La NASA ha selezionato SpaceX per il lancio di StarBurst, un piccolo satellite dedicato allo studio dei lampi di raggi gamma e delle fusioni tra stelle di neutroni. La missione partirà non prima del 2028 a bordo di un Falcon 9, come carico di una delle missioni rideshare Bandwagon di SpaceX. Il lancio avverrà dallo Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral, in Florida.
Il servizio di lancio è stato assegnato attraverso il contratto VADR, Venture-Class Acquisition of Dedicated and Rideshare, utilizzato dalla NASA per acquistare voli dedicati o condivisi destinati soprattutto a missioni di dimensioni e costi ridotti. StarBurst fa infatti parte dell’Astrophysics Pioneers Program, il programma dell’agenzia dedicato a missioni astrofisiche più piccole rispetto ai grandi osservatori spaziali.
StarBurst sarà un osservatorio per raggi gamma progettato per individuare soprattutto gli short gamma-ray burst, o SGRB, brevissimi e intensi lampi di radiazione ad alta energia. Una delle principali origini conosciute di questi fenomeni è la fusione di due stelle di neutroni, resti estremamente densi lasciati dall’esplosione di stelle massicce.
Quando due stelle di neutroni orbitano una attorno all’altra perdono progressivamente energia attraverso l’emissione di onde gravitazionali, fino a scontrarsi. La fusione può generare getti di particelle che si muovono a velocità prossime a quella della luce e, quando uno di questi è orientato nella nostra direzione, produrre un intenso lampo di raggi gamma.
Una missione scientifica a bordo di una missione rideshare
StarBurst cercherà proprio l’emissione iniziale di questi eventi. Il satellite sarà in grado di osservare contemporaneamente praticamente tutta la porzione di cielo non nascosta dalla Terra. Il suo strumento principale utilizzerà 12 rivelatori a scintillazione e avrà un’area efficace oltre cinque volte superiore a quella del Gamma-ray Burst Monitor del telescopio spaziale Fermi. Secondo la NASA, StarBurst potrebbe arrivare a individuare fino a circa dieci short gamma-ray burst ogni anno.
L’obiettivo non sarà però studiare questi segnali da soli. Le fusioni di stelle di neutroni producono anche onde gravitazionali, rilevabili da osservatori terrestri come LIGO e Virgo. Confrontando il segnale gravitazionale con quello nei raggi gamma, e successivamente con le osservazioni di altri telescopi, è possibile studiare lo stesso evento attraverso diversi tipi di informazione. È il principio dell’astronomia multimessaggera, utilizzato per la prima volta con una fusione di stelle di neutroni nel 2017 con l’evento GW170817.
La scelta del vettore fornisce inoltre una nuova indicazione sul futuro del programma rideshare di SpaceX. Negli ultimi mesi è emerso che la società sta progressivamente riducendo la disponibilità di nuovi voli Falcon 9 negli anni successivi al 2028, mentre prepara il passaggio verso Starship. Le missioni Transporter e Bandwagon già previste risultano però in gran parte prenotate fino a quel periodo. L’assegnazione di StarBurst conferma ora direttamente che almeno una missione Bandwagon con Falcon 9 è prevista non prima del 2028. Questo non indica quindi un ritiro immediato del vettore, ma una transizione che dovrebbe avvenire progressivamente con l’aumento dell’operatività di Starship.











