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Il cosmo della mente. Breve storia di come l’uomo ha creato l’universo – Leggere lo Spazio

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 23, 2021
in Leggere lo spazio
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Oramai siamo soliti leggere di nuovi studi e nuove scoperte (o nuove domande) riguardanti quell’Universo all’apparenza così infinitamente vasto che ci circonda. Ma vi siete mai chiesti come la mente umana abbia potuto concepirlo, prima di iniziare a studiarlo? Come ha fatto il nostro cervello, dotato di una rete neuronale fitta quanto la ragnatela cosmica, a immaginare e cimentarsi nel comprendere quel cosmo così buio e misterioso?

Provano a raccontarlo Edoardo Boncinelli, uno dei più importanti genetisti italiani, e Antonio Ereditato, professore di fisica delle particelle elementari a Berna e direttore del Laboratory for High Energy Physics e dell’Albert Einstein Center for Fundamental Physics. Ce ne parlano in “Il cosmo della mente: Breve storia di come l’uomo ha creato l’Universo”. Lo fanno con tono sicuro e consapevole, ma al tempo stesso intimorito dalla maestosa e mostruosa bellezza dell’Universo.

Edoardo Boccinelli

Il saggio permette al lettore di ripercorrere ad una ad una le tappe della storia di un cosmo di cui noi siamo parte integrante. Una storia che parte dalla realtà che possiamo apprezzare con i cinque sensi, ma che non si limita certo alla sua finitezza. Penetra infatti nell’infinitamente piccolo delle particelle elementari e delle loro sotto-particelle, dei fotoni di luce e dei neutrini prodotti dal nostro Sole. Parla delle particelle che compongono gli atomi, così come le proteine alla base del codice genetico scritto nel nostro DNA. Particelle che arrivano tutte da elementi sintetizzati nelle interiora bollenti delle stelle o delle loro catastrofiche esplosioni.

Ed ecco che ci si direziona quindi verso l’infinitamente grande, quel cosmo macroscopico che ci ingloba e al tempo stesso ci abbraccia. I due autori ci invitano ad un viaggio nel tempo fino ai primi miliardesimi di secondo dopo il Big Bang che, secondo la teoria oggi maggiormente accreditata, ha dato origine al nostro Universo. E’ in quei primi velocissimi istanti che la sua storia è iniziata. E’ in un gioco di equilibri tra nuclei e di lotta tra forze che il suo destino si plasma.

Non conosciamo ancora molto di ciò che è accaduto in quella breve successione di momenti. Eppure ciò che l’Universo negli anni ci ha suggerito siamo riusciti ad evincerlo grazie a quella mente pensante che nel corso del tempo, con l’evoluzione Darwiniana delle specie, l’essere umano ha ottenuto in dote. Una mente che riesce a immagazzinare e inviare informazioni con la stessa velocità alla quale ha lavorato l’Universo nei suoi primi secondi di vita. Un essere umano la cui coscienza si infila tra le viscere del cosmo, perché da esse proviene.

Antonio Ereditato

Dalle parole degli autori:

Vi è il suggerimento che la coscienza sia, se non dovuta, comunque legata all’evoluzione della materia inanimata del cosmo, avvenuta nel corso di miliardi di anni. Tale evoluzione ha permesso allo stesso Universo di raggiungere una pietra miliare del tuo progredire, e di riflettere infine su se stesso proprio grazie a noi: tante cellule nervose nella nostra testa quante stelle nel cielo, a meravigliarsi le une delle altre. In questo discorso la scienza viene a costituire il ponte immaginario che collega la mente umana autocosciente alla natura profonda dell’Universo fisico.

Con la mano che si stringe a quella del lettore, Boncinelli e Ereditato danno il meglio di loro nel narrare una storia così difficile che ancora non siamo riusciti a ricostruire per intero. Perché è condizionata dai limiti che ci impongono le nostre menti, seppur straordinariamente efficaci. E dalle mastodontiche distanze che entrano in gioco quando si parla di Universo.

Nonostante questo, gli autori riescono a offrire degli spunti di riflessione importanti all’interno di un’opera senz’altro originale. E che squaderna quelli che sono ormai i canoni classici del raccontare la storia del cosmo, proponendola sotto una veste diversa da quella usuale dell’uomo di scienza: la veste del semplice essere umano. Essere umano consapevole di ciò che il suo cervello è riuscito a scoprire finora. E così innamorato dell’Universo da non voler smettere di saperne di più.

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