• AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Astrospace Shop
  • ADV
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
ORBIT
Shop
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
AstroSpace
Nessun risultato
Guarda tutti i risultati

La sonda Hope degli Emirati Arabi Uniti è in orbita attorno a Marte

Stefano Piccin di Stefano Piccin
Febbraio 9, 2021
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, News
Hope

Un render della sonda Hope in arrivo su Marte. Credits: Mohammed bin Rashid Space Center

Condividi su FacebookTweet

Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati, da pochi minuti, il quinto paese al mondo ad aver immesso una sonda in orbita attorno a Marte. Finora infatti solo USA, URSS (e poi Russia), ESA e India sono riuscite ad arrivare in orbita marziana. Fra questi solo l’India ci è riuscita al primo tentativo, nel 2013 con la sonda Mangalyaan.

Per entrare correttamente in orbita marziana la sonda ha dovuto accendere il suo motore per 27 minuti, una periodo molto lungo e che ha richiesto una precisione non indifferente. Sbagliare di poco il momento dell’accensione, o terminare in anticipo la propulsione, avrebbe portato la sonda a mancare l’immissione in orbita o addirittura a schiantarsi sulla superficie.

Tanta era la difficoltà di questa manovra, che nei giorni scorsi gli ingegneri del Mohammed bin Rashid Space Centre di Dubai hanno affermato che sarebbe riuscita con solo il 50% di possibilità. Più ottimisti erano invece gli ingegneri americani. Peter Withnell, program manager della missione Hope e scienziato del Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell’University of Colorado, ha confermato qualche giorno fa come la chiave del successo della manovra fosse l’accendere i propulsori con precisione. “Nonostante una manovra così lunga non sia mai stata testata”, ha continuato, “la sonda si trova in perfette condizioni, e abbiamo condotto tutte le simulazioni e test possibili. Non posso immaginare di essere più preparati di così”.

Animazione dell’immissione in orbita marziana della sonda Hope. Credits: Scott manley

Durante l’immissione in orbita Hope ha bruciato circa metà del suo propellente, cioè 400 kg degli 800 kg a bordo. Questo ha permesso alla sonda di rallentare da 121 000 km/h a circa 18 000 km/h. Per effettuare questa manovra la sonda ha acceso i sei motori di cui disponeva. Fino a due potevano non accendersi, gli altri quattro avrebbero compensato rallentando la sonda per più tempo.

Gli obbiettivi scientifici di Hope

Hope studierà il clima di Marte, sia attraverso misurazioni quotidiane, sia studiando i cicli stagionali. Verranno  inoltre analizzati gli eventi meteorologici nella bassa atmosfera di Marte, come le tempeste di sabbia. Una delle domande più importanti a cui la missione vuole rispondere è come queste tempeste influiscano nell’innalzare sabbia e detriti nell’alta atmosfera. Come dichiarato dal team di ingegneri della sonda, Hope sarà il primo satellite metereologico di Marte.

In questa infografica sono rappresentati i tre strumenti della sonda Hope e come esse vedono Marte. Inoltre, sulla destra, viene spiegato cosa andrà ad osservare la sonda nell’alta e nella bassa atmosfera marziana.
Credits: UAE Space Agency

Oltre a tutto questo, la sonda studierà anche come l’atmosfera di Marte contribuisce, e ha contribuito al mantenimento e poi alla scomparsa di acqua sulla superficie. Questi dati saranno utili per mappare l’andamento temporale dell’atmosfera marziana ma anche per migliora i modelli di quella terrestre.

Lo scopo sociale e politico

La sonda Araba ha un’obbiettivo secondario, oltre a quello scientifico, che di secondario non ha però molto. Gli Emirati Arabi Uniti stanno attraversando un periodo storico pieno di cambiamenti, e l’investimento in nuove tecnologie ne è un aspetto chiave. In quelle legate alle tecnologie spaziali stanno inoltre investendo particolarmente. La stessa Agenzia Spaziale degli Emirati è nata solo nel 2014, e questa è la prima grande missione che finanzia. L’obbiettivo è ottenere più ricadute tecnologiche, industriali e sociali possibili. Finanziare una missione scientifica permette infatti di creare tecnologie all’avanguardia senza un primo e diretto profitto, ma creando esperienza e contratti industriali per nuove realtà industriali.

La collaborazione con gli Stati Uniti è un altro preciso passo in questa direzione, dato che gli ingegneri arabi, hanno imparato molto gestendo la missione e seguendone la costruzione negli USA. Il 90% di loro ha un’età inferiore ai 35 anni e un terzo dell’intera squadra è composta da donne. La percentuale di donne aumenta all’80% nel team che si occuperà dell’analisi scientifica dei dati in arrivo da Marte. Peter Withnell ha affermato di essere rimasto colpito dalla squadra di ingegneri arabi. “L’entusiasmo e l’unità sono palpabili. Assumerei una di queste persone in un istante.”

Anche il nome della sonda, Hope (Speranza) è un passo in questa direzione. Creare un precedente in grado di ispirare giovani arabi a intraprendere carriere scientifiche e tecnologiche non solo negli studi, ma anche nell’imprenditoria e negli investimenti.

Continua a seguire Astrospace.it sul canale Telegram, sulla pagina Facebook e sul nostro canale Youtube. Non perderti nessuno dei nostri articoli e aggiornamenti sul settore aerospaziale e dell’esplorazione dello spazio.

Tags: hopeMarteUAE

Potrebbe interessarti anche questo:

Render artistico del rover Rosalind Franklin, parte del progetto ExoMars dell'ESA, su Marte. Credits: ESA/ATG medialab

La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

Aprile 16, 2026
Render della missione Space Reactor-1 Freedom della NASA.

La NASA annuncia Space Reactor-1 Freedom, la prima missione a propulsione nucleare verso Marte

Marzo 24, 2026
Foto di Marte e della sua atmosfera dall'orbita catturata dalla missione Mars Express dell'ESA nel 2016. Credits: ESA/DLR/FU Berlin/Justin Cowart

Due sonde europee hanno mostrato gli effetti di una forte tempesta solare sull’atmosfera di Marte

Marzo 5, 2026
Marte visto nell'ultravioletto dalla sonda MAVEN della NASA nel 2023. Credits: NASA/LASP/CU Boulder

Osservati dall’orbita marziana dei segnali compatibili con la presenza di fulmini su Marte

Marzo 3, 2026
Render artistico delle due sonde della missione ESCAPADE della NASA. Credits: NASA

La missione ESCAPADE ha acceso i suoi strumenti. Nei prossimi mesi studierà il meteo spaziale

Febbraio 27, 2026
Panorama ottenuto dal rover Perseverance, composto da 5 coppie stereo di immagini di telecamere di navigazione che il rover ha abbinato alle immagini orbitali per individuare la sua posizione il 2 febbraio 2026, utilizzando una tecnologia chiamata Mars Global Localization. Credits: NASA/JPL-Caltech

Il rover Perseverance ora sa con precisione dove si trova su Marte, senza un aiuto dalla Terra

Febbraio 19, 2026
Attualmente in riproduzione
ANNUNCIO

I più letti

  • Render artistico dell'esopianeta 29 Cygni b, con una massa 15 volte quella di Giove. Credits: NASA, ESA, CSA, Joseph Olmsted (STScI)

    Il James Webb ha osservato 29 Cygni b, che mette in discussione il confine tra pianeti e stelle

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La NASA ha approvato il supporto alla missione Rosalind Franklin: lancio con Falcon Heavy nel 2028

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • La misura locale del tasso di espansione dell’Universo è sempre più precisa, ma il disaccordo resta

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0
  • Il telescopio Subaru ha osservato cambiamenti nella composizione della cometa interstellare 3I/ATLAS

    0 condivisioni
    Condividi 0 Tweet 0

Segui AstroSpace.it anche in:

Telegram LinkedIn Twitter Youtube

Eventi in programma

Notice
Non ci sono eventi previsti.

Gli ultimi approfondimenti

La capsula Orion "Integrity" di Artemis II nello spazio il 7 aprile 2026. Credits: NASA

Ecco quando, dove e perché seguire il rientro sulla Terra di Artemis II

Aprile 9, 2026
Lo Space Launch System e la Luna piena al Kennedy Space Center. Credits: NASA/Sam Lott

Ecco quando, dove e soprattutto perché seguire il lancio di Artemis II

Marzo 31, 2026
SLS sulla rampa di lancio a gennaio 2026. Credits: NASA/Brandon Hancock

Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla missione Artemis II

Marzo 31, 2026


News e approfondimenti di Astronautica e Aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace Srl.

info@astrospace.it 
www.astrospace.it

P.IVA: 04589880162

  • Astrospace ADV
  • AstroSpace.it
  • Collabora
  • La redazione
  • Feed RSS
  • Newsletter
  • Shop
Privacy Policy Cookie Policy

Abbonati

Entra in Astrospace Orbit per leggere gli articoli Premium di AstroSpace

ISCRIVITI ORA

©2026 Astrospace

Nessun risultato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Agenzie Spaziali
    • NASA
    • Cina
    • ESA
    • ASI
  • Esplorazione spaziale
    • Speciale Artemis 1
    • ISS
    • Luna
    • Sistema solare
    • Scienza
      • Astronomia e astrofisica
      • Fisica
  • Space economy
    • SpaceX
    • Boeing
    • Blue Origin
    • Nuove imprese
    • Rocket Lab
    • Satelliti
  • Spazio Italiano
  • Le grandi firme dello spazio
    • Paolo Ferri
Orbit
Shop

© 2026 Astrospace.it Info@astrospace.it - News e approfondimenti di astronautica e aerospazio. Astrospace.it è pubblicato da Astrospace srl P.IVA: 04589880162