• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Iniziata l’installazione del rivestimento protettivo sulla cupola dell’Extremely Large Telescope

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Agosto 8, 2024
in Astronomia e astrofisica, News, Scienza
L'Extremely Large Telescope, in costruzione in Cile, durante il rivestimento della cupola in acciaio. Credits: ESO

L'Extremely Large Telescope, in costruzione in Cile, durante il rivestimento della cupola in acciaio. Credits: ESO

Condividi su FacebookTweet

Sul Cerro Armazones nel deserto di Atacama, in Cile, squadre di ingegneri e tecnici sono al lavoro sulla struttura portante di un telescopio gigantesco. Si tratta dell’Extremely Large Telescope (ELT) dell’European Southern Observatory (ESO), che sarà il telescopio ottico più grande del mondo, con uno specchio primario di 39 metri.

Il deserto di Atacama vanta tra i cieli più bui della Terra, ma è allo stesso tempo un ambiente molto duro. Per questo, attualmente gli operai stanno coprendo la cupola in acciaio dell’ELT con un rivestimento speciale, che include strati isolanti e fogli di alluminio. Questo rivestimento proteggerà l’ELT e la sua delicata ottica dall’ambiente esterno.

Il design, la progettazione e la realizzazione della gigantesca struttura portante comprensiva della cupola dell’ELT sono guidati da EIE Group, azienda italiana di Mestre in Veneto, subfornitore nominato del progetto, che collabora da più di 25 anni con l’ESO. Insieme ad EIE Group, nel Consorzio istituito dall’ESO Ace Consortium, altre due aziende italiane, Astaldi SpA, azienda specializzata in opere civili e strutturali, in partnership con Cimolai SpA, leader nella progettazione e costruzione di grandi opere in acciaio.

La (gigantesca) cupola dell’Extremely Large Telescope

La cupola dell’Extremely Large Telescope è una struttura imponente, progettata per ospitare il telescopio più avanzato e più grande mai costruito, e soprattutto per proteggerlo dalle condizioni estreme del deserto di Atacama. La cupola, alta circa 80 metri e con un diametro di 93 metri, rappresenta una delle componenti ingegneristiche più complesse del progetto.

Design della struttura interna della cupola di ELT. Credits: EIE Group
Design della struttura interna della cupola di ELT. Credits: EIE Group

Il design prevede una struttura rotante che permette al telescopio di puntare in qualsiasi direzione attraverso un’ampia apertura. Questa rotazione è cruciale per le osservazioni astronomiche, richiedendo un movimento rapido e privo di vibrazioni per garantire la precisione nella tracciatura degli oggetti celesti. Avviene in maniera indipendentemente dalla struttura del telescopio, ed è supportata da 36 carrelli fissi posizionati su una rotaia a circa 11 metri dal suolo.

Il movimento della cupola è ottimizzato per evitare propagazioni di vibrazioni, grazie a un accoppiamento strutturale ridotto con la base in cemento e all’uso di isolatori sismici, essenziali per garantire stabilità anche in caso di terremoti. La struttura è composta da un anello circolare su cui poggiano tre archi strutturali, completati da travi secondarie che sostengono il rivestimento esterno. Le porte motorizzate dell’apertura principale, alte 55 metri, sono dotate di sistemi di chiusura ridondanti per garantire la sicurezza operativa in qualsiasi condizione ambientale.

Il rivestimento protettivo

Il rivestimento della cupola dell’ELT è progettato per offrire una protezione termica e ambientale senza precedenti, fondamentale per preservare le delicate ottiche del telescopio. La cupola finale sarà rivestita da un doppio strato di pannelli in alluminio termicamente isolati, che garantiranno un’efficace gestione delle temperature all’interno. Nel video seguente sono riassunti i lavori recenti. Credits: ESO

Durante il giorno, il sistema di climatizzazione manterrà l’interno della cupola alla temperatura prevista all’esterno per l’ora di apertura, minimizzando gli effetti di distorsione termica sulle osservazioni notturne. Inoltre, il rivestimento è studiato per limitare il raffreddamento radiativo durante la notte, riducendo la formazione di turbolenze nell’aria interna che potrebbero compromettere la qualità delle immagini astronomiche.

Per proteggere il telescopio dai venti forti del deserto, la cupola sarà inoltre dotata di uno schermo antivento regolabile, che riduce la velocità del vento sopra gli specchi primario e secondario, garantendo una ventilazione ottimale e un flusso d’aria laminare che evita distorsioni ottiche. Infine, un sistema avanzato di guarnizioni gonfiabili assicurerà la tenuta stagna delle aperture, impedendo l’ingresso di polvere e altri contaminanti che potrebbero danneggiare le delicate superfici ottiche del telescopio.

In questo approfondimento video vi raccontiamo il progetto ELT e altri 6 grandi telescopi attesi per il prossimo decennio.

© 2024 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: CupolaELTESOExtremely Large TelescopeosservatorioTelescopio

Potrebbe interessarti anche questo:

La cometa interstellare 3I/ATLAS osservata dal telescopio Subaru a dicembre 2025. Credits: NAOJ

Il telescopio Subaru ha osservato cambiamenti nella composizione della cometa interstellare 3I/ATLAS

Aprile 15, 2026
Il telescopio solare PoET (Paranal solar ESPRESSO Telescope) all'Osservatorio del Paranal, in Cile. Credits: ESO

Prima luce per il telescopio solare PoET: osserverà il Sole per migliorare la ricerca di esopianeti

Aprile 10, 2026
Il Sardinia Radio Telescope (SRT) da 64 metri di diametro, a San Basilio (CA). Credits: Paolo Soletta/INAF

Dimostrata la tecnica della “super-risoluzione” nelle osservazioni radio, con il Sardinia Radio Telescope

Marzo 18, 2026
La PhD School “Frontier Technologies for Optical and Radio Astronomy” organizzata dall'INAF e ospitata da Microgate a Bolzano.

Trenta dottorandi da tutta Europa a Bolzano per la scuola INAF sulle tecnologie dell’astronomia moderna

Marzo 10, 2026
I cieli bui e limpidi sopra l'Osservatorio Paranal, sede del Very Large Telescope dell'ESO. Credits: ESO/P. Horálek

Annunciata la cancellazione del grande progetto industriale INNA, che stava mettendo a rischio i cieli del Paranal

Febbraio 3, 2026
I quattro osservatori parte dello Schmidt Observatory System. In alto: il Deep Synoptic Array e il Lazuli Space Observatory. In basso: il Large Fiber Array Spectroscopic Telescope e l'Argus Array. Credits: Schmidt Observatory System

L’ex CEO di Google finanzierà quattro nuovi osservatori astronomici, lo Schmidt Observatory System

Gennaio 8, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

    Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La misura locale del tasso di espansione dell’Universo è sempre più precisa, ma il disaccordo resta

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Completata con lo strumento DESI la più grande mappa 3D dell’Universo, finora

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162