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Artemis III non sarà più la missione del ritorno dell’Umanità sulla Luna

Mariasole Maglione di Mariasole Maglione
Febbraio 27, 2026
in Agenzie Spaziali, Esplorazione spaziale, Luna, NASA, News, Scienza, Speciale Artemis
Render artistico di due astronauti sulla superficie lunare durante la missione Artemis IV. Credits: NASA
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Il 27 febbraio 2026 alle 16:00 italiane, la NASA ha annunciato un cambiamento importante per il futuro del programma Artemis. Durante una conferenza stampa dedicata a un aggiornamento su Artemis II, l’Agenzia ha comunicato che Artemis III non sarà più la missione del ritorno dell’Umanità sulla Luna.

Il primo allunaggio del programma Artemis è stato ufficialmente spostato alla missione Artemis IV. Se tutto procederà senza problemi, la NASA punta ora a tentare il ritorno sulla Luna con Artemis IV (ad oggi prevista all’inizio del 2028, se Artemis II e III andranno bene), seguita da Artemis V.

Alla conferenza erano presenti l’amministratore NASA Jared Isaacman, l’amministratore associato Amit Kshatriya e la Acting Associate Administrator per l’Exploration Systems Development Mission Directorate Lori Glaze.

Isaacman ha spiegato che Artemis III, oggi prevista per il 2027, non porterà astronauti sulla superficie lunare come inizialmente pianificato. La missione diventerà invece un volo di prova in orbita terrestre. Durante il volo, la capsula Orion effettuerà un test di rendezvous e docking con un lander lunare, o più di uno, del programma HLS.

Il veicolo con cui Orion si aggancerà, sarà uno di quelli sviluppati dai partner scelti per il programma HLS: SpaceX o Blue Origin. Non è ancora stato specificato quale dei due lander sarà utilizzato, ma l’obiettivo sarà verificare che Orion sia in grado di incontrare e agganciarsi correttamente al sistema che in futuro porterà gli astronauti fino alla superficie della Luna, e nello stesso tempo far fare una missione di test a questi lander.

Isaacman ha affermato che potrebbe non essere necessario effettuare una dimostrazione di trasferimento di propellente in orbita, anche se la NASA sta ancora lavorando per definire l’architettura definitiva della missione.

Alla conferenza NASA il 27 febbraio 2026 erano presenti l’amministratore NASA Jared Isaacman, l’amministratore associato Amit Kshatriya e la Acting Associate Administrator per l’Exploration Systems Development Mission Directorate Lori Glaze.
Alla conferenza NASA il 27 febbraio 2026 erano presenti l’amministratore NASA Jared Isaacman, l’amministratore associato Amit Kshatriya e la Acting Associate Administrator per l’Exploration Systems Development Mission Directorate Lori Glaze.

Cosa ha portato a questa decisione

Nel suo intervento, Isaacman ha spiegato che alcune anomalie osservate durante Artemis I e Artemis II hanno evidenziato una difficoltà: il tempo troppo lungo tra una missione e l’altra. Volare raramente rende più difficile mantenere competenze e sistemi pronti.

Per questo la NASA vuole aumentare il ritmo delle missioni Artemis, arrivando in futuro a intervalli più brevi tra un lancio e il successivo. L’obiettivo è arrivare anche a meno di un anno tra due missioni, fino a circa 10 mesi nei casi migliori.

Un altro cambiamento riguarda il razzo, lo Space Launch System. La NASA ha annunciato l’intenzione di puntare su una versione più uniforme del lanciatore, simile all’attuale Block 1. Questa scelta serve a semplificare produzione e preparazione dei voli. Secondo Isaacman, l’Agenzia dovrà anche rafforzare alcune competenze interne per sostenere un numero maggiore di missioni. Non sono stati dati maggiori dettagli su questo punto alla conferenza.

I prossimi passi

Al momento, lo Space Launch System si trova al VAB (Vehicle Assembly Building), l’edificio di integrazione dove è rientrato dopo un rollback di circa 12 ore iniziato nel pomeriggio italiano del 25 febbraio. Qui, i tecnici stanno cercando di comprendere e risolvere il problema che ha impedito un corretto flusso di elio allo stadio superiore, e che ha comportato il rinvio della missione.

In questi giorni al VAB verranno sostituite le batterie del razzo e sarà controllato il sistema di terminazione del volo. Glaze ha affermato che si sta facendo il possibile per poter lanciare Artemis II nella finestra di aprile, che si apre il 2 aprile in Italia.

Nel frattempo, durante la conferenza la NASA ha ripetuto più volte che il profilo modificato di Artemis III non vuole rappresentare un passo indietro, ma una fase di preparazione per essere sicuri che tutte le missioni siano un successo.

Prima di tentare un nuovo allunaggio, infatti, la NASA vuole verificare in orbita terrestre che Orion e i lander sviluppati dall’industria privata possano lavorare insieme in modo sicuro. Solo dopo questo test sarà possibile passare alla discesa sulla superficie lunare.

Isaacman ha anche affermato che questo annuncio sarebbe stato fatto anche se Artemis II non fosse stata rinviata. L’avrebbero fatto in occasione dell’annuncio dei risultati della Flight Readiness Review di Artemis II, in caso di un lancio a marzo come era previsto.

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Tags: ArtemisArtemis IIArtemis IIIEsplorazione LunareLunaNasaOrionSLS

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