Il 29 aprile 2026, nella capitale Rabat, il Regno del Marocco ha ufficialmente aderito agli Accordi Artemis, diventando il 64esimo Paese a unirsi a questi Accordi.
La firma è avvenuta nel corso di una cerimonia ufficiale alla presenza del ministro degli Affari esteri marocchino, Nasser Bourita, che ha sottoscritto gli Accordi a nome del Paese, ribadendo l’impegno del Marocco verso valori condivisi in ambito scientifico, tecnologico e diplomatico.
All’evento hanno partecipato anche il vice segretario di Stato statunitense Christopher Landau e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Marocco, Duke Buchan III, nell’ambito di una visita ufficiale nel Paese nordafricano. In un messaggio registrato, l’amministratore della NASA Jared Isaacman ha accolto con favore l’ingresso del Marocco, sottolineando come gli Accordi Artemis rappresentino ormai una piattaforma globale per la cooperazione spaziale.
Gli Accordi Artemis
Gli Accordi Artemis, avviati nel 2020 durante la prima amministrazione Trump dalla NASA e dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti insieme a un primo gruppo di otto nazioni, tra cui l’Italia, sono nati per rispondere al crescente interesse verso le attività lunari, sia da parte dei governi sia del settore privato. Questi Accordi definiscono una serie di principi pratici per migliorare la sicurezza, la trasparenza e il coordinamento tra i Paesi coinvolti nell’esplorazione della Luna, di Marte e dello spazio profondo.
Aderire agli Accordi significa impegnarsi a condurre attività spaziali in modo pacifico e trasparente, fornire assistenza in caso di necessità, garantire l’accesso ai dati scientifici, evitare interferenze dannose tra missioni e proteggere i siti e gli oggetti di rilevanza storica. L’obiettivo è sviluppare buone pratiche condivise per un’esplorazione sostenibile e a beneficio di tutta l’umanità.
L’ingresso del Marocco conferma il continuo ampliamento della rete internazionale degli Accordi Artemis, che negli ultimi mesi ha visto un numero crescente di adesioni. Il 20 aprile ha aderito la Lettonia, il 23 aprile la Giordania.
La NASA e i suoi partner, infatti, in linea con una strategia che punta a coinvolgere un numero sempre maggiore di Paesi, proseguono nel lavoro per costruire una presenza umana duratura sulla Luna. Di recente, durante un evento il 24 marzo a Washington, l’Agenzia ha presentato un piano completamente nuovo per il programma Artemis, che ora punta alla costruzione di una base lunare permanente entro la fine del decennio.











