Il 18 ottobre 2025 il 4‑metre Multi‑Object Spectroscopic Telescope (4MOST), installato sul telescopio VISTA dell’European Southern Observatory (ESO) presso l’Osservatorio di Cerro Paranal in Cile, ha ottenuto la sua “prima luce”, segnando l’avvio della fase operativa dello strumento.
4MOST non acquisisce semplici immagini, ma spettri: cattura simultaneamente la luce di oltre 2400 oggetti celesti scomposta in ben 18000 componenti di colore, consentendo di ricavare temperature, composizioni chimiche, velocità e altri parametri fisici di ciascun oggetto.
Una volta pienamente operativo, 4MOST coprirà l’intero cielo meridionale e costruirà un catalogo di decine di milioni di oggetti, osservando con intervalli di 10–20 minuti nuovi campi e assemblando database per la formazione delle stelle e dei pianeti, l’evoluzione della Via Lattea e delle galassie, i buchi neri e la cosmologia.
Lo strumento combina un ampio campo visivo, migliaia di fibre ottiche e una elevata risoluzione spettrale. Il progetto, avviato nel 2010, è stato realizzato e sarà gestito da un consorzio guidato dal Leibniz‑Institut für Astrophysik Potsdam (AIP) che coinvolte 30 università e istituti di ricerca in Europa e Australia, e promette almeno 15 anni di operatività.
Come funziona 4MOST?
Lo strumento 4MOST è dotato di un sistema di fibre ottiche, 2436 in tutto, ciascuna con un diametro paragonabile a quello di un capello umano, che raccolgono la luce proveniente da diversi oggetti celesti. I fasci luminosi vengono poi convogliati verso tre spettrografi: due coprono lo spettro tra circa 370 nm e 950 nm (dall’ultravioletto vicino all’infrarosso) a risoluzione moderata, mentre il terzo offre maggiore risoluzione in tre bande selezionate, particolarmente adatte alla misura delle abbondanze chimiche siderali.
A monte, una lente da quasi un metro di diametro posizionata su VISTA garantisce un campo di vista di circa 2.5° di diametro (quasi cinque volte quello della Luna piena) permettendo di osservare migliaia di oggetti contemporaneamente. Il cambio di campo e l’adeguamento dei puntamenti avvengono in meno di due minuti, consentendo di aprire un nuovo set di oggetti ogni 10–20 minuti.
Durante la prima luce, 4MOST ha puntato NGC 253 (nota anche come Galassia dello Scultore) e NGC 288, oltre a oltre 2000 ulteriori oggetti fra stelle della Via Lattea, galassie vicine e remote (fino a circa 10 miliardi di anni luce) e ammassi stellari molto antichi.

Obiettivi scientifici e prospettive
Il vasto set di dati che 4MOST raccoglierà permetterà di affrontare questioni fondamentali dell’astrofisica moderna. Fra le principali tematiche ci sono l’origine degli elementi chimici, la formazione delle prime stelle, la crescita della Via Lattea nel corso del tempo cosmico, l’evoluzione delle galassie e dei loro buchi neri, la natura della materia oscura e dell’energia oscura.
La capacità simultanea di osservare migliaia di oggetti con fibre separate consente di avviare contemporaneamente programmi di survey molto vasti (campioni statistici di stelle o galassie) e programmi mirati (oggetti rari o peculiari).
Il funzionamento gestito da remoto dal Max Planck Institute for Extraterrestrial Physics (MPE) e l’archiviazione e analisi dati al centro di elaborazione all’University of Cambridge, con successiva distribuzione via archivio all’AIP e all’ESO, garantiscono che la comunità scientifica globale possa accedere e sfruttare i risultati.
Il successo di questa “prima luce” e le prestazioni, che superano già le specifiche richieste, lasciano immaginare una fase operativa produttiva e di lungo termine, con l’obiettivo di raccogliere decine di milioni di spettri nei prossimi anni e portare un contributo rilevante alla nostra comprensione dell’Universo.











