La NASA, il 18 settembre, ha annunciato un nuova modifica al contratto Commercial Crew Transportation Capability (CCtCap), assegnando a SpaceX ulteriori tre missioni con equipaggio dirette alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). L’accordo riguarda le missioni Crew-15, Crew-16 e Crew-17, che voleranno tra il 2027 e il 2030 utilizzando la capsula Crew Dragon lanciata da un razzo Falcon 9.
Il valore della modifica contrattuale ammonta a 946 milioni di dollari e comprende tutte le attività necessarie alla missione: preparazione degli astronauti, lancio, operazioni in orbita, rientro, recupero della capsula e trasporto di carico verso la ISS. Inoltre, la Dragon continuerà a svolgere il ruolo di “scialuppa di salvataggio” per gli astronauti durante la permanenza agganciata alla stazione.
Con questa estensione, il numero totale di missioni NASA affidate a SpaceX sale a 17 e il valore complessivo del contratto raggiunge 5.92 miliardi di dollari. La decisione permette alla NASA di mantenere una presenza continua sulla ISS e di pianificare con maggiore stabilità le future rotazioni degli equipaggi. Queste estensioni del contratto con SpaceX sono necessarie in quanto la NASA non è ancora sicura di quando potrà contare sull’alternanza fra Dragon e Starliner.
Nel frattempo, SpaceX si sta preparando al lancio della missione Crew-13, attualmente prevista per i primi giorni di ottobre. La partenza ha subito alcuni ritardi a causa di una perdita nel sistema propulsivo emerso durante i controlli preliminari.
SpaceX sempre più centrale nel trasporto di astronauti
L’annuncio della NASA è arrivato appena un giorno dopo un’indiscrezione pubblicata da Ars Technica, secondo cui l’agenzia statunitense starebbe valutando l’acquisto di due ulteriori missioni Starliner per sostenere economicamente il programma di Boeing. Le recenti indiscrezioni sul futuro della Dragon e i ritardi dei programmi concorrenti stanno riaccendendo il dibattito sul trasporto spaziale con equipaggio negli Stati Uniti. Il tema riguarda anche la disponibilità di veicoli certificati per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale fino al termine della sua vita operativa.
Ad alimentare le discussioni hanno contribuito alcune recenti dichiarazioni della presidente e COO di SpaceX, Gwynne Shotwell, che ha indicato il 2030 come possibile data di ritiro della capsula Dragon. Shotwell ha inoltre sottolineato come la NASA dovrà fare affidamento anche su Starliner per mantenere una capacità di trasporto ridondante verso l’orbita bassa terrestre, rafforzando e in qualche modo anche favorendo il ruolo della capsula sviluppata da Boeing.
Con l’assegnazione delle missioni Crew-15, Crew-16 e Crew-17, la NASA conferma però che almeno fino al 2030 la Crew Dragon rimarrà fondamentale per il raggiungimento della ISS. Proprio nel 2030, una versione modificata della capsula Dragon dovrà guidare il rientro controllato della stazione nell’atmosfera terrestre, mettendo fine a una presenza umana continua in orbita che prosegue dal 2000 e a una struttura i cui primi moduli vennero lanciati nel 1998.
Per massimizzare il valore scientifico delle spedizioni finali, e per risparmiare sul turnaround degli astronauti, la NASA ha inoltre preso in considerazione l’ipotesi di estendere la permanenza degli equipaggi americani oltre la durata standard di circa sei mesi, aumentando il tempo disponibile per le attività di ricerca a bordo del laboratorio orbitale, e riducendo il numero di voli da e per la ISS.











