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Il Vulcan di ULA è partito per il suo secondo lancio di certificazione alle missioni militari

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Ottobre 4, 2024
in Boeing, Esplorazione spaziale, News, Space economy
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La seconda missione di certificazione del razzo Vulcan di ULA è iniziata con successo il 4 ottobre alle ore 13:25 italiane. Il lancio è avvenuto dopo un primo rinvio di 30 minuti (dalle 12 alle 12:30) dovuto alla necessità di tempo aggiuntivo per la preparazione, e un secondo rinvio di circa un’ora. Il secondo rinvio è avvenuto dopo un’interruzione a meno di due minuti dalla partenza, per un problema interno. Appena il computer ha preso il controllo del razzo, è scattato lo stop automatico, ma sembra per un problema minore, risolto in poco tempo.

Questa missione, chiamata Cert-2, serve a ULA per confermare l’affidabilità di questo lanciatore, che per l’appunto è solo al suo secondo lancio.

Il vettore sarà infatti utilizzato principalmente per il lancio di satelliti militari, che sono previsti a bordo dei prossimi due Vulcan. Queste missione sono previste da ULA entro la fine del 2024, ma visto il problema avuto a uno dei booster laterali durante questo volo sarà quasi impossibile avvengano dei prossimi mesi.

Pochi giorni prima del lancio, il CEO Tory Bruno ha affermato che per il 2025 sono previsti oltre 20 lanci, metà con il Vulcan e metà con l’Atlas V. Quest’ultimo, nonostante sia un vettore ormai pensionato, deve ancora completare circa una ventina di lanci, 9 dei quali per l’immissione in orbita dei satelliti Kuiper di Amazon. Bruno ha confermato anche che il primo lancio di questi satelliti è ufficialmente rinviato al 2025.

Al 2025 è rinviato anche il lancio inaugurale del Dream Chaser, che doveva essere originariamente a bordo di questo secondo razzo Vulcan. Sono stati i ritardi nella preparazione di questo spazioplano a convincere ULA a impegnarsi nell’organizzare una missione interna come Cert-2, per certificare in fretta il razzo anche senza un payload commerciale.

Il problema al secondo booster a propellente solido

Durante il lancio c’è stato un evidente problema ad almeno uno dei due booster a propellente solido laterali, che spingono il Vulcan per i primi due minuti di volo. Il problema, evidente da questo video seguente, non sembra aver comunque compromesso la capacità del Vulcan di raggiungere l’orbita prevista, ma potrebbe comportare del tempo aggiuntivo per l’analisi prima del prossimo volo.

Now I’m no Vulcan or SRB expert, but both the plume shape and “popcorn” flying off the right SRB seems off nominal to me…#Cert2 #VulcanRocket pic.twitter.com/5s7APaPrcZ

— DutchSpace (@DutchSpace) October 4, 2024

Da altri frame della diretta del lancio appare chiaro come il booster avesse un getto di spinta più anomalo del sinistro, segno di come si sia danneggiato l’ugello del booster. Da questo video di NASASpaceFlight, si capisce subito come sia proprio l’ugello del motore a esplodere e lasciare il razzo. Inoltre, analizzando la timeline di volo sembra che il secondo stadio Centaur sia rimasto acceso circa 10 secondi più del previsto.

A quick look at an abnormal part of today’s Vulcan Cert-2 mission. Awaiting more information from ULA.
📸 – @NASASpaceflight
📺 – https://t.co/uzKGo20deK pic.twitter.com/mZTIlR6A6m

— D Wise (@dwisecinema) October 4, 2024

CERT-2, in orbita eliocentrica

L’obiettivo principale di Cert-2 era quello di eseguire con successo il volo. Tuttavia, la certificazione formale non sarà immediata: la Space Force dovrà analizzare i dati del volo, un processo che potrebbe richiedere alcune settimane.

La missione Cert-2 comprende anche una serie di esperimenti riguardanti principalmente il secondo stadio Centaur del razzo. Non c’erano satelliti a bordo, ma solo sensori e una massa dimostrativa. Questi esperimenti servono alla dimostrazione di nuove tecnologie e alla verifica di modelli analitici per il futuro sviluppo del Centaur, con l’obiettivo di migliorare la capacità di operare in orbita per periodi più lunghi.

Tra gli aspetti studiati vi è la riduzione del “boiloff” dei propellenti (idrogeno e ossigeno liquidi), prevenendo il riscaldamento causato dall’energia solare. Il miglioramento delle capacità del Centaur permetterebbe al modulo di rimanere operativo in orbita per settimane o mesi, aumentando notevolmente il suo potenziale per la mobilità e i servizi in orbita.

La parte principale della missione Cert-2 durerà circa 35 minuti, dal decollo fino alla conclusione della seconda accensione del motore del secondo stadio Centaur. Successivamente si svolgeranno ulteriori test, e il Centaur verrà poi dismesso in un’orbita eliocentrica.

Il successo di questa missione permetterà a ULA di aumentare significativamente il ritmo nel prossimo anno. La Cert-2 sarà infatti il quinto lancio dell’anno per l’azienda, che ha già effettuato due missioni con Atlas e l’ultimo di sempre con il Delta 4 Heavy.

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Tags: CERT2RazziULAVulcan

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