L’Agenzia Spaziale Europea ha firmato due nuovi accordi preliminari con Axiom Space e Starlab per valutare l’utilizzo delle loro future stazioni spaziali commerciali dopo la fine delle attività della Stazione Spaziale Internazionale.
Entrambi gli accordi sono stati firmati durante l’International Space Summit di Parigi. Con Axiom Space, l’ESA ha sottoscritto un Memorandum of Understanding, mentre con Starlab è stata firmata una Letter of Intent che prosegue la collaborazione avviata tra le due parti nel 2023.
In entrambi i casi, non si tratta ancora di contratti per acquistare missioni o servizi. L’ESA sta valutando diverse possibilità per continuare a svolgere esperimenti in microgravità, e garantire opportunità di volo ai propri astronauti una volta terminata l’attività della ISS.
L’accordo con Axiom Space
Il MoU firmato con Axiom Space comprende la possibilità di effettuare future missioni di astronauti ESA sulla Axiom Station. Le due parti valuteranno anche possibili contributi europei alle infrastrutture e alle attività della stazione, lo sviluppo e l’integrazione di esperimenti scientifici e la creazione di una base di utenti europei interessati alla ricerca in microgravità.
Un’altra area riguarda le attività extraveicolari (EVA). L’ESA e Axiom potranno collaborare sull’addestramento e sul supporto alle operazioni svolte dagli astronauti all’esterno della stazione. L’accordo prevede anche la possibilità di utilizzare tecnologie europee e di svolgere parte dell’addestramento presso l’European Astronaut Centre (EAC) dell’ESA, in Germania.

L’accordo con Starlab
La Letter of Intent firmata con Starlab definisce invece alcuni termini preliminari per un possibile utilizzo europeo della futura Starlab Space Station. Tra le possibilità considerate ci sono missioni di astronauti ESA, infrastrutture europee a bordo e l’accesso ai laboratori per attività scientifiche.
Il documento prevede anche la possibilità di riservare spazio e strutture per payload europei per periodi di 30, 60, 90 o 180 giorni. Tra le risorse che potrebbero essere utilizzate ci sono glovebox per la manipolazione degli esperimenti, sistemi di conservazione a temperatura ambiente o controllata, incubatori e strutture dedicate alla crescita delle piante.
Nell’accordo viene citato anche il possibile ruolo dei futuri sistemi europei di trasporto spaziale. L’ESA sta infatti sviluppando una propria capsula cargo per trasportare materiale da e verso l’orbita bassa, attraverso il programma ALADDIN. Il progetto è entrato recentemente nella seconda fase con la selezione della capsula Nyx di The Exploration Company, che dovrà effettuare una missione dimostrativa verso la ISS nel 2028. La possibile collaborazione con Starlab terrà conto anche dello sviluppo di questa nuova capacità europea, sia nella versione cargo che nella futura versione per trasporto di astronauti.











