SpaceX ha portato in orbita un nuovo satellite realizzato in collaborazione tra NASA ed ESA per il monitoraggio di mari e oceani: Sentinel-6B. La partenza è avvenuta alle 06:21 italiane del 17 novembre 2025 dalla base militare di Vandenberg, in California. Sentinel-6B prenderà il posto del satellite Sentinel-6 Michael Freilich, lanciato da SpaceX esattamente cinque anni fa, proseguendo la lunga serie di missioni dedicate al monitoraggio degli oceani avviata nel 1992.
I dati ottenuti da Sentinel-6B, parte del programma Copernicus della Commissione Europea, permetteranno di perfezionare i modelli di previsione atmosferica utilizzati dall’Engineering Safety Center della NASA. Questi saranno utilizzati anche per pianificare il rientro degli astronauti nel corso delle missioni Artemis.
Anche per questo lancio, SpaceX ha riutilizzato un primo stadio, il B1097, che ha completato con successo il suo terzo volo. Il suo rientro è avvenuto direttamente sulla terraferma, alla Landing Zone 4 (LZ-4). SpaceX ha così portato a termine il lancio numero 152 del 2025, mantenendo una media di una partenza ogni due giorni circa.
Falcon 9 lands at LZ-4, marking the 500th overall reflight of a flight-proven orbital class rocket pic.twitter.com/irwghYWdqU
— SpaceX (@SpaceX) November 17, 2025
Il nuovo osservatore dei mari
La realizzazione di Sentinel-6B è stata possibile grazie alla partecipazione di diversi enti: NASA, ESA, EUMETSAT (European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites) e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) americana, con il supporto finanziario della Commissione Europea e il supporto tecnico del CNES (l’Agenzia Spaziale Francese).
Airbus Defence and Space ha realizzato la struttura principale del satellite, che raggiunge un’altezza di 5.82 metri e una massa, al lancio, di 1190 kg. Orbiterà attorno alla Terra a un’altezza di 1336 km e, durante il suo primo anno, lavorerà in coppia con il gemello Sentinel-6 Michael Freilich. Questo permetterà sia di calibrare gli strumenti di Sentinel-6B, sia di mantenere continuità nell’acquisizione dei dati. Si prevede che anche la missione di questo nuovo satellite duri all’incirca 5 anni.
Sentinel-6B è dotato di quattro strumenti:
- Poseidon-4: è lo strumento principale a bordo, realizzato dall’ESA e basato sulla tecnologia SAR (radar ad apertura sintetica). Sfruttando gli impulsi radar e il modo in cui vengono riflessi dalla superficie del mare, è possibile determinarne l’altezza. Poseidon-4 sarà inoltre in grado di misurare l’altezza significativa delle onde e la velocità del vento.
- AMR-C: un radiometro a microonde che serve a misurare il vapore acqueo tra il satellite e la superficie terrestre. L’acqua presente nell’atmosfera potrebbe infatti alterare la misurazione dell’altezza dei mari, un fattore che deve quindi essere rilevato e corretto.
- GNSS-RO: sfruttando la maniera in cui i segnali radio dei satelliti di navigazione globale vengono rifratti dall’atmosfera, lo strumento è in grado di ricavare i principali parametri fisici dell’aria terrestre, tra cui temperatura, pressione e contenuto di vapore acqueo, analizzando le variazioni del segnale mentre la sonda attraversa il bordo atmosferico e scompare oltre l’orizzonte terrestre.
- POD: il Precise Orbit Determination è un sistema che consente al satellite di determinare la propria posizione combinando i dati ottenuti tramite quattro strumenti: l’orbitografia Doppler e il radioposizionamento integrato tramite satellite (DORIS), il laser retroreflector array (LRA), il GNSS-RO e il Global Navigation Satellite System – Precise Orbit Determination (GNSS-POD).











