La NASA continua a finanziare le infrastrutture necessarie per sostenere l’esplorazione lunare e una futura presenza umana prolungata sulla superficie. Il 30 settembre ha annunciato un contratto da circa 38 milioni di dollari con Modulate Space Corporation per sviluppare un sistema di comunicazione 5G con Wi-Fi 6 integrato. Il progetto, destinato al Glenn Research Center di Cleveland, servirà a preparare le comunicazioni locali della futura base lunare.
L’accordo fa parte della strategia presentata dalla NASA a marzo 2026, che prevede la costruzione progressiva di una base lunare, la Moon Base, nei pressi del polo sud. La costruzione partirà da missioni robotiche, esperimenti e dimostrazioni tecnologiche, attraverso cui verificare i sistemi necessari alle successive attività degli astronauti. Le comunicazioni sono una delle infrastrutture da sviluppare insieme alla mobilità, agli habitat e ai sistemi energetici.
Il contratto, a prezzo fisso, comprende due attività principali, con periodi di esecuzione parzialmente sovrapposti. La prima riguarda lo sviluppo di un sistema chiamato 5G Network-in-a-Box e la sua dimostrazione in laboratorio. I lavori iniziano l’1 ottobre 2026 e proseguiranno fino al 31 gennaio 2028.
La seconda attività riguarda una rete di superficie che integri 5G e Wi-Fi, con una dimostrazione sulla Luna. Il relativo periodo contrattuale inizierà il 30 novembre 2026 e terminerà il 31 dicembre 2028. Questa scadenza indica il termine delle attività previste dall’accordo, ma non è stata specificata una data di lancio o il veicolo che trasporterà il sistema.
Lo sviluppo comprenderà hardware, firmware e software. Le dimostrazioni consentiranno alla NASA di valutare l’architettura e le prestazioni operative della rete, mantenendo la possibilità di adattarla alle future esigenze delle missioni. L’obiettivo è ottenere una capacità di comunicazione scalabile, basata su standard e destinata alle operazioni della base lunare.
Una rete per collegare le attività sulla Luna
Nei piani della NASA, le comunicazioni lunari dovranno evolvere insieme alla base. Le prime infrastrutture orbitali offriranno servizi di collegamento, posizionamento, navigazione e riferimento temporale. A queste si aggiungeranno reti sulla superficie, pensate per migliorare lo scambio di informazioni tra i diversi mezzi e sistemi.
Una rete locale potrà quindi supportare il coordinamento delle operazioni, collegando gli elementi distribuiti nell’area della base. La standardizzazione è parte di questo percorso: la NASA prevede di sviluppare requisiti di interoperabilità attraverso LunaNet, affinché infrastrutture e utenti possano utilizzare servizi compatibili.
Un precedente risale a marzo 2025, quando Nokia portò un sistema 4G/LTE sulla Luna a bordo del lander Athena della missione IM-2. La rete si accese e rimase operativa per 25 minuti, ma le condizioni termiche e i limiti di alimentazione impedirono di stabilire il collegamento con il dispositivo installato sul veicolo Micro Nova Hopper.











