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Una nuova versione della “sequenza di Hubble” sulla forma delle galassie, grazie a Euclid

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Novembre 6, 2025
in Agenzie Spaziali, Astronomia e astrofisica, ESA, News, Scienza
Questa immagine mostra galassie di forme diverse catturate da Euclid nei Deep Field. Il primo catalogo dettagliato include oltre 380 000 galassie, classificate in base a strutture come bracci a spirale, barre centrali e code mareali indicative di fusioni galattiche. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA

Questa immagine mostra galassie di forme diverse catturate da Euclid nei Deep Field. Il primo catalogo dettagliato include oltre 380 000 galassie, classificate in base a strutture come bracci a spirale, barre centrali e code mareali indicative di fusioni galattiche. Credits: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA

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Dopo quasi un secolo dalla formulazione della celebre sequenza morfologica di galassie proposta da Edwin Hubble, detta “sequenza di Hubble”, il Consorzio della missione Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha presentato il 5 novembre 2025 una versione aggiornata di questo diagramma che organizza le molteplici forme delle galassie.

Con la Quick Data Release 1 (Q1) rilasciata a marzo 2025, la collaborazione Euclid ha già raccolto dati su oltre 26 milioni di galassie, misurando caratteristiche quali forma, luminosità, colore e distanza. Queste informazioni hanno permesso di costruire un diagramma aggiornato, che include non solo le tradizionali galassie ellittiche, lenticolari e a spirale (con o senza barra), ma anche le galassie nane, un elemento spesso trascurato nelle classificazioni classiche.

La strumentazione di Euclid ha permesso di discriminare circa 1.2 milioni di galassie “grandi” e individuare per la prima volta con chiarezza migliaia di galassie nane, catalogando la loro morfologia e distribuzione ambientale. La nuova sequenza non si limita quindi a riorganizzare visivamente le forme, ma riflette anche la capacità tecnica di Euclid di sondare vaste aree del cielo con profondità e risoluzione elevate, e di applicare algoritmi di intelligenza artificiale per automatizzare la classificazione.

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Il risultato è una visione più completa dell’evoluzione galattica: dove in passato la sequenza di Hubble suggeriva un’evoluzione da ellittica a spirale, i dati Euclid spostano l’interpretazione, sulla base delle osservazioni, verso un’evoluzione che procede da destra a sinistra, cioè dalle spirali alle ellittiche, soprattutto in funzione di incontri e fusioni tra galassie vicine. In questo contesto, le galassie nane emergono come elementi chiave della struttura cosmica: non solo in termini numerici, diventando la popolazione più frequente dell’Universo, ma anche in termini evolutivi, come potenziali “mattoni” nella formazione di sistemi più grandi.

Una nuova “sequenza di Euclid”

La strumentazione di Euclid è progettata per combinare esposizioni profonde e risoluzione angolare fine, permettendo di scattare immagini dettagliate anche di galassie deboli o remote. I dati vengono analizzati tramite algoritmi di machine learning, che permettono di misurare la forma, la presenza di una barra stellare, la struttura a bracci delle spirali, il profilo di luce e altre caratteristiche morfologiche.

Il diagramma ricavato seleziona un estratto di queste immagini per organizzare visivamente le galassie lungo una sequenza che riprende il modello “a forchetta” di Hubble e di Gérard de Vaucouleurs, ma lo estende, incorporando anche le galassie nane e le fusioni in atto. Questo approccio consente di collegare direttamente l’aspetto osservativo (dimensioni, forma, barra, bracci, colore) con la struttura fisica interna della galassia (massa stellare, attività di formazione stellare) e il suo ambiente.

La sequenza morfologica delle galassie, con le immagini del telescopio spaziale Euclid. Credits: Diagramma: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, J.-C. Cuillandre, L. Quilley, F. Marleau. Images: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, J.-C. Cuillandre, E. Bertin, G. Anselmi
La sequenza morfologica delle galassie, con le immagini del telescopio spaziale Euclid. Qui per scaricarla in HD o senza annotazioni. Credits: Diagramma: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, J.-C. Cuillandre, L. Quilley, F. Marleau. Images: ESA/Euclid/Euclid Consortium/NASA, J.-C. Cuillandre, E. Bertin, G. Anselmi

Un’innovazione significativa è la capacità di Euclid di raccogliere un campione così vasto che copre molti ordini di grandezza in massa e luminosità: dalla galassia nana irregolare fino alla grande spirale blu. Ciò rende possibile tracciare in modo sistematico come la morfologia, la formazione stellare e l’ambiente circostante si influenzino reciprocamente lungo la storia cosmica.

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Galassie di ogni grandezza e forma

La sequenza aggiornata mostra come le diverse forme galattiche siano connesse alle loro proprietà interne: ad esempio, sia le spirali che le irregolari continuano a formare nuove stelle, mentre le lenticolari e le ellittiche mostrano generalmente una attività stellare molto ridotta o nulla.

I dati Q1 di Euclid hanno identificato 2 674 galassie nane, di cui il 58 % nane ellittiche e il 42 % nane irregolari, con alcune che presentano caratteristiche peculiari come nuclei (4 %) o centri compatti blu (6.9 %). Le nane ellittiche sembrano preferenzialmente raggruppate attorno a galassie massicce, mentre le nane irregolari sono distribuite in modo più uniforme. Questo suggerisce che sia l’ambiente che la storia di interazioni giocano un ruolo importante nel determinare la morfologia.

Inoltre, l’interpretazione dell’evoluzione, contrariamente all’idea originale di Hubble, propone che le galassie passino da spirali/spirali barrate a forme più compatte e “vecchie” in seguito a fusioni e interazioni. Il nuovo diagramma di Euclid colloca le fusioni nell’angolo inferiore sinistro, indicando che le collisioni fra galassie possono essere un motore chiave non solo per l’aumento di massa, ma anche per la trasformazione morfologica. Grazie alla vasta popolazione di galassie nane rilevate, la missione contribuisce a definire come questi sistemi “minori” partecipino alla costruzione delle strutture maggiori, e come la loro presenza e storia possano influenzare la formazione di galassie più grandi nel corso dell’evoluzione dell’Universo.

I due studi riferiti a questa nuova sequenza sulla morfologia galattica sono:

  • Euclid Quick Data Release (Q1). Exploring galaxy morphology across cosmic time through Sersic fits, Euclid Consortium, Louis Quilley et al. 2025
  • Euclid Quick Data Release (Q1). A census of dwarf galaxies across a range of distances and environments, Euclid Consortium, Francine Marleau et al. 2025

© 2025 Astrospace.it Tutti i diritti riservati. Questo articolo può essere riprodotto o distribuito integralmente solo con l’autorizzazione scritta di Astrospace.it o parzialmente con l’obbligo di citare la fonte.
Tags: ESAEuclidgalassieHubblemorfologia galatticasequenza di Hubbletelescopi spazialiuniverso

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