• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Completata in California la costruzione di una nuova antenna NASA per il Deep Space

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Dicembre 23, 2024
in Agenzie Spaziali, NASA, News
Una gru abbassa la struttura del riflettore parabolico per la Deep Space Station 23 in posizione il 18 dicembre 2024, su una piattaforma alta 20 metri, sopra il piedistallo dell'antenna che guiderà il riflettore. Credits: NASA/JPL-Caltech

Una gru abbassa la struttura del riflettore parabolico per la Deep Space Station 23 in posizione il 18 dicembre 2024, su una piattaforma alta 20 metri, sopra il piedistallo dell'antenna che guiderà il riflettore. Credits: NASA/JPL-Caltech

Condividi su FacebookTweet

La NASA ha annunciato di aver completato la costruzione di una nuova antenna della rete Deep Space Network (DSN) presso il Goldstone Deep Space Communications Complex, nel deserto della California. Il 18 dicembre scorso è stata ultimata l’installazione dello scheletro metallico della parabola riflettente, dal peso di 133 tonnellate, al di sopra della torre.

Conosciuta come DSS-23 (Deep Space Station 23), questa antenna rappresenta un passo cruciale per l’espansione della capacità di comunicazione con le missioni spaziali più lontane. È stata progettata per gestire il crescente traffico di dati dalle missioni attuali e future, ampliando il numero totale di parabole attive della rete.

L’antenna DSS-23 ha un riflettore parabolico di 34 metri di diametro ed è stata costruita utilizzando le tecnologie più avanzate disponibili per le comunicazioni spaziali. Rispetto alle antenne più datate, questa è dotata di un sistema a doppia banda che consente di trasmettere e ricevere segnali contemporaneamente. Grazie a questa caratteristica, DSS-23 potrà supportare le comunicazioni con missioni multiple in modo più efficiente, tra cui quelle dirette verso Marte, la Luna e i confini del Sistema Solare.

La Deep Space Station 23

La costruzione della DSS-23 non è solo un investimento nel presente, ma anche un impegno verso il futuro dell’esplorazione spaziale. Le missioni spaziali stanno diventando sempre più ambiziose, richiedendo un miglioramento continuo delle infrastrutture di supporto a terra. Con questa nuova antenna, la NASA si prepara ad affrontare le esigenze delle missioni robotiche e umane che esploreranno il Sistema Solare e oltre.

La costruzione della struttura di DSS-23 è durata oltre quattro anni. Ha richiesto operazioni complesse, come il recente posizionamento del riflettore parabolico da 34 metri sopra un’alidada alta 20 metri. Questo delicato processo ha richiesto un allineamento meticoloso di 40 bulloni tra struttura e alidada. Successivamente, un quadripode da 16.5 tonnellate è stato posizionato al centro del riflettore, dotato di un subriflettore curvo per dirigere i segnali verso i ricevitori dell’antenna.

Alle prime ore del mattino del 18 dicembre 2024, una gru incombe sulla struttura in acciaio larga 34 metri che sorregge il riflettore parabolico della Deep Space Station 23, prima che sia calato in posizione sulla struttura di base. Credits: NASA/JPL-Caltech
Alle prime ore del mattino del 18 dicembre 2024, una gru incombe sulla struttura in acciaio larga 34 metri che sorregge il riflettore parabolico della Deep Space Station 23, prima che sia calato in posizione sulla struttura di base. Credits: NASA/JPL-Caltech

Una volta completata e operativa, a partire dal 2026, la Deep Space Station 23 sarà la quinta di sei nuove antenne ad unirsi alla rete, dopo la Deep Space Station 53, che è stata aggiunta al complesso di Madrid della Deep Space Network nel 2022.

Una rete in continua espansione

Il Deep Space Network della NASA è composto da tre complessi principali, situati in California, Spagna e Australia. Questi complessi sono essenziali per mantenere un flusso costante di comunicazioni con sonde e rover operativi nello spazio profondo.

Con l’aggiunta della DSS-23, il complesso di Goldstone rafforza ulteriormente il ruolo del network, specialmente in vista di missioni cruciali come Europa Clipper e le future esplorazioni verso Urano e Nettuno. Quando sarà operativa nel 2026, la DSS-23 riceverà trasmissioni da missioni come Perseverance, Psyche, Europa Clipper, Voyager 1.

L’ampliamento della rete è fondamentale per gestire il volume di dati trasmessi dalle missioni più recenti, come quelle di osservazione degli esopianeti e l’analisi degli asteroidi. La costruzione di nuove antenne, come la DSS-23, risponde anche alle sfide poste dall’aumento della complessità delle operazioni spaziali e dalla necessità di una maggiore resilienza in caso di guasti o manutenzioni.

Capitol Building

Vuoi tenerti aggiornato su tutte le ultime notizie
sullo spazio e la sua esplorazione?

Agli iscritti a ORBIT ogni settimana inviamo due newsletter: il venerdì la Astro Newsletter, che tratta le notizie di esplorazione scientifica dello spazio, astronomia e astrofisica, e il sabato la Space Newsletter, che tratta di space economy, lunar economy ed esplorazione umana dello spazio.



© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del rover Rosalind Franklin, parte del progetto ExoMars dell'ESA, su Marte. Credits: ESA/ATG medialab

La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

Aprile 16, 2026

ESA e Canada firmano un accordo per lo scambio di informazioni classificate

Aprile 16, 2026

La NASA ha selezionato Voyager Technologies per la settima missione privata verso la ISS

Aprile 16, 2026
Una piccola parte della mappa 3D dell'Universo ottenuta con DESI, in cui è visibile la struttura su larga scala del cosmo, creata dalla gravità. Ogni punto rappresenta una galassia. Le aree più dense indicano regioni in cui galassie e ammassi di galassie si sono raggruppati insieme per formare i fili della ragnatela cosmica. Credits: DESI Collaboration and DESI Member Institutions/DOE/KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Proctor

Completata con lo strumento DESI la più grande mappa 3D dell’Universo, finora

Aprile 16, 2026
La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata dal telescopio Subaru a dicembre 2025. Credits: NAOJ

Il telescopio Subaru ha osservato cambiamenti nella composizione della cometa interstellare 3I/ATLAS

Aprile 15, 2026
Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

Aprile 15, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

    Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La misura locale del tasso di espansione dell’Universo è sempre più precisa, ma il disaccordo resta

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Completata con lo strumento DESI la più grande mappa 3D dell’Universo, finora

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162