?

00:19:16

Manned Venus Flyby: la storia di quella volta che la NASA voleva mandare tre astronauti su Venere

00:15:21

Il terzo volo di test di Starship (IFT-3) è stato un successo o un (parziale) fallimento?

00:12:12

Perché si costruiscono ancora stazioni spaziali?

00:13:52

La missione IM-1 di Nova-C Odysseus è stata un successo o un fallimento?

00:10:11

Quanto costa il turismo spaziale? Confronto fra mezzi, orbite e opportunità

00:17:16

Cosa sono e a cosa servono gli Accordi Artemis?

00:15:40

Perché è ancora così difficile atterrare sulla Luna?

00:23:27

Starship: successo o fallimento?

00:19:30

Speciale Artemis 1 - Ecco la prima missione del nuovo Programma di esplorazione lunare Artemis

00:30:05

DART e LICIACube: la prima missione di difesa planetaria. Cosa succederà prima e dopo lo schianto?

00:39:10

La prima foto del "nostro" buco nero Sgr A*

01:07:58

La guida completa alla scelta di un telescopio - Live speciale

01:24:54

I cancelli del cielo - Geopolitica ed economia dello spazio

01:03:56

Com'è andato il quinto volo di Starship?

00:09:21

Il test del Raptor nello spazio, l'ultimo prima di portare la Starship in orbita

00:09:40

Cosa succederà durante il nono volo di Starship?

00:11:16

Lo Zhuque-3 cinese è pronto al lancio. Ecco tutto quello che sappiamo

00:22:23

Cosa abbiamo imparato atterrando sulla Cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko?

00:34:31

Jared Isaacman riuscirà a salvare la NASA? Ecco tutte le sfide che lo aspettano

00:24:19

I più letti

  • Alcuni dei campioni dell'asteroide Bennu portati a Terra dalla missione OSIRIS-REx della NASA a settembre 2023. Credits: NASA/JPL-Caltech

    Zuccheri, gomma e polvere di supernova nei campioni dell’asteroide Bennu

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Distrutto il primo Super Heavy V3, quando ci sarà il prossimo lancio? I progressi di Starship

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Shenzhou-21: prima EVA per ispezionare la Tiangong e verificare i danni alla capsula Shenzhou-20

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha selezionato due strumenti scientifici per la superficie lunare per la missione Artemis IV

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Torna lo sciame meteorico delle Geminidi, uno dei più attesi dell’anno

Dicembre 11, 2025
Render artistico della missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di ESA/NASA. Credits: ESA/ATG medialab; ESA/NASA SOHO

Trent’anni di SOHO, la missione che ha cambiato per sempre lo studio del Sole

Dicembre 2, 2025
Il New Glenn di Blue Origin sulla rampa di lancio a Cape Canaveral. Credits: Blue Origin

Dove, quando e perché vedere il secondo lancio del New Glenn di Blue Origin

Novembre 13, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162