United Launch Alliance (ULA) ha completato con successo il lancio di altri 29 satelliti della costellazione Amazon Leo con un Atlas V, partito alle 6:30 italiane del 2 luglio 2026 da Cape Canaveral, in Florida. La missione, denominata LA-08 (Leo Atlas 8) da Amazon, ha rappresentato l’ottavo e ultimo volo di un razzo Atlas V contrattualizzato per questa costellazione.
I 29 satelliti trasportati avevano una massa complessiva di circa 18 tonnellate, eguagliando ancora una volta il record per il carico più pesante mai lanciato da un Atlas V.
Con questa missione salgono a 396 i satelliti Amazon Leo portati in orbita dall’inizio del programma, dei circa 3200 satelliti previsti.
LIFTOFF of the United Launch Alliance Atlas V rocket with a star‑spangled start to the Amazon Leo 8 mission as America’s 250th Birthday approaches! pic.twitter.com/JUTHoXnaQN
— ULA (@ulalaunch) July 2, 2026
Ora tocca a Vulcan
La missione LA-08 conclude la collaborazione tra Amazon e Atlas V, che in questi anni è stato il lanciatore più utilizzato per la costellazione. Otto missioni hanno infatti impiegato questo razzo, compreso il primo volo del 2023 con i due satelliti prototipo che hanno aperto la strada allo sviluppo della rete. Atlas V infatti, è un razzo già formalmente pensionato da ULA, che però continuava a partire solo con modelli già costruiti. Ce n’erano quindi otto per Amazon e sei per la capsula Starliner di Boeing, che però ora potrebbero, almeno in parte, passare ad Amazon. Per ora non ci sono informazioni ufficiali in merito.
Per le prossime missioni Amazon dovrebbe utilizzare il nuovo Vulcan Centaur di ULA, già destinato a sostituire Atlas V. Il programma prevede comunque anche numerosi lanci con Ariane 6, che il 17 giugno ha portato in orbita 36 satelliti utilizzando per la prima volta i nuovi booster P160C, e con il New Glenn di Blue Origin, che però non ha ancora effettuato il suo primo volo operativo dedicato alla costellazione, e per diversi mesi rimarrà bloccato a Terra. Il primo doveva essere il 29 maggio, ma non è stato effettuato a causa dell’esplosione del razzo sulla rampa di lancio (senza i satelliti a bordo).
Negli ultimi mesi Amazon ha cercato di accelerare il ritmo dei lanci per recuperare il ritardo accumulato rispetto ai piani iniziali. Dopo aver superato quota 300 satelliti in orbita con i lanci di questa primavera, la costellazione si avvicina ora ai 400 satelliti operativi. L’azienda in realtà ha già costruito centinaia di altri satelliti, e continua ad aumentare la produzione in vista dell’espansione della rete nei prossimi anni. Solo che quei satelliti sono per la maggior parte ancora fermi, in attesa di essere lanciati.











