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Il rover Perseverance ha trovato un’altra strana roccia su Marte. Forse è un meteorite

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Novembre 14, 2025
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Il rover Perseverance della NASA ha acquisito questa immagine della roccia dalla forma insolita Phippsaksla, in alto a sinistra, che si sospetta sia un meteorite a causa del suo alto contenuto di ferro e nichel. Credits: NASA/JPL-Caltech/ASU

Il rover Perseverance della NASA ha acquisito questa immagine della roccia dalla forma insolita Phippsaksla, in alto a sinistra, che si sospetta sia un meteorite a causa del suo alto contenuto di ferro e nichel. Credits: NASA/JPL-Caltech/ASU

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Durante l’esplorazione della zona denominata “Vernodden” su Marte, il rover Perseverance della NASA ha individuato una roccia di forma insolita e dimensioni considerevoli, circa 80 centimetri di larghezza, che gli scienziati hanno nominato Phippsaksla.

L’aspetto scolpito e la posizione sopraelevata rispetto alla morfologia circostante, costituita prevalentemente da rocce piatte e fratturate, hanno attirato l’attenzione del team scientifico. Utilizzando lo strumento SuperCam, Perseverance ha analizzato la composizione elementare della roccia, rilevando un’elevata presenza di ferro e nichel. Questa combinazione è comunemente associata ai meteoriti metallici, in particolare a quelli provenienti dai nuclei differenziati di grandi asteroidi.

Il possibile ritrovamento di un meteorite su Marte non è un evento senza precedenti. Diversi rover hanno documentato nel corso degli anni rocce di origine esogena, tra cui Curiosity, che nel cratere Gale ha incontrato meteoriti come Lebanon nel 2014 e Cacao nel 2023. Anche i rover Spirit e Opportunity hanno rilevato meteoriti ferro-nichel durante le loro missioni nei primi anni 2000. Tuttavia, fino ad ora, Perseverance non aveva ancora individuato frammenti di questo tipo all’interno del cratere Jezero, nonostante le premesse geologiche lo facessero ritenere probabile.

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La scoperta di Phippsaksla, situata all’esterno del cratere su un affioramento roccioso già noto per essere stato modificato da processi d’impatto, potrebbe quindi colmare ora questa assenza. Serviranno ulteriori analisi per confermarne la natura meteoritica, ma se i dati verranno validati, anche Perseverance potrà unirsi alla lista di rover marziani che hanno studiato materiali arrivati dallo spazio.

Un (altro) possibile meteorite su Marte

I meteoriti identificati su Marte rappresentano una risorsa scientifica importante. Forniscono informazioni non solo sull’attività d’impatto sul Pianeta Rosso, ma anche sulla composizione e l’evoluzione di altri corpi del Sistema Solare.

I meteoriti composti da ferro e nichel, in particolare, sono frammenti provenienti dal nucleo metallico di planetesimi differenziati, che offrono quindi una finestra unica su stadi molto precoci della formazione planetaria. La presenza di questi oggetti sulla superficie marziana suggerisce che l’atmosfera del pianeta, anche se sottile, sia stata in grado di rallentare il loro ingresso senza distruggerli completamente.

Il fatto che Perseverance abbia individuato una roccia potenzialmente esogena fuori dal cratere Jezero, e non all’interno, è anche rilevante. Jezero e Gale hanno età simili e un numero comparabile di piccoli crateri, indicatori indiretti della frequenza d’impatto. L’assenza finora di meteoriti su Jezero aveva quindi sollevato alcune domande. Il ritrovamento di Phippsaksla in un’area geologicamente alterata da impatti conferma invece che materiale extraterrestre è effettivamente presente, ma forse distribuito in modo irregolare o coperto da depositi più recenti.

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Dettaglio sulla roccia Phippsaksla trovata da Perseverance. Credits: NASA/JPL-Caltech/ASU
Dettaglio sulla roccia Phippsaksla trovata da Perseverance. Credits: NASA/JPL-Caltech/ASU

E la missione di Perseverance continua

Attualmente, Perseverance si trova in una fase di esplorazione al di fuori del cratere Jezero, oltre il suo bordo che ha risalito alla fine dello scorso anno, su formazioni rocciose che mostrano evidenze di impatti antichi. La scelta di questa zona non è casuale: si tratta di aree ritenute molto importanti per comprendere la storia geologica della regione e potenzialmente, per individuare materiali che sono stati trasportati o esposti da eventi violenti.

Il rover continua a impiegare i suoi strumenti per analisi di contesto geologico, mineralogico e chimico. SuperCam, che ha rilevato ferro e nichel nella roccia, è uno strumento fondamentale per queste operazioni preliminari, mentre altri sensori di bordo potrebbero essere impiegati per confermare la natura della roccia in futuro.

Sebbene non sia ancora confermato un piano per il campionamento di Phippsaksla, una sua classificazione ufficiale come meteorite potrebbe renderla un candidato interessante per un possibile prelievo, in vista della missione Mars Sample Return, di cui al momento non si conosce ancora il futuro.

Questa notizia è la prima notizia di esplorazione scientifica condivisa dalla NASA ieri, 13 novembre 2025, dopo il termine dello shutdown federale americano durato 43 giorni, il più lungo della storia. Ad oggi ancora non sono note le eventuali decisioni prese sul budget per l’anno fiscale 2026 (la cui discussione è stata motivo dello shutdown), e quindi quali missioni rimarranno vittima dei tagli.

Potrebbe interessarti –> Che fine farà Mars Sample Return? – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

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Tags: Esplorazione spazialeMartemeteoriteNasaPerseverancePianeta rossorocciaroverSistema solare

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