• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

Ieri sera si è osservata l’aurora polare in Italia. Ecco perché

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Novembre 6, 2023
in Approfondimento, Astronomia e astrofisica, Divulgazione, News, Scienza, Sistema solare
Aurora boreale 5 novembre

Aurora polare sulle dolomiti dopo il crepuscolo il 5 novembre 2023. Credits: Giorgia Hofer

Condividi su FacebookTweet

Ieri sera, 5 novembre 2023, tra le 18 e le 19 i cieli italiani si sono improvvisamente colorati di sfumature rosa e rosse. Si è trattato di un’aurora polare, un fenomeno raro a latitudine così basse, perché di solito visibile quasi esclusivamente nelle regioni polari.

In tutto il Paese, astrofili e astronomi hanno fotografato l’aurora che ha tinto di rosso il cielo dopo l’imbrunire.
Oltre all’Italia, il fenomeno è stato osservata anche in altre parti d’Europa, come Slovenia, Romania e Austria e Inghilterra.

Perché avvengono le aurore boreali?

Il fenomeno aurorale avviene a causa dell’interazione del campo magnetico terrestre con il vento di particelle cariche provenienti dal Sole, o vento solare. Solitamente questo genera aurore polari nelle zone circostanti i poli della Terra: boreali se nell’emisfero boreale, australi se in quello australe.

Il campo magnetico terrestre, infatti, convoglia le particelle cariche provenienti dal Sole verso le regioni polari, dove si concentrano. Quando queste particelle cariche entrano in contatto con l’atmosfera terrestre, interagiscono con gli atomi e le molecole nell’alta atmosfera, causando la loro eccitazione. Quando queste particelle eccitate rilasciano energia, lo fanno sotto forma di luce visibile, generando le aurore.

Poiché il campo magnetico terrestre guida le particelle cariche verso i poli, le aurore si verificano principalmente in queste regioni, generalmente al di sopra del 50esimo parallelo. Tuttavia, in rari casi di forte attività solare, le aurore possono essere visibili anche a latitudini più basse, più vicine all’equatore.

Il generarsi di un'aurora boreale. Credits: Osservatorio geofisico di Tromsø, UIT, Università della Norvegia
Il generarsi di un’aurora boreale. Credits: Osservatorio geofisico di Tromsø, UIT, Università della Norvegia

Perché questa aurora è arrivata all’Italia?

L’aurora polare vista ieri dall’Italia è stata originata a seguito di un evento noto come espulsione di massa coronale (Coronal Mass Ejection, CME) del Sole. Si tratta di una violenta esplosione di materiale e plasma dalla corona solare, spesso associata a eruzioni solari, che può influenzare il clima spaziale e le comunicazioni sulla Terra.

L’evento è stato in realtà duplice. Dopo una CME avvenuta sabato 4 novembre, ha fatto seguito una nuova CME più intensa della precedente. Questo secondo evento ha inviato un vento solare molto intenso in direzione della Terra, e determinato perciò una tempesta geomagnetica durata molte ore.

Il cosiddetto ovale aurorale, la regione di interazione delle particelle energetiche provenienti dal Sole con atomi e molecole dell’atmosfera terrestre, si è allargato fino a comprendere latitudini molto basse, come 30 gradi Nord.

Le tempeste geomagnetiche spaziano dalla classe G1 (la più debole) alla classe G5 (la più forte). In genere gli effetti di quelle più deboli sono limitate alle latitudini più elevate, dove è appunto più facile osservare le aurore polari, tuttavia quelle più intense possono far manifestare il fenomeno ottico anche a latitudini inferiori. L’aurora boreale visibile ieri in Italia è stata generata da una tempesta geomagnetica di classe G2.

Perché era rossa e non verde?

Le aurore polari si presentano tipicamente come bande luminose verdi, essendo il risultato dell’interazione a diverse altezza in atmosfera tra il vento solare, composto principalmente da elettroni, e le molecole di ossigeno.

Tuttavia, quando le particelle solari hanno un’energia molto elevata, possono eccitare gli atomi di ossigeno a un livello energetico più alto, che produce luce rossa. Questo accade più frequentemente a latitudini più basse, dove l’atmosfera è meno densa, consentendo alle particelle di mantenere una maggiore energia.

Di conseguenza, le aurore rosse sono più spettacolari e visibili a latitudini inferiori, mentre le aurore verdi sono predominanti a latitudini più alte.

Aurora immortalata il 5 novembre 2023 da Scardovari, Rovigo. Credits: Roberta Davin
Aurora immortalata il 5 novembre 2023 da Scardovari, Rovigo. Credits: Roberta Davin

Sì, è in corso un’altra tempesta geomagnetica

Lo spettacolo di ieri è stata una bella sorpresa per tutti. Tuttavia, possiamo aspettarcene altri di simili. L’attività solare sta aumentando sempre di più, a mano a mano che il Sole si avvicina al massimo del suo ciclo di 11 anni, previsto per il 2025.

All’aumentare di questa attività, aumentano gli eventi di CME, e di conseguenza la probabilità di essere investiti da tempeste geomagnetiche. Proprio oggi ne è in corso un’altra, mentre la precedente era stata osservata nei cieli tra il 25 e il 26 settembre, quando aveva raggiunto ugualmente latitudini molto basse. Era stata visibile anche nell’area dolomitica in Italia.

Secondo gli esperti, è difficile prevedere se in questi giorni il fenomeno si ripeterà, seppur con intensità minore. In passato, tempeste solari molto intense in cicli solari precedenti hanno dato origine ad aurore visibili quasi fino all’equatore. Un esempio è la tempesta solare del 13 marzo 1989, un altro quella di Halloween nel 2003.

Tags: auroraaurora borealecoronal mass ejectionSoleTempesta solare

Potrebbe interessarti anche questo:

Immagine scattata dalla missione Solar Orbiter poco prima del brillamento M7.7 del 30 settembre 2024 che ha osservato da vicino nel dettaglio. Credits: ESA & NASA/Solar Orbiter/EUI Team

Solar Orbiter ha osservato il processo che dà origine ai brillamenti solari

Gennaio 21, 2026
Fenomeni aurorali dal Regno Unito, la sera del 19 gennaio 2026

È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

Gennaio 20, 2026
Render Artistico del Carruthers Geocorona Observatory al punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Credits: NASA’s Conceptual Imaging Lab/Jonathan North

Le missioni IMAP e Carruthers Geocorona Observatory della NASA hanno raggiunto il punto lagrangiano L1

Gennaio 13, 2026
Render artistico della missione SOHO (Solar and Heliospheric Observatory) di ESA/NASA. Credits: ESA/ATG medialab; ESA/NASA SOHO

Trent’anni di SOHO, la missione che ha cambiato per sempre lo studio del Sole

Dicembre 2, 2025
Il brillamento di classe X5.1 proveniente dalla regione attiva AR4274, rilasciato l'11 novembre 2025. Credits: NASA SDO/AIA 304, The Watchers

C’è una tempesta geomagnetica severa in corso, a causa di un potente brillamento solare

Novembre 12, 2025
Le tracce luminose ad arco in un'immagine del polo sud solare, ottenuta combinando otto giorni di osservazioni di Solar Orbiter, mostrano le impronte lasciate dalla rete magnetica sulla cromosfera, visibili come macchie brillanti nei dati dello strumento EUI. Credits: ESA & NASA/Solar Orbiter/EUI-Team

Solar Orbiter ha mappato il movimento del campo magnetico al polo sud del Sole, ed è diverso dal previsto

Novembre 7, 2025
Attualmente in riproduzione

I più letti

  • Lo Space Launch System della missione Artemis II è arrivato al Pad 39B

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • È in corso la più intensa tempesta di radiazioni solari degli ultimi 20 anni

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Vast ha rinviato al 2027 il lancio della stazione Haven-1

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Blue Origin annuncia la sua megacostellazione satellitare: si chiamerà TeraWave

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

Le prime immagini del satellite CSG-FM3 della costellazione COSMO-SkyMed. A sinistra, Roma; al centro, Vancouver; a destra, il fiume Padma in Bangladesh. Credits: ASI

Quanto sono importanti le prime immagini del quinto satellite italiano della costellazione COSMO-SkyMed?

Gennaio 23, 2026

La giornata nazionale dello spazio e il ricordo del primo satellite italiano, il San Marco 1

Dicembre 16, 2025

Il Consiglio Ministeriale ESA 2025 non è il traguardo, ma un’ottima partenza – Lo spazio secondo me, di Paolo Ferri

Dicembre 16, 2025


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2023 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2024 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162