La Turchia ha ufficialmente aderito agli Accordi Artemis, diventando il 71esimo Paese firmatario.
La firma è avvenuta lunedì 31 agosto 2026 nel corso di una cerimonia ospitata presso il quartier generale della NASA a Washington. A sottoscrivere gli Accordi a nome della Turchia è stato Mehmet Fatih Kacır, ministro dell’Industria e della Tecnologia. Alla cerimonia hanno partecipato anche Yusuf Kıraç, presidente dell’Agenzia Spaziale Turca (TUA), e Connor Tomlinson, Deputy Assistant Secretary of State for Space and Environment degli Stati Uniti.
A ospitare la cerimonia è stato l’amministratore della NASA Jared Isaacman, che ha sottolineato come i Paesi firmatari potranno contribuire direttamente alle future missioni Artemis. La NASA ha infatti invitato i membri degli Accordi a partecipare al programma attraverso lo sviluppo di hardware, strumenti scientifici, dimostratori tecnologici e CubeSat destinati alle future attività lunari.

Il programma spaziale della Turchia
La Turkish Space Agency (TUA) è stata istituita nel 2018 per coordinare le attività spaziali del Paese. Nel 2021 la Turchia ha poi presentato il proprio programma spaziale nazionale, che comprende tra i suoi obiettivi anche l’esplorazione della Luna.
Nel gennaio 2024 Alper Gezeravcı è diventato il primo astronauta turco a raggiungere lo spazio, partecipando alla missione privata Axiom 3 (insieme, tra gli altri, all’astronauta italiano Walter Villadei). Gezeravcı ha trascorso circa due settimane a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dove ha condotto diversi esperimenti scientifici.
Nel giugno dello stesso anno Tuva Atasever ha invece partecipato alla missione suborbitale Galactic 07 di Virgin Galactic, durante la quale ha condotto alcuni esperimenti, tra cui studi sulla fisiologia umana in microgravità.
La Turchia sta anche lavorando ad AYAP-1, la prima missione turca verso la Luna. Prevede l’invio di un veicolo sviluppato nel Paese e servirà anche a testare diverse tecnologie, tra cui un sistema di propulsione ibrido che verrà utilizzato durante il viaggio verso la Luna.
AYAP-1 sarà anche la prima missione turca in assoluto diretta verso un altro corpo celeste. Intanto, nell’ottobre 2026, Antalya ospiterà l’International Astronautical Congress (IAC) 2026, uno dei principali appuntamenti internazionali del settore spaziale.
Gli Accordi Artemis
Gli Accordi Artemis sono stati introdotti nel 2020 dagli Stati Uniti, attraverso la NASA e il Dipartimento di Stato, insieme ad altri sette Paesi fondatori, tra cui anche l’Italia. Sono nati in risposta al crescente numero di attività lunari pianificate da agenzie governative e aziende private e hanno l’obiettivo di stabilire una serie di principi comuni per rendere l’esplorazione della Luna, di Marte e dello spazio profondo più sicura, trasparente e coordinata.
Aderire agli Accordi significa impegnarsi a condurre attività spaziali per scopi pacifici e in maniera trasparente, condividere i dati scientifici, prestare assistenza agli astronauti in difficoltà, ridurre il rischio di interferenze tra diverse missioni e preservare siti e oggetti di particolare valore storico presenti nello spazio. Gli Accordi ribadiscono inoltre l’impegno dei firmatari nei confronti dei principali trattati internazionali già esistenti sulle attività spaziali.
Il numero dei Paesi partecipanti è cresciuto molto negli ultimi anni. Negli ultimi mesi si sono aggiunti diversi nuovi firmatari: il Paraguay è diventato il 67esimo Paese a maggio, seguito dal Botswana come 68esimo a giugno, dalla Serbia come 69esimo e da Mauritius come 70esimo nel mese di luglio. Con la firma della Turchia, gli Accordi Artemis riuniscono ora 71 nazioni.











