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La capsula Crew Dragon attracca alla ISS dopo un viaggio di 27 ore

I 4 astronauti hanno affrontato un lungo viaggio, ma finalmente raggiungono la nuova loro casa per i prossimi 6 mesi.

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Novembre 17, 2020
in Agenzie Spaziali, NASA, News, Space economy, SpaceX
La capsula Dragon in avvicinamento alla ISS.

La capsula Dragon in avvicinamento alla ISS.

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Dopo un viaggio durato circa 27 ore, l’equipaggio della Dragon Resilience arriva finalmente sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il maltempo sopra Cape Canaveral ha fatto slittare di 24 ore la partenza del Falcon 9 costringendo l’equipaggio ad un viaggio più lungo per intercettare l’orbita della ISS.

Ad accogliere l’equipaggio della missione Crew-1 vi erano: Kathleen Rubins, Sergej Ryžikov e Sergej Kud’-Sverčkov, partiti il 14 ottobre a bordo della Soyuz. Si sono finalmente riuniti quindi gli astronauti della Expedition 64 e trascorreranno insieme circa 6 mesi.

Il viaggio delle prime volte

La missione Crew-1 porta con se diversi primati, sia per SpaceX che per i singoli astronauti. Per l’azienda di Musk si tratta della prima missione di lunga durata, un traguardo mai raggiunto da nessun’altra compagnia privata. Nella storia dell’esplorazione spaziale inoltre, il numero massimo di astronauti che hanno raggiunto l’orbita terrestre grazie ad una capsula era di 3. La Dragon invece ha dimostrato di poter trasportare 4 astronauti senza problemi. A bordo di Resilience in realtà i passeggeri erano 5, se si considera anche il pupazzo di “Baby Yoda”, tratto dalla serie “The Mandaloria” della Disney.

Il viaggio della capsula di SpaceX rappresenta anche un viaggio nella storia, ripercorrendo i passi dell’esplorazione spaziale. Soichi Noguchi infatti, entra a far parte di una ristretta cerchia di persone che hanno volato a bordo di tre diversi veicoli spaziali.

L’astronauta giapponese infatti, primo passeggero internazionale di SpaceX, ha raggiunto lo spazio nel 2005 con lo Shuttle Discovery e successivamente con la Soyuz, nel 2009. Solamente altre due perone possono vantare tale tipo di esperienza, dei veri e propri pionieri. Sono Walter Schirra e John Young. Schirra ha volato nelle capsule Gemini, Mercury ed Apollo. Young invece ha partecipato a 2 missioni Gemini, 2 Apollo e 2 Shuttle.

Per il pilota della Dragon Victor Glover invece, Crew-1 rappresenta la sua prima missione nello spazio. Come riconoscimento, proprio a bordo di Resilience Glover ha ricevuto dal comandante Michael Hopkins le ali dorate, simbolo concesso a tutti coloro che superano i 100 km di altezza.

ANNUNCIO

Crew-1, welcome to your home for the next six months – the International @Space_Station! ?

Celebrate with us by tuning in LIVE on @NASA TV for the welcome ceremony at 1:40 a.m. ET: https://t.co/YeWrpz41EN pic.twitter.com/4Qk9PZObX2

— NASA Commercial Crew (@Commercial_Crew) November 17, 2020

— NASA Commercial Crew (@Commercial_Crew) November 17, 2020

Due problemi nelle prime ore

Il viaggio fino alla ISS però ha avuto anche un piccolo problema, che ha messo in allarme sia gli astronauti che gli ingegneri per il supporto da terra. I computer di bordo della capsula infatti hanno rilevato un’anomalia nel sistema primario del riscaldamento della cabina. Perciò, in maniera automatica, sono passati all’utilizzo del sistema di backup. I computer di bordo hanno anche disattivato 3 dei 4 riscaldatori utilizzati per mantenere alla corretta temperatura il propellente dei motori Draco.

La telemetria inviata a terra dalla Dragon è stata prontamente analizzata dagli ingegneri, che hanno risolto entrambi i problemi. La colpa è stata imputata al software che controlla i diversi parametri della capsula con valori troppo stringenti. Una variazione dei parametri dai livelli nominali ha portato i computer di bordo ad optare per la soluzione più sicura.

Tutto è stato risolto e dopo questi problemi, l’equipaggio ha finalmente potuto riposarsi, quando da noi erano le 10:10 del 16 novembre. Sono stati svegliati 8 ore dopo dalla canzone di Phil Collins “In The Air Tonight”.

La ISS vista dalla capsula Dragon poco prima dell'attracco.

La permanenza sulla ISS

Michael Hopkins, Victor Glover, Shannon Walker e Soichi Noguchi rimarranno sulla ISS per circa sei mesi. In questo arco di tempo dovranno svolgere diversi esperimenti, che potranno migliorare la vita non solo sulla Terra ma anche durante le future missioni di colonizzazione lunare.

Gli astronauti avranno il compito di monitorare e curare alcune piante di ravanelli, per studiare la loro crescita in condizione di microgravità. La produzione di cibo nello spazio sarà fondamentali per poter vivere lontano dall’orbita terrestre bassa.

Testeranno anche un innovativo sistema di raffreddamento delle tute spaziali per le future camminate lunari. Denominato SERFE (Spacesuit Evaporation Rejection Flight Experiment) sfrutta l’evaporazione dell’acqua per mantenere la temperatura corporea costante. Sempre per il futuro delle esplorazioni spaziali, dovranno testare anche il nuovo bagno arrivato l’1 ottobre sulla ISS con la capsula di rifornimento Cygnus.

Siccome per i primi mesi del 2021 è previsto l’arrivo della capsula CST-100 Starliner di Boeing, gli astronauti dovranno fare anche da “parcheggiatori”. Oggi la Dragon ha effettuato l’attracco al portellone IDA-2, che sarà lo stesso utilizzato anche dalla Starliner per il prossimo volo di test. Per tale motivo, Resilience verrà temporaneamente spostata al portellone IDA-3. La capsula di SpaceX è in grado di effettuare tale manovra in maniera autonoma, ma vi saranno a bordo comunque degli astronauti per intervenire in caso di problemi.

Ha quindi inizio ufficialmente la storica missione Crew-1, con il primo equipaggio che ha raggiunto lo spazio grazie ad un’azienda privata.

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Tags: DragonMichael hopkinsResilienceshannon walkerSoichi noguchiSpaceXvictor glover

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