L’Albania ha ufficialmente aderito agli Accordi Artemis, diventando il 73esimo Paese firmatario.
La firma è avvenuta lunedì 21 settembre 2026 nel corso di una cerimonia ospitata presso il quartier generale della NASA a Washington. A sottoscrivere gli Accordi a nome dell’Albania è stato Ferit Hoxha, ministro per l’Europa e gli Affari Esteri. Alla cerimonia hanno partecipato anche Ervin Bushati, ambasciatore albanese negli Stati Uniti, e Connor Tomlinson, Deputy Assistant Secretary of State for Space and Environment degli Stati Uniti.
A ospitare la cerimonia è stato il vice amministratore della NASA Matt Anderson, che ha ricordato come i rapporti tra Stati Uniti e Albania risalgano a oltre un secolo fa e come, con la firma degli Accordi Artemis, questa collaborazione si estenda ora anche alle attività spaziali.
L’Albania ha sottolineato soprattutto l’importanza della cooperazione internazionale. Nel suo intervento, Hoxha ha spiegato che l’adesione rappresenta per il Paese un impegno verso un’esplorazione dello spazio pacifica, trasparente, sostenibile e basata sulla collaborazione tra le nazioni.

Le attività spaziali dell’Albania
L’Albania non ha ancora un programma spaziale paragonabile a quello delle principali nazioni attive nel settore, ma negli ultimi anni ha iniziato a utilizzare maggiormente tecnologie e dati satellitari, soprattutto per l’osservazione della Terra.
Nel gennaio 2023 il Paese ha lanciato Albania-1 e Albania-2, i suoi primi due satelliti dedicati all’osservazione terrestre. Entrambi sono stati portati in orbita a bordo di un Falcon 9 di SpaceX.
I due satelliti sono stati acquisiti con l’obiettivo di fornire al governo albanese immagini e dati del territorio dallo spazio, utilizzabili in diversi ambiti, e il loro lancio ha rappresentato uno dei primi passi dell’Albania verso un utilizzo più strutturato delle tecnologie satellitari e dei dati raccolti in orbita.
Il Paese ha partecipato anche alle attività legate al NASA International Space Apps Challenge, ospitando eventi locali che hanno coinvolto studenti, sviluppatori e altri partecipanti nell’utilizzo dei dati scientifici messi liberamente a disposizione dalla NASA e dalle agenzie partner.
Gli Accordi Artemis
Gli Accordi Artemis sono stati introdotti nel 2020 dagli Stati Uniti, attraverso la NASA e il Dipartimento di Stato, insieme ad altri sette Paesi fondatori, tra cui anche l’Italia. Sono nati in risposta al crescente numero di attività lunari pianificate da agenzie governative e aziende private e hanno l’obiettivo di stabilire una serie di principi comuni per rendere l’esplorazione della Luna, e poi in futuro di Marte e dello spazio profondo più sicura, trasparente e coordinata.
Aderire agli Accordi significa impegnarsi a condurre attività spaziali per scopi pacifici e in maniera trasparente, condividere i dati scientifici, prestare assistenza agli astronauti in difficoltà, ridurre il rischio di interferenze tra diverse missioni e preservare siti e oggetti di particolare valore storico presenti nello spazio. Gli Accordi ribadiscono inoltre l’impegno dei firmatari nei confronti dei principali trattati internazionali già esistenti sulle attività spaziali.
Il numero dei Paesi partecipanti è cresciuto molto negli ultimi anni. Negli ultimi mesi si sono aggiunti diversi nuovi firmatari. Per ultimi, alla fine di agosto la Turchia è diventata il 71esimo Paese firmatario, mentre il 14 settembre si è aggiunto Gibuti come 72esimo.











