A bordo della missione rideshare Twilight di SpaceX, il cui lancio è attualmente programmato per l’11 gennaio 2026, ci saranno tre satelliti della NASA con obiettivi scientifici molto diversi, ma complementari.
Il più importante è Pandora, un telescopio spaziale pensato per studiare l’atmosfera degli esopianeti. Il lancio a bordo del Falcon 9 con missione rideshare era stato annunciato dalla NASA il 10 febbraio 2025, NET settembre 2025, ma non c’erano più stati aggiornamenti nel frattempo da parte dell’Agenzia.
Insieme a Pandora ci saranno anche due CubeSat, chiamati BlackCAT e SPARCS, che andranno a studiare l’Universo ad alta energia e l’attività delle stelle. Il lancio è previsto dalla base di Vandenberg, in California, a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX.
Le missioni fanno parte di un programma NASA che punta a usare strumenti piccoli e meno costosi per ottenere risultati scientifici importanti. Tutti e tre i satelliti osserveranno il cielo in modi diversi, ma con un obiettivo comune: aiutarci a capire meglio come funzionano le stelle, i pianeti e i segnali che ci arrivano da altri sistemi stellari.
Questi satelliti lavoreranno in orbita terrestre bassa, da dove potranno osservare a lungo i sistemi stellari scelti. Le loro osservazioni aiuteranno anche a interpretare meglio i dati raccolti da altre missioni, come TESS e il James Webb Space Telescope, già attive nella caccia agli esopianeti e allo studio della loro composizione.
Pandora, un nuovo osservatorio per gli esopianeti
Il satellite Pandora è concepito come un telescopio spaziale compatto ma potente, con un diametro ottico di 45 centimetri, sviluppato in collaborazione tra il Goddard Space Flight Center della NASA, il Lawrence Livermore National Laboratory e altri centri di ricerca.
Il telescopio è progettato per osservare almeno 20 esopianeti e le loro stelle durante il primo anno di missione. Osserverà nella luce visibile e nel vicino infrarosso, due bande della luce utili per capire quali elementi sono presenti nell’atmosfera dei pianeti.

Quando un pianeta passa davanti alla sua stella (un evento chiamato transito), parte della luce della stella attraversa l’atmosfera del pianeta prima di arrivare fino a noi. Questa luce porta con sé informazioni preziose, ma può essere difficile capire se certi segnali (come quelli dell’acqua) vengono davvero dal pianeta o dalla stella stessa.
Pandora osserverà ogni sistema più volte, per un totale di 10 osservazioni da 24 ore ciascuna. In questo modo, gli scienziati potranno confrontare i dati raccolti prima, durante e dopo ogni transito. Così sarà più facile capire quali segnali arrivano davvero dall’atmosfera planetaria e quali invece sono disturbi, causati dall’attività della stella.
Tra gli strumenti a bordo, c’è anche un rilevatore a infrarossi che era stato sviluppato come pezzo di ricambio per il telescopio spaziale James Webb.
BlackCAT e SPARCS
Insieme a Pandora partiranno anche due piccoli satelliti, due CubeSat, grandi circa come una scatola da scarpe.
BlackCAT (Black Hole Coded Aperture Telescope) osserverà l’universo ad alta energia. È progettato per rilevare esplosioni cosmiche molto potenti, come i gamma-ray bursts, che sono tra gli eventi più violenti dell’universo. Grazie a un nuovo tipo di rivelatore a raggi X, BlackCAT potrà osservare questi fenomeni anche quando durano pochi secondi.
SPARCS (Star-Planet Activity Research CubeSat), invece, si concentrerà su stelle molto piccole, simili alle nane rosse. Userà la luce ultravioletta per osservare le eruzioni stellari, che possono influenzare i pianeti vicini. Capire quanto sono attive queste stelle è importante per sapere se i loro pianeti potrebbero essere abitabili oppure no.
Questi due CubeSat fanno parte del programma NASA per piccoli satelliti scientifici. Nonostante le loro dimensioni ridotte, possono fare scienza importante, offrendo anche l’occasione a giovani ricercatori e ingegneri di lavorare su missioni reali nello spazio.











