Blue Origin ha raccolto 10 miliardi di dollari nel suo primo round di finanziamento aperto a investitori esterni, raggiungendo una valutazione di circa 140 miliardi di dollari. La notizia è stata riportata il 25 settembre dal Wall Street Journal, che ha avuto accesso ad alcuni documenti finanziari dell’azienda e ha parlato con persone a conoscenza dell’operazione.
Dalla sua fondazione nel 2000, l’azienda è stata infatti finanziata principalmente dal suo fondatore Jeff Bezos. Secondo i documenti consultati dal Wall Street Journal, Bezos ha investito complessivamente circa 30 miliardi di dollari nella società, dal 2000 a oggi.
Di questi, 2 miliardi Bezos si è impegnato a fornirli all’interno dell’ultimo round di finanziamento. Gli altri 8 miliardi raccolti provengono invece da investitori esterni, per la prima volta nella storia di Blue Origin. Il round sarebbe inoltre stato sottoscritto oltre l’obiettivo iniziale, e la raccolta complessiva potrebbe quindi aumentare ulteriormente nei prossimi mesi.
Uno degli elementi più interessanti dell’operazione è proprio la valutazione assegnata a Blue Origin. Essendo una società privata e avendo fatto affidamento fino a oggi soprattutto sui finanziamenti di Bezos, non era disponibile una valutazione recente direttamente associata a un round di investimento esterno.
Il nuovo finanziamento valuta Blue Origin circa 140 miliardi di dollari. Una cifra che permette anche un interessante confronto con la crescita di SpaceX negli ultimi anni e ora aumenterà sicuramente di molto il patrimonio di Bezos.
Il confronto con SpaceX
SpaceX si trovava praticamente alla stessa valutazione tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Nel gennaio 2023 SpaceX raccolse 750 milioni di dollari in un rounddi investimento con una valutazione di 137 miliardi di dollari. Nel giugno dello stesso anno, una nuova offerta per la vendita di azioni portò la valutazione indicativa di SpaceX a circa 150 miliardi di dollari.
La Blue Origin del 2026 viene quindi valutata oggi all’incirca quanto SpaceX tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. Si tratta però di un paragone puramente indicativo, dato che già nel 2023 le operazioni di Spacex erano maggiori rispetto a quelle di Blue Origin nel 2026, soprattutto per via dello stop forzato delle missioni New Glenn in seguito all’esplosione di maggio.
I documenti ottenuti dal Wall Street Journal permettono infatti di osservare per la prima volta anche alcuni dati finanziari e soprattutto le previsioni interne di Blue Origin.
Nel 2025 la società avrebbe generato circa 800 milioni di dollari di ricavi. Per il 2026 Blue Origin prevede di arrivare a circa 1.4 miliardi, mentre entro il 2030 la società punta a superare i 30 miliardi di dollari di ricavi annuali. Per confronto, SpaceX nel 2025 ha dichiarato oltre 18 miliardi di dollari, ma solo quattro riguardavano i servizi di lancio. Oltre 11 miliardi erano invece legati a Starlink.
La crescita di Blue Origin
Una parte della crescita di Blue Origin dovrebbe arrivare dal settore dei lanci, dove l’azienda sta investendo molto per riportare in volo il New Glenn. L’obiettivo dichiarato rimane quello di riportare New Glenn al volo entro la fine del 2026.
Nei piani finanziari della società entrano anche le future attività satellitari. Blue Origin sta lavorando a una rete per le telecomunicazioni e ha inoltre presentato Project Sunrise, un progetto che prevede una costellazione di satelliti dedicati all’intelligenza artificiale, al machine learning e al cloud computing. Quest’ultimo progetto potrebbe arrivare, secondo la richiesta presentata alla FCC, fino a 51 600 satelliti.
Il round permette anche di quantificare con maggiore precisione quanto Jeff Bezos abbia investito personalmente nella società negli ultimi 26 anni. Secondo i documenti riportati dal Wall Street Journal, il fondatore di Amazon ha destinato complessivamente circa 30 miliardi di dollari a Blue Origin. L’ultimo investimento da 2 miliardi rientra nel nuovo round e si aggiunge quindi al capitale proveniente dagli investitori esterni.
I 10 miliardi di dollari raccolti rappresentano quindi non soltanto una nuova fonte di capitale per finanziare questi programmi, ma forniscono anche uno dei primi riferimenti pubblici sul valore attribuito dagli investitori alla società.











