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La missione di Sentinel 1B è conclusa: impossibile recuperare il satellite per l’ESA

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Agosto 4, 2022
in Agenzie Spaziali, ESA, Esplorazione spaziale, News
Un render del satellite Sentinel 1B

Un render del satellite Sentinel 1B

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Il satellite Sentinel 1B, parte della rete Copernicus di osservazione della Terra della Commissione Europea è considerato “non più operativo”. Questo satellite non è più in grado di operare la sua missione, per un problema al sistema di alimentazione dei suoi strumenti radar. L’anomalia è stata rilevata dall’ESA il 23 dicembre 2021 e da allora i tentativi di risolverla sono stati molteplici. Il 3 agosto, l’ESA e la Commissione Europea hanno dato l’annuncio definitivo: il satellite Sentinel 1B è perso.

La conclusione è stata presa data l’impossibilità di riattivare il sistema di alimentazione dell’apparecchiatura radar del satellite, chiamato CAPS (C-SAR Antenna Power Supply). Esso alimenta il radar ad apertura sintetica, che è lo strumento principale del satellite. La comunicazione dell’ESA è stata quindi lapidaria: “The CAPS 28V regulated bus is considered unrecoverable and the capability of Sentinel- 1B to support the mission, at the time of finalising this report, is considered lost.”

Una perdita importante, per Copernicus e non solo

Il satellite 1B è stato lanciato nel 2016, e assieme al Sentinel 1A, lanciato nel 2014, rappresentava un punto di riferimento nell’osservazione radar della Terra. Con l’1A, che è ancora operativo e funzionante, i due satelliti si muovevano in orbita eliosincrona con 180° di differenza, in modo da coprire tutta la superficie. L’ESA, che costruisce, lancia e in parte gestisce i satelliti per la Commissione Europea, era riuscita ad ottenere una tempo di sorvolo di sei giorni, che diminuiva alle latitudini maggiori.

Gli utilizzi del satellite erano i più disparati e variavano dal controllo dei ghiacciai e del loro movimento fino alla sorveglianza dell’ambiente marino, compreso il monitoraggio delle fuoriuscite di petrolio e il rilevamento delle navi per la sicurezza marittima, nonché al monitoraggio della pesca illegale. 1B veniva anche usato per il monitoraggio delle deformazioni del terreno causate da subsidenza, terremoti e vulcani. Per la mappatura e gestione delle foreste, dell’acqua e del suolo e per la mappatura a sostegno degli aiuti umanitari e delle situazioni di crisi.

Il direttore ad interim della Commissione europea per lo Spazio, Paraskevi Papantoniou, ha dichiarato: “L’indisponibilità permanente del satellite Sentinel-1B rappresenta una perdita importante per il programma spaziale dell’Unione europea e la Commissione europea è impegnata a mitigarne l’impatto. In particolare siamo riusciti ad anticipare il lancio del satellite Sentinel-1C”.

Sentinel 1A e Sentinel 1C

Per sopperire alla perdita del 1B, l’ESA ha già preso in considerazione alcune operazioni di supporto alla produzione dei dati incompleti del satellite. Sono infatti molti gli enti e le aziende che facevano affidamento sul satellite per le proprie attività, e aspettavano dati e risultati. Innanzitutto sarà modificata l’operatività di 1A per coprire alcuni obbiettivi di 1B.

Altre campagne di raccolta dati saranno coperte con altri satelliti, che collaborano al programma Copernicus. Il responsabile della missione Sentinel-1 dell’ESA, Pierre Potin, ha dichiarato: “Ad esempio, siamo in grado di utilizzare i dati di Radarsat-2 e Radarsat Constellation Mission del Canada, TerraSAR-X della Germania, COSMO-SkyMed dell’Italia e PAZ della Spagna per supportare il monitoraggio operativo del ghiaccio marino per il Servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus.”

Oltre a questo, l’ESA è riuscita ad anticipare leggermente il lancio del satellite Sentinel 1C, che ora è previsto per il secondo trimestre del 2023 con un vettore Vega-C. Questo è stato possibile grazie al lancio inaugurale avvenuto con successo il 13 luglio.

Mentre l’ESA sta lavorando per sopperire alla perdita del satellite, sono in corso anche le operazioni per garantire un deorbiting sicuro del Sentinel 1B. In questi casi è infatti importante far scendere il satellite dall’orbita, evitando di lasciare nello spazio un rifiuto di grandi dimensioni. Con gli anni esso potrebbe infatti frammentarsi per l’usura e produrre centinaia di detriti. L’ESA può garantire un deorbiting sicuro in quanto, a parte il sistema di alimentazione del radar, tutte le componenti di Sentinel 1B sono ancora operative.

La relazione completa sul problema di Sentinel 1B e la conferma della sua perdita si può leggere qui.

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Tags: CopernicusSentinelSentinel 1B

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