Al Kennedy Space Center la NASA ha completato l’assemblaggio del modulo di equipaggio con il modulo di servizio europeo (ESM) della capsula Orion destinata ad Artemis III. Nei prossimi mesi inizieranno i test della capsula ora completa.
Rispetto ai piani originari, Artemis III non volerà più verso la Luna e non sarà la prima missione di allunaggio del programma Artemis. Rimarrà invece in orbita terrestre, dove Orion dovrà eseguire prove di rendezvous e attracco con le due versioni dimostrative dei lander sviluppati da SpaceX e Blue Origin, Starship e Blue Moon. La missione sarà di preparazione ad Artemis IV, prevista nel 2028, che sarà invece la prima missione con allunaggio.
Per l’equipaggio di Artemis III sono stati selezionati a giugno gli astronauti Randy Bresnik, Andre Douglas e Frank Rubio della NASA e l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano, che si stanno addestrando per la missione.
Nel frattempo, al Kennedy Space Center sono già iniziate le attività di integrazione dello Space Launch System di Artemis III, con l’assemblaggio dei booster laterali e l’arrivo dell’ultimo motore RS-25 per il primo stadio.
Più hardware riutilizzato per accelerare il programma
Per ridurre tempi e costi, la NASA ha iniziato a riutilizzare componenti già disponibili invece di realizzarne di nuovi. Per Artemis III saranno impiegate alcune strutture costruite anni fa per le prove di carico, modificate opportunamente per il volo.
Anche molti componenti della capsula Orion utilizzata per Artemis II verranno reinstallati sulla nuova capsula, mentre oltre 250 componenti saranno recuperati per le missioni Artemis IV e Artemis V.
Queste modifiche, ha spiegato l’Agenzia, dovrebbero permettere di ridurre i tempi di integrazione del veicolo e di preparare più rapidamente le missioni successive.

Cambiano invece alcuni elementi del razzo. Lo stadio criogenico previsto inizialmente per Artemis III è stato assegnato ad Artemis IV e, al suo posto, sarà installato un elemento strutturale che mantiene invariata la configurazione del lanciatore, senza svolgere funzioni propulsive, perché non ci sarà necessità di lasciare l’orbita terrestre.











