Oggi, 23 aprile 2026, presso il quartier generale della NASA a Washington, il Regno hascemita di Giordania ha ufficialmente aderito agli Accordi Artemis, diventando il 63esimo Paese a partecipare a questi Accordi internazionali per un’esplorazione pacifica e sostenibile dello spazio.
La cerimonia si è svolta nel James E. Webb Memorial Auditorium, situato all’interno dell’edificio Mary W. Jackson. Hanno partecipato all’evento l’amministratore della NASA, Jared Isaacman, l’ambasciatrice giordana negli Stati Uniti, Dina Kawar, e Ruth Perry, Principal Deputy Assistant Secretary per gli Affari oceanici, ambientali e scientifici del Dipartimento di Stato americano.
Gli Accordi Artemis, avviati nel 2020 dalla NASA in collaborazione con il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e un primo gruppo di nazioni partner, tra cui l’Italia, rappresentano un quadro di principi condivisi per regolamentare le attività nello spazio profondo. Tra gli obiettivi principali ci sono la promozione della trasparenza, la condivisione dei dati scientifici e il coordinamento tra le diverse agenzie coinvolte nell’esplorazione della Luna, di Marte e oltre.
Aderire agli Accordi significa impegnarsi formalmente a rispettare linee guida comuni per garantire la sicurezza delle operazioni spaziali, la protezione dei siti di interesse storico e la cooperazione internazionale nelle missioni civili.
Sempre più Paesi nel programma Artemis
L’ingresso della Giordania arriva in un momento di forte espansione del programma Artemis, che continua ad attrarre nuovi partner a livello globale, un segnale dell’interesse crescente verso le future attività lunari. Proprio qualche giorno fa, il 20 aprile, ha aderito la Lettonia come 62esimo Paese.
Dopo il successo della missione Artemis II, che ha riportato astronauti in orbita lunare per la prima volta dall’epoca del programma Apollo, la NASA e i suoi partner stanno lavorando alle prossime tappe. Qualche giorno fa è partito per il Kennedy Space Center il core stage del razzo SLS per Artemis III, attualmente prevista per il 2027. Questa missione, a differenza di quanto inizialmente previsto dal programma Artemis, sarà un test di manovre di docking e rendezvous della capsula Orion (con astronauti) e uno o più lander commerciali in orbita terrestre bassa. Artemis IV invece, prevista nel 2028, sarà la prima missione del programma Artemis a portare un equipaggio umano sulla superficie lunare.
Nel frattempo, la NASA ha rivisto altri elementi della propria strategia di esplorazione spaziale: la priorità ora è la costruzione di una base permanente nelle regioni del Polo Sud lunare entro questo decennio, mentre il progetto della stazione spaziale lunare Lunar Gateway è stato messo in pausa.
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