• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

I dati di Magellan rivelano una possibile attività tettonica in corso su Venere

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Maggio 15, 2025
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, Esplorazione spaziale, NASA, News, Scienza, Sistema solare
Vaste caratteristiche superficiali di Venere chiamate "coronae", che potrebbero essere ancora oggi modellate da processi tettonici. Credits: NASA/JPL-Caltech

Vaste caratteristiche superficiali di Venere chiamate "coronae", che potrebbero essere ancora oggi modellate da processi tettonici. Credits: NASA/JPL-Caltech

Condividi su FacebookTweet

Un nuovo studio, basato su dati della missione Magellan della NASA, suggerisce che Venere potrebbe essere geologicamente attivo con processi tettonici in atto sotto la sua superficie.

Le analisi si concentrano su una particolare tipologia di strutture chiamate coronae, vasti sistemi circolari o ellittici di fratture e rilievi, formatisi dove risalirebbero getti di materiale caldo dal mantello.

Le immagini radar raccolte da Magellan negli anni ’90 hanno rappresentato per decenni la principale fonte di conoscenza sulla superficie venusiana. Ora, un nuovo approccio che combina topografia e dati gravitazionali ha permesso di rilevare segnali compatibili con movimenti del mantello e deformazioni della litosfera. In modo simile, sebbene non identico, alla tettonica a placche terrestre.

Coronae, geodinamica e tettonica senza placche su Venere

Lo studio ha analizzato 75 coronae visibili nei dati radar e gravitazionali: in 52 di queste, gli autori hanno identificato segnali di materiale caldo e meno denso che risale dal mantello. Questo materiale esercita pressione verso l’alto, deformando la crosta e provocando collassi, subduzione localizzata o gocciolamenti della litosfera. Tutti fenomeni potenzialmente attivi ancora oggi.

A differenza della Terra, Venere non presenta tettonica a placche, ma sembra comunque essere sede di dinamiche profonde complesse. Nelle regioni studiate, la risalita di plume caldi genera spinte verticali che spaccano la superficie, mentre il materiale circostante viene spinto verso il basso, in un processo di subduzione “locale”. In altri casi, il peso di materiale freddo e denso nella litosfera potrebbe causarne il distacco e la discesa nel mantello (il cosiddetto lithospheric dripping).

Illustrazioni che raffigurano vari tipi di attività tettonica che si pensa persista sotto le coronae di Venere. Il gocciolamento litosferico e la subduzione sono mostrati in alto; sotto ci sono due scenari in cui il materiale caldo del pennacchio si alza e spinge contro la litosfera, potenzialmente guidando il vulcanismo sopra di essa. Credits: Anna Gülcher
Illustrazioni che raffigurano vari tipi di attività tettonica che si pensa persista sotto le coronae di Venere. Il gocciolamento litosferico e la subduzione sono mostrati in alto; sotto ci sono due scenari in cui il materiale caldo del pennacchio si alza e spinge contro la litosfera, potenzialmente guidando il vulcanismo sopra di essa. Credits: Anna Gülcher

Questi processi non sono osservabili direttamente, ma i modelli geodinamici 3D confrontati con i dati di Magellan forniscono una base solida per ipotizzarne l’esistenza. Secondo gli autori, si tratta di meccanismi geologici che potrebbero aver avuto un ruolo anche sulla giovane Terra, prima dell’affermazione delle attuali placche tettoniche.

In attesa di VERITAS

La missione VERITAS (Venus Emissivity, Radio science, InSAR, Topography, and Spectroscopy) della NASA, il cui lancio è previsto non prima del 2031, fornirà dati di gravità e topografia con una risoluzione da due a quattro volte superiore rispetto a quella di Magellan. Questo permetterà di testare direttamente le ipotesi formulate nello studio e, potenzialmente, confermare l’attività tettonica attuale su Venere.

VERITAS combinerà osservazioni radar, spettroscopia infrarossa e tracciamento radio per studiare in dettaglio la composizione superficiale e la struttura interna del pianeta. Le sue misurazioni ad alta precisione aiuteranno a mappare le regioni più attive, identificando eventuali punti caldi, fratture o deformazioni recenti.

Lo studio rappresenta un ulteriore passo nella rivalutazione dell’attività geologica di Venere, che negli ultimi anni ha visto anche la scoperta di vulcani attivi grazie all’analisi di immagini radar. Insieme alle future missioni europee ed americane, come EnVision e DAVINCI, VERITAS contribuirà a ridefinire il ruolo di Venere come laboratorio per comprendere l’evoluzione dei pianeti rocciosi, inclusa la stessa Terra.

Lo studio, pubblicato su Science Advances, è reperibile qui.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2025 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: attività tettonicaEsplorazione spazialegeologiaMagellanSistema solareVenere

Potrebbe interessarti anche questo:

Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Il 12 agosto ci sarà un’eclissi totale di Sole, visibile (parziale) anche dall’Italia. Ecco quando e come osservarla

Agosto 8, 2026
Render artistico degli elicotteri della missione SkyFall della NASA mentre raccoglie dati su Marte. Credits: NASA/JPL-Caltech

La NASA testa una nuova antenna radar per gli elicotteri marziani della missione SkyFall

Agosto 7, 2026
Illustrazione artistica di una delle due sonde Voyager nello spazio interstellare. Credits: NASA/JPL-Caltech

La NASA prolunga la vita scientifica di Voyager 2 con una modifica ai sistemi di bordo

Agosto 6, 2026
L'asteroide (44) Nysa osservato dal Large Binocular Telescope il 21 marzo 2026. Credtis: Large Binocular Telescope/Very Large Telescope/Minker et al. 2026

Nysa potrebbe essere il primo asteroide a tre lobi mai osservato, e ha anche una luna

Luglio 31, 2026
Confronto tra Marte prima e durante la tempesta di polvere globale del 2018, osservata dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter. Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS/RAS/University of Birmingham

Le tempeste solari potrebbero influenzare il meteo su Marte durante le tempeste di polvere

Luglio 21, 2026
La prima foto inviata a Terra dalla missione Viking 1 della NASA dalla superficie di Marte, il 20 luglio 1976. Credits: NASA/JPL-Caltech

50 anni fa Viking 1 arrivava su Marte, segnando l’inizio dell’esplorazione della superficie marziana

Luglio 20, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Illustrazione artistica di una delle due sonde Voyager nello spazio interstellare. Credits: NASA/JPL-Caltech

    La NASA prolunga la vita scientifica di Voyager 2 con una modifica ai sistemi di bordo

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il 12 agosto ci sarà un’eclissi totale di Sole, visibile (parziale) anche dall’Italia. Ecco quando e come osservarla

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Un razzo cinese Lunga Marcia 7A è esploso con a bordo un satellite di comunicazioni per l’orbita geostazionaria

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Un nuovo aggiornamento sulla Moon Base della NASA e i lander del programma CLPS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Eclissi di Sole il 12 agosto 2026: tutto ciò che serve sapere per osservarla

Agosto 11, 2026
Lo sciame delle Perseidi del 2023 dal Sequoia National Park. Credits: NASA/Preston Dyches

È tornato lo sciame meteorico delle Perseidi, le “stelle cadenti” d’agosto. Ecco come e quando osservarle

Agosto 10, 2026
Eclissi solare totale dell'8 aprile 2024 da Dallas, Texas. Credits: NASA/Keegan Barber

Il 12 agosto ci sarà un’eclissi totale di Sole, visibile (parziale) anche dall’Italia. Ecco quando e come osservarla

Agosto 8, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162