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Il Vulcan di ULA completa la sua prima missione per la Space Force

Andrea D'Urso di Andrea D'Urso
Agosto 13, 2025
in Esplorazione spaziale, News, Space economy
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Il Vulcan Centaur di United Launch Alliance (ULA) ha completato con successo il suo primo lancio dedicato alla sicurezza nazionale con la missione USSF-106. Il decollo è avvenuto alle 01:59 ora italiana dallo Space Launch Complex 41 di Cape Canaveral.

La missione trasporta il satellite sperimentale Navigation Technology Satellite-3 (NTS-3), sviluppato dall’Air Force Research Laboratory per testare tecnologie avanzate di navigazione militare. Si tratta del terzo volo del Vulcan Centaur, ma del primo in configurazione VC4S con quattro booster a razzo solido, che sprigionano circa 1.360 tonnellate di spinta al decollo.

Per ULA questo lancio rappresenta un momento cruciale: dopo anni di ritardi nello sviluppo, il Vulcan ha dimostrato di essere all’altezza delle aspettative della United States Space Force. Il successo della missione conferma la certificazione NSSL (National Security Space Launch), essenziale per i contratti governativi da miliardi di dollari. Come di consueto, trattandosi di una missione per la sicurezza nazionale, ULA non ha mostrato il momento del rilascio del carico.

Il debutto di una nuova configurazione

Il Vulcan Centaur nasce come successore dei veterani Atlas V e Delta IV, con l’obiettivo di rendere i lanci più economici e affidabili. La sua caratteristica principale sono i motori BE-4 di Blue Origin, alimentati a metano e ossigeno liquido, che eliminano la dipendenza dai motori russi RD-180 utilizzati in passato.

A bordo del Vulcan vi era il satellite NTS-3, che testerà tecnologie di posizionamento, navigazione e tempistica (PNT) progettate per resistere a interferenze nemiche come jamming e spoofing. Questi sistemi sono fondamentali per mantenere la superiorità spaziale americana in un contesto geopolitico in cui Cina e Russia sviluppano capacità anti-satellite sempre più sofisticate.

La configurazione utilizzata per USSF-106 include quattro booster a razzo solido prodotti da Northrop Grumman, necessari per inserire il payload direttamente in orbita geosincrona. Questo profilo di volo ad alta energia richiede prestazioni elevate dal secondo stadio Centaur V, che deve accendersi più volte durante la missione. Il Vulcan può essere equipaggiato con un massimo di 6 booster laterali.

Durante la precedente missione, denominata Cert-2 in quanto seconda missione di certificazione, avvenuta il 4 ottobre 2024, è stato proprio uno di questi elementi a creare problemi. Poco dopo il decollo, uno dei due booster prodotti da Northrop Grumman ha perso il suo ugello a causa di un difetto di fabbricazione. L’ugello si è staccato circa 30 secondi dopo il lancio, causando una perdita di efficienza nel booster. Nonostante ciò, il razzo ha compensato con gli altri motori, completando la missione senza fallimenti critici.

La missione trasporta anche payload classificati per la Space Systems Command, i cui dettagli rimangono riservati per ragioni di sicurezza nazionale. ULA ha un backlog di quattro missioni NSSL accumulate a causa dei ritardi nello sviluppo del Vulcan, originariamente previsto per il debutto operativo nel 2019.

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Tags: Blue OriginNational Security Space LaunchSpace ForceULAVulcan

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