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Le osservazioni della missione Hera aiutano a ricostruire un antico impatto sulla luna marziana Deimos

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Agosto 18, 2026
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, ESA, Esplorazione spaziale, News, Scienza, Sistema solare
La luna Deimos di Marte, e sullo sfondo la superficie marziana, immortalati dalla Asteroid Framing Camera della sonda Hera dell'ESA nel visibile. Credits: ESA

La luna Deimos di Marte, e sullo sfondo la superficie marziana, immortalati dalla Asteroid Framing Camera della sonda Hera dell'ESA nel visibile. Credits: ESA

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Un asteroide di circa 320 metri potrebbe aver colpito Deimos in passato, modificando profondamente l’aspetto della piccola luna di Marte senza distruggerla. È la ricostruzione proposta da un nuovo studio pubblicato su Nature Astronomy, realizzato attraverso simulazioni numeriche e utilizzando anche le immagini raccolte dalla sonda europea Hera durante il flyby di Marte del marzo 2025.

Deimos ha un diametro di circa 12 km e orbita a circa 24 mila km dalla superficie marziana. Fin dalle prime osservazioni ravvicinate delle sonde Viking negli anni Settanta, la sua superficie è apparsa molto più liscia e ricoperta di polvere rispetto a quella di Phobos, l’altra luna di Marte. Nella regione del polo sud si trova poi una grande depressione, larga circa 10 km.

Per capire se le due caratteristiche potessero avere la stessa origine, i ricercatori dell’Università di Berna hanno realizzato circa cento simulazioni variando dimensioni, traiettoria e velocità dell’oggetto responsabile dell’impatto. La ricostruzione che meglio riproduce Deimos prevede un asteroide largo circa 320 metri, arrivato con un’inclinazione di circa 45 gradi.

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L’impatto avrebbe scavato la grande depressione meridionale e sollevato enormi quantità di materiale. Una parte dei detriti sarebbe poi ricaduta su Deimos, formando uno spesso strato di regolite che avrebbe coperto e smussato molti dei crateri già presenti sulla superficie.

Un impatto abbastanza forte da modificare Deimos, ma non da distruggerlo

Le simulazioni sono state realizzate ricostruendo Deimos attraverso milioni di particelle virtuali e calcolando come avrebbero reagito all’impatto. I ricercatori hanno considerato proprietà come gravità, resistenza e coesione del materiale, cercando una collisione capace di produrre la depressione meridionale senza frammentare completamente la luna.

Simulazione dell'impatto che avrebbe creato la depressione nella regione polare sud della luna marziana Deimos. Credits: S.D. Raducan
Simulazione dell’impatto che avrebbe creato la depressione nella regione polare sud della luna marziana Deimos. Credits: S.D. Raducan

Secondo il risultato migliore, gran parte del materiale espulso dall’impatto non sarebbe riuscito a sfuggire alla debole gravità di Deimos. Sarebbe invece ricaduto sulla superficie, formando in alcune zone uno strato di detriti spesso più di 200 metri.

Questo potrebbe spiegare perché Deimos appare così liscio. La regolite, composta da materiale poco compatto, avrebbe progressivamente coperto i rilievi e parte dei crateri più antichi. Anche la grande depressione al polo sud avrebbe perso nel tempo i bordi netti che normalmente caratterizzano un cratere da impatto.

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Alcune tracce dei crateri precedenti alla collisione sarebbero però ancora riconoscibili sotto questo materiale. La loro sopravvivenza ci dà anche indicazioni sulla possibile struttura interna di Deimos: se la luna fosse un corpo molto compatto, infatti, le onde generate dall’impatto si sarebbero propagate più facilmente al suo interno, modificando le strutture già presenti. Secondo i ricercatori, la conservazione dei vecchi crateri è invece compatibile con un interno molto poroso e fratturato, capace di assorbire meglio l’energia della collisione.

Le immagini di Hera e le prossime osservazioni di MMX

Le simulazioni erano iniziate prima del passaggio di Hera vicino a Marte. Il 12 marzo 2025 la sonda dell’ESA ha però sfruttato un’assistenza gravitazionale del pianeta durante il viaggio verso gli asteroidi Didymos e Dimorphos, passando anche a circa 1000 km da Deimos e ottenendo nuove immagini della luna.

I dati hanno permesso di individuare altre strutture, compatibili con antichi crateri parzialmente sepolti. Questi dettagli hanno aiutato il team a confrontare le simulazioni con la superficie reale di Deimos, e a restringere le possibili caratteristiche dell’impatto. Secondo l’ESA, alcuni dei crateri sepolti sono diventati più evidenti analizzando le immagini anche attraverso rappresentazioni stereoscopiche realizzate da Brian May, membro del team scientifico di Hera.

Antica depressione da impatto sotto lo strato di regolite superficiale di Deimos, resa più chiara grazie all'immagine stereoscopica prodotta da Brian May, membro del team scientifico di Hera. Credits: S. D. Raducan, B. May/London Stereoscopic Company
Antica depressione da impatto sotto lo strato di regolite superficiale di Deimos, resa più chiara grazie all’immagine stereoscopica prodotta da Brian May, membro del team scientifico di Hera. Credits: S. D. Raducan, B. May/London Stereoscopic Company

La possibile struttura porosa di Deimos ricorderebbe quella dei cosiddetti rubble pile, corpi costituiti da frammenti tenuti insieme principalmente dalla gravità. Questo, però, non significa necessariamente che Deimos sia un asteroide catturato da Marte. Potrebbe anche essersi formato da materiale espulso dal pianeta in seguito a grandi impatti.

Lo studio non esclude inoltre altre spiegazioni per la depressione meridionale e per la superficie liscia della luna. Nuovi dati arriveranno dalla missione giapponese Martian Moons eXploration (MMX), il cui lancio è previsto nell’autunno 2026. La sonda studierà da vicino entrambe le lune marziane e raccoglierà campioni da Phobos da riportare sulla Terra.

Le osservazioni di Deimos potranno quindi verificare alcune delle caratteristiche previste dalle simulazioni e fornire nuovi dati sulla sua superficie e sulla sua struttura, aiutando a ricostruire la storia delle due piccole lune di Marte.

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Tags: AsteroidecollisioneDeimosHERALunaMartePianeta rosso

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